La Tari non convince: arriva in ritardo e con il rincaro

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A Ladispoli polemiche degli utenti: «Ma i bonus dove sono?»

Prima la spedizione dei bollettini tramite pec, poi sono arrivati anche a domicilio. La sostanza però non cambia per gli utenti ladispolani alle prese con una sorpresa non poco gradita nell’uovo di Pasqua: l’aumento tra il 10 e il 15%. In tanti hanno scritto pubblicamente rivolgendosi alla classe politica.

«Per quanto mi riguarda – scrive il signor Claudio – l’aumento è del 15% rispetto allo scorso anno. Forse la classe politica avrebbe dovuto comunicarlo con più chiarezza». Dubbi anche per i residenti che in questi mesi hanno ricevuto i nuovi contenitori dei rifiuti per il residuo secco (l’indifferenziata) con codici identificativi per consentire ai netturbini di quantificare il numero delle esposizioni durante la settimana ed eventualmente concedere il premio a chi ha rinunciato a mischiare la spazzatura.

«Il motto era più si espone nei mastelli e più alta è la bolletta – contesta la signora Giuditta, ladispolana – solo che mi domando come vengono eseguiti questi conteggi». Da un commento ad un altro. «Alla fine si è pagato di più rispetto al 2022 e invece si doveva pagare di meno. Alla faccia!», critica Massimo. «Ho pagato più degli anni precedenti. Vivo sola, getto pochissima plastica e l’indifferenziata solo ogni due settimane. Come si spiega il rincaro? Qualcuno ce lo dica», è lo sfogo di Gisella.
Insomma, i grattacapi sono tanti a Ladispoli per quanto riguarda la tassa relativa alla nettezza urbana che riguarda circa 20mila nuclei familiari. La bacheca Facebook istituzionale del Comune viene ricoperta di critiche. «Ancora stiamo aspettando la spiegazione di come funzioni la gestione per i condomini», segnala Aristide. «A me è arrivato il saldo anche se abbiamo i secchioni condominiali. Come è stato calcolato? Come si fa a calcolare il residuo secco personale? Com’è possibile che una famiglia di quattro persone abbia ricevuto un saldo di soli 5 euro rispetto a me che vivo solo?», sono i nodi di Giulio.

Interviene l’assessore a Igiene e Ambiente. «Sul saldo Tarip 2023 non sarà applicata alcuna mora – rassicura Marco Pierini – nei bollettini che stanno arrivando in questi giorni è riportata come scadenza il 31 dicembre 2023. Una data di cui i cittadini non dovranno tenere conto. Se il saldo arriverà entro il 30 aprile di quest’anno, sarà considerato come pagamento regolare e, quindi, non sarà prevista alcuna sanzioni». L’assessore di Palazzo Falcone chiarisce anche sull’importo. «Per quanto riguarda le utenze domestiche – risponde – non dovrebbero esserci significativi incrementi. Verificheremo con gli uffici preposti per capire come siano stati effettuati i conteggi. Dal 2023 gli utenti pagano sulla base del residuo secco conferito e il calcolo è effettuato sul numero di esposizioni del mastello e di altri parametri stabiliti tramite regolamento comunale».

Diverso il caso per i grandi condomini presenti sul territorio comunale. In questo caso la tariffa da pagare resta invariata. I residenti nei grandi complessi non sono stati dotati, infatti, per difficoltà tecniche, come spiegato tempo fa dagli stessi amministratori comunali, di sacchetti o mastelli con codici identificativi. Restano dunque i carrellati ad uso comune esposti praticamente settimanalmente.

L’opposizione annuncia un approfondimento sulla questione senza troppi giri di parole. «Molti hanno ricevuto mail o pec anche con il saldo – puntualizza Fabio Paparella, consigliere comunale di Ladispoli Attiva – molti altri no. Il metodo non è uguale per tutti. Figli e figliastri anche sul discorso Tarip visto che non tutti avranno accesso ai bonus. E poi come hanno effettuato questi calcoli? Presenteremo un’interrogazione in aula».
Almeno sulla lotta al degrado sono arrivate le fototrappole per cercare di individuare gli incivili. Le prime sette sono state installate anche se le discariche a cielo aperto non sono diminuite come denunciato quasi ogni giorno dalle guardie zoofile di Fareambiente Ladispoli.