le dimissioni di Nicola Zingaretti da Segretario nazionale del PD

0
1002
Nicola Zingaretti

Intervista a Silvia Marongiu, Segretaria del Circolo Pd Ladispoli, membro della Segreteria e della Direzione Provinciale, delegata all’Assemblea Nazionale.

di Carla Zironi

Nicola ZingarettiIacta alea est.”! Con le dimissioni di Nicola Zingaretti da Segretario nazionale del PD “il dado è tratto”, con toni alti e forti, piuttosto duri, inusuali per un politico dallo stile pacato ma non privo di determinazione. Ora l’attenzione dei media e del mondo politico è concentrata sull’Assemblea nazionale del 14 marzo. In quella sede si deciderà chi e come reggerà il timone del partito. Si procederà alla nomina di un reggente o di un segretario pro tempore fino al Congresso con relative primarie? Quale sarà la linea politica dem? La rinascita o il tramonto di Piazza Grande? Nel frattempo come vivono questa situazione il corpo degli iscritti e gli Organismi territoriali?

Le dimissioni di Zingaretti hanno scatenato una specie di terremoto politico anche tra l’opinione pubblica. Ma come sta vivendo il PD questa situazione al suo interno, tra gli Organismi territoriali incluso il Circolo di Ladispoli? “
Il PD ha messo in campo una discussione seria e si sta confrontando a più livelli con un dibattito costruttivo. Il giorno in cui Zingaretti si è dimesso è stato convocato un direttivo di circolo a Ladispoli, Domenica 7 un attivo provinciale, mercoledì 10 una direzione ed un’assemblea regionale. L’attivo congiunto degli organismi dirigenti e degli amministratori del Partito Democratico della Provincia di Roma ha espresso nei giorni scorsi “piena solidarietà al segretario Nicola ZINGARETTI e ribadito il sostegno alla linea politica di alleanze assunta dalla sua segreteria”. La fase politica che stiamo vivendo nel corso della quale le priorità derivanti dall’emergenza economica e sanitaria che il governo Draghi, le Regioni e gli Enti Locali si troveranno ad affrontare devono trovare nel Pd ad ogni livello un partito solido e responsabile nella tutela dell’interesse nazionale e nella difesa della qualità della vita dei cittadini e delle famiglie così duramente messa alla prova dalla tragedia che abbiamo vissuto nell’ultimo anno e che ancora stiamo purtroppo vivendo.” Inoltre sono importanti temi tra i quali il lavoro, da creare attraverso investimenti; il Recovery da completare nel più breve tempo possibile; l’obiettivo di evitare che le persone più deboli rimangano sole. Importante è anche il tema delle imprese, il tema dei giovani come risorsa per il futuro. In un momento difficile come questo non possiamo che attraversare le difficoltà e, anche se siamo il partito più commentato d’Italia, c’è la necessità di rimetterci in discussione, trovando una sintesi. Fuori dalle nostre sezioni e dai nostri ragionamenti ci sono persone che aspettano delle risposte che il nostro Partito deve necessariamente dare. Come affermato dai GD della Provincia di Roma “da questa situazione può nascere un’occasione di riflessione, per ridare priorità alle tematiche da noi più sentite, per poter riaffermare un dibattito sull’identità che vogliamo rappresentare.”

Due anni fa, Piazza Grande, il manifesto di Zingaretti, riscosse un ampio successo alle primarie con una affluenza ai seggi che superò le aspettative. Perfino nel PD si respirava un vento di novità e di rilancio. E’ ancora attuale o qualcosa si è inceppato?
Ritengo che la strada intrapresa due anni fa sia quella giusta: la strada che ha spalancato “Piazza grande”, quella di un Partito Democratico aperto al mondo, a tutte le forze e sensibilità che insieme possono creare un campo largo ed inclusivo. Quella del dialogo e del noi prima dell’io. Mi piace ricordare anche la tre giorni Bolognese di assemblee, dibattiti, laboratori, plenarie con tantissimi ospiti alla quale ho partecipato anche io con entusiasmo e coinvolgimento.“ Tutta un’altra storia” era nata dalla necessità di rifondare una nostra capacità di lettura della società, di ricostruire una rete di relazioni con i giovani e non solo. Dai cambiamenti climatici che mettono a rischio il pianeta alle diseguaglianze che crescono, dalla precarietà che segna la vita di milioni di persone a chi lavora e vede continuamente messi a rischio diritti e dignità. Oggi, malgrado la pandemia abbia stravolto le nostre vite, dobbiamo combattere per fare in modo che i prossimi siano anni di riscatto, rinascita e liberazione umana. Perché la Storia può anche essere un’altra, prendendo parte, partecipando, combattendo.”

Cosa auspichi come conclusione della vicenda?
La comunità democratica è molto meglio di come è apparsa in questi giorni.“Siamo percepiti come un partito di potere anche se fatto di persone mediamente serie”. Dobbiamo essere capaci di discutere, dibattere ma tutti uniti per lottare, “fino all’ultimo frammento di cuore, INSIEME”. All’Italia serve il Partito Democratico, non un banale cambio di pelle in nome del correntismo sfrenato. In questi giorni proseguiranno i confronti e le riunioni in attesa dell’assemblea Nazionale del 14 marzo, alla quale parteciperò come delegata. E’ il momento di lavorare, bene, come abbiamo dimostrato, in più occasioni, di saper fare. Bisogna avere il coraggio di guidare il partito nel momento della resa dei conti con la propria storia e il proprio presente. È ora di far tornare la politica protagonista.”

Pensi che ci saranno ripercussioni localmente quanto alla preparazione delle prossime elezioni comunali?
“L’atto di Zingaretti è stato coraggioso e può essere considerato un’opportunità utile per il partito. Non ci basta un buon accordo come esito dell’Assemblea Nazionale ma questo passaggio deve produrre degli effetti positivi di ricaduta anche sui territori. Come ho già dichiarato in altre occasioni dobbiamo riaffermare
SI al pluralismo e NO al correntismo. Abbiamo modificato a livello nazionale il nostro statuto per investire nell’attivismo, nell’apertura perché siamo un partito di persone che si deve trasformare in una palestra di partecipazione per confrontarci e proporre insieme non solo durante le campagne elettorali. Dobbiamo investire nell’educazione e nella formazione alla politica, difendere i beni comuni e costruire legami sociali forti nella vita quotidiana dei cittadini. Il circolo PD di Ladispoli prosegue il suo percorso politico-amministrativo tra incontri tematici e confronto con le forze politiche progressiste cittadine. Siamo una comunità che si mette in cammino senza ricette confezionate ma con le idee chiare. Noi ci siamo, siamo aperti alla discussione e siamo pronti per costruire l’alternativa all’attuale Amministrazione Grando.”