ROMA: RESTA L’ EMERGENZA RIFIUTI

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LA CAPITALE SOTTO ASSEDIO, IMMONDIZIA OVUNQUE: AMA DOVE SEI?

Uno tra i più importanti problemi di Roma è quello che riguarda direttamente la Società AMA: la raccolta, il trasporto, il trattamento, il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti. Questa situazione ha come protagonisti la Società responsabile del servizio e i cittadini romani, sempre più confusi riguardo la gestione della loro stessa spazzatura.

In ogni quartiere è stata indetta la raccolta differenziata dell’immondizia e sono state distribuite ad ogni cittadino le rispettive buste biodegradabili, un opuscolo informativo sulla divisione dei rifiuti per i vari giorni (ad esempio, giovedì: raccolta della carta; venerdì: raccolta del vetro), contenente indicazioni riguardo ciascun bidone (la carta, di norma, è destinata al bidone giallo, così come l’umido biodegradabile al bidone marrone e così via) e piccoli cestini specifici da tenere nelle proprie abitazioni, destinati allo smaltimento domestico dei rifiuti. Nei giorni stabiliti gli operatori AMA si occupano del ritiro della spazzatura, multando chi non si fosse attenuto alle giuste modalità di raccolta. Per rendere il tutto più ordinato e pulito, i bidoni dei vari colori non si trovano su strada, ma all’interno dei condomini.

rifiutiTutto perfettamente organizzato, ma come mai sembra non funzionare? Perché ai cittadini rimane così difficile attenersi alle norme della raccolta differenziata dei rifiuti e le strade, come i marciapiedi, sono sommersi dall’immondizia?

In molti quartieri di Roma questa modalità non è ancora arrivata, come nel quartiere Monteverde, in cui hanno distribuito tutto il necessario per la raccolta differenziata, ma non è ancora stata effettivamente attuata. Sono ancora presenti i “vecchi” bidoni dell’immondizia, in bella vista su strada. In questo modo la raccolta differenziata del rifiuti non è “obbligata”, ma rimane a discrezione di ciascun abitante. In quartieri come quelli presenti nella zona Eur la “corretta” raccolta differenziata si applica alla lettera, ma molti utenti (chi per semplice pigrizia, chi per etica tutta personale “tanto si sa, dopo gettano tutto in uno stesso bidone” o “fare la differenziata è un lavoro che spetta agli operatori della Società, se la tassa da pagare non diminuisce, allora io non la faccio”) preferiscono raccogliere i loro rifiuti alla vecchia maniera e, anziché gettarli negli appositi bidoni appartenenti alla loro area, li caricano in macchina per andare alla ricerca di quartieri provvisti ancora di “antichi” bidoni dell’immondizia nel mezzo della strada, aggiungendo le loro buste ai rifiuti già presenti, spesso sovraccaricando gli enormi cestini a tal punto da far fuoriuscire gran parte dei rifiuti (spiacevole spettacolo visto che l’immondizia spesso arriva ad accumularsi sui marciapiedi e le persone si trovano a dover fare lo slalom fra bottiglie, avanzi alimentari e cartoni). Gli aspetti negativi della questione sono molti, a partire dal terribile odore che sprigiona questa quantità di rifiuti e la loro quantità eccessiva per la grandezza del bidone (in particolare durante i periodi festivi, come Natale, Pasqua, periodi in cui le persone producono molti più rifiuti rispetto al resto dell’anno), per passare poi alle scorrerie del topi, dei gabbiani (Roma Centro), dei cinghiali (Roma Nord) e altri animali, fino ad arrivare a ritardi degli interventi dello staff AMA (per svariati motivi: scioperi, paga insufficiente).

rifiutiEsiste una percentuale di cittadini incivili, che gettano l’immondizia per terra, non contribuendo al decoro della città. Fra i romani, oltre ai cassonetti, esplode anche la preoccupazione per la propria salute.

Certo è che, quotidianamente, i cittadini romani percepiscono nella Società AMA un disservizio che sembra aumentare sempre di più, insieme aumenta il malcontento fino ad arrivare ad una vera e propria esasperazione, che recentemente si è concretizzata negli incendi a macchia d’olio, in particolare, Ostia, Monteverde, Tuscolano e Montesacro, ancora più recente nel quartiere Garbatella.

Ultimamente si è avuta un’importante svolta grazie al coraggio e alla fermezza dei residenti nel quartiere Settebagni (Roma), che hanno inviato un numero impressionante di lettere per la richiesta di rimborso della Tari ( tassa sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti) : la sovrabbondanza di immondizia non è colpa dei cittadini, ma del disservizio AMA. Il ricorso presentato dai cittadini è stato accolto e vinto, risultando una grandissima vittoria non solo per il quartiere in questione, ma per tutti quelli di Roma che non saranno più rassegnati al degrado, ma spinti a emulare la tenacia di un piccolo quartiere, fin’ora poco conosciuto di Roma.

Flavia De Michetti