INTERVISTA A GABRIELE CIRILLI

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gabriele cirilli

CHI È TATIAANAAAA??

Di Mara Fux

Attore e comico dei più amati nell’attuale panorama di spettacolo, si divide tra il tour dello show “Nun te regg più!” e la guida de “La Factory”, scuola di formazione professionale per attori e lavoratori dello spettacolo che dirige a San Salvo, in provincia di Pesaro.

Ma dove hai trovato il tempo per aprire una scuola?
È stato subito dopo il covid vedendo quante persone avessero necessità di esprimersi anche per riprendersi da questa enorme esperienza. È un modo bellissimo per trasmettere la mia passione per questo lavoro.

Dimmi la verità: sei tu ad aver scelto questa professione oppure è stata lei a scegliere te?
Sicuramente io ho desiderato fin da piccolino di far l’attore ma considerando quanto lei mi abbia ripreso tutte le volte che mi scostavo da questo percorso, devo pensare che è stata anche un po’ questa professione a volere me.

Nel senso che ogni tanto intraprendevi altri mestieri?
No, assolutamente! L’attore è stato l’unico lavoro che ho fatto, credo che nemmeno saprei farne altri. Intendo coincidenze che avvenivano in corrispondenza di miei deragliamenti e che contribuivano a rimettermi su un sentiero da cui per qualche ragione mi ero allontanato. Per esempio, se un anno non fossi stato bocciato, avrei proseguito gli studi regolarmente e non avrei avuto modo di iscrivermi al Laboratorio di Arti Sceniche di Proietti.

“Tale e Quale” ha esaltato le tue doti imitative. Ti senti più imitatore o attore?
Mi sento un attore che ha messo a disposizione di una trasmissione tutte le sue arti, il saper cantare, ballare, recitare, improvvisare. Le mie non sono imitazioni, se vogliamo trovare un termine userei piuttosto scimmiottamenti perché imitazione è ben altra cosa. A “Tale e quale” replico alcuni particolari caratteristiche di cantanti per rappresentarli, ma sono caratteristiche individuate da me, che vedo io e io riproduco.

Nella tua carriera hai creato tanti personaggi, ne hai qualcuno a cui sei più affezionato?
No, io li amo senza distinzione come amo tutto quello che faccio che non è solamente di repertorio comico; ho recitato anche ruoli drammatici come ne “L’uomo la bestia la virtù” con Flavio Bucci o in “Madre Coraggio” di Brecht, sono stato Fra’ Leone in “Chiara e Francesco”. Due dei film che sento più vicini sono “La città invisibile” sul terremoto di L’Aquila e “Nati due volte” dove interpreto il confessore di una ragazza che cambia sesso e diventa uomo; insomma tematiche forti.

Lavoro, lavoro, lavoro. In tutto ciò la famiglia che ruolo ha?
Importantissimo, è la prima cosa, non ho mai pensato al mio lavoro fuori della famiglia ma al mio lavoro come mezzo per campare la famiglia. Ho sempre messo la famiglia al di sopra del lavoro; pensa che anni fa, quando ancora non avevo la popolarità di oggi,mi chiamarono per un importante evento all’Olimpico che coincideva con la data della comunione di mio figlio. Non ho accettato.

Mai tentennamenti?
Ad esser sincero una sola volta, al tempo in cui con mia moglie eravamo fidanzati e discutevamo del fatto che io mi dedicassi parecchio alla carriera. Ricordo che parlando, in sintesi, le abbia detto di non mettermi davanti ad una scelta perché sarebbe stato durissimo. Allora ho traballato perché ancora non mi sentivo forte del lavoro che producevo ma oggi no, oggi scelgo la famiglia.

Leggendo il tuo curriculum direi che hai anche una seconda famiglia con Carlo Conti!
Con Carlo abbiamo lavorato assieme la prima volta nel 2001, ai tempi di san Remo Estate e sono 23 anni che io sono presente nei suoi progetti. In pratica metà del mio curriculum percorre le sue trasmissioni!! Ovviamente accade per una stima professionale reciproca che va oltre l’amicizia.

23 anni: poco meno dell’età di tuo figlio Mattia. Anche lui possiede una qualche vena artistica?
Sì ma non nel mio modo, si è laureato a Pisa in discipline dello spettacolo, scrive e vuole diventare regista.

Come è stato fare il padre con un lavoro come il tuo?
È stato difficile e complesso ma se avessi dovuto scegliere tra fare l’attore e fare il padre, avrei fatto il padre.

Conservi ancora i suoi regalini per la festa del papà?
Mattia è molto riservatone non è mai stato molto avvezzo a sorprese e regali però quando lo fa, lo fa bene; ricordo che una volta da piccolino per la festa del papà si è presentato con un pacchetto, un quadretto con una nostra immagine con la maglia della Juve.

Ti chiede consiglio?
C’è una sana competizione tra noi; dà retta soprattutto alla mamma che è stata fondamentale nella sua formazione oltre che sicuramente più presente.

I social son pieni di foto della sua Laurea. Sei molto fiero di lui?
Per mio figlio farei qualsiasi cosa, è quanto di più importante abbia mai fatto nella vita; mi rammarico solo che il tempo sia trascorso così in fretta, il che sembra un luogo comune ma è la verità: ogni volta sto lì che me lo bacio, me lo abbraccio e lo chiamo piccolino perché, anche se è grande, io lo vedo così.