L’ORTICA PUNGE MA FA MOLTO BENE

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L’Ortica è una pianta erbacea perenne, appartenente alle Urticacee, con fusto e foglie coperti di peli che, al contatto, secernano un acre umore irritante (più l’urtica urens che l’ortica dioica) più intensa agli inizi di maggio.

La dioica (ortica maggiore) è comunissima lungo le strade, i fossi nei terreni incolti, presso le case, dal mare alle regioni alpine, in tutta Italia e nel mondo, dal mare sino a 3100 metri di altezza. L’urtica urens pur avendo la stessa universale ubicazione va dal mare ai monti fino a 2200 di altezza.

“L’Ortica punge ma non fa male?”” direi che se si studiasse di più questa pianta farebbe tanto del bene. Diciamoci la verità. Gli studi clinico – farmacologici sono stati assai scarsi perché non convenienti economicamente. Eppure le sue attività principali (diuretiche e depurative; uricolitiche, antinfiammatorie e stimolanti) trovano impiego negli stati infiammatori delle vie urinarie, malattie reumatiche, gotta, prevenzione trattamento della litiasi renale, ipertrofia prostatica non grave (1 e 2 stadio).

L’Ortica è un ottimo ricostituente e remineralizzante. Nei componenti principali dei frutti vi sono grandi quantità di proteine. Nelle parti aeree vitamina A,B2,C,K, acido folico, vit P.P., sali minerali con prevalenza di potassio e calcio, flovonoidi. Negli estratti di urtica dioica sono stati trovati tutti gli aminoacidi essenziali (Laboratori Inverni e Della Beffa. Milano). Le foglie, per la ricchezza in minerali (ferro e silicio) e soprattutto di clorofilla costituirono un ottimo remineralizzante ed antianemico, valido in tutte le fasi della vita.

Ricordiamo che la clorofilla possiede una formula chimica simile all’emoglobina umana da cui differisce soltanto per la presenza dell’atomo di magnesio al posto di quello di ferro. In tempi di guerra le popolazioni che si spopolavano dalle città assediate, rifugiandosi nelle campagne e nei boschi, sopravvivono molto meglio dei cittadini assediati che restavano in città. E’ questo grazie ai vegetali ed in particolare all’Ortica. Altro che anemia!

<<L’organismo umano sarebbe in grado di utilizzare i gruppi pirrolici della molecola della clorofilla e l’azione emopoietica della pianta scaturirebbe dall’ elevata presenza di clorofilla (E. Campanini. Dizionario di fitoterapie e piante medicinali. 1998). Non credo che uno sconosciuto fitoterapeuta, quale l’Antonelli, abbia troppo esagerato quando nelle prime decadi del 1900 scriveva che l’Ortica, nella storia umana, aveva salvato molti individui. Non dobbiamo avere orrore dell’Ortica, diceva, perché punge e provoca prurito. Lei è come un uomo burbero, ma molto buono di cuore.

Oggi è ampiamente dimostrato che (stato rivitalizzante a parte) le forme reumatiche, gli stati iperuricemici, la gotta giovano molto con una terapia a base di estratti di Ortica. L’aumento della depurazione renale, conseguente anche modificazioni epatiche, incrementa la diuresi con conseguente depurazione urinaria, eliminazione delle scorie, diminuzione dell’uricemia (e della renella), della colesterolemia. A livello intestinale la pianta, oltre all’azione astringente (tannino), comporta un’attività normalizzatrice della flora batterica intestinale, attribuibile almeno in parte alla secretina,un ormone umano, prodotto dall’intestino tenue che stimola la secrezione biliare e pancreatica, con ricchezza di acqua e bicarbonato.

Un piatto di Ortica porta validi elementi nutrizionali P. Fourner si lamentava, già alla fin degli anni 40:<< La pianta non figura più nelle nostra tavole se non a titolo eccezionale>>(Le livre des plantes médicinales e vénéneuse de France 1947).

Per quanto concerne l’apparato urinario numerosi studi clinici hanno attestato la sua grande utilità nell’ipertrofia prostatica al 1 e 2 stadio, con una riduzione del residuo urinario , post minzionale dopo due mesi di trattamento di estratto alcolico, netta diminuzione della nicturia mentre molto modesta resta, all’ecografia, la diminuzione del volume prostatico (Goetz p. La revue de phytotherapie pratique. 1989).

I campi di azione di questa straordinaria pianta sono tanti. Vorrei soffermarmi sulle frizioni cutanee nei dolori reumatici e nelle nevralgie (dolori degenerativi artrosici ma anche lombalgie e tendiniti). L’iperemia che si manifesta stimola i tessuti locali. Lo stesso dicasi quando con la Tintura Madre, oppure il succo, si stimola il cuoio capelluto, tonificandolo,impedendo la perdita dei capelli,facendo sparire la seborrea.

Concludo con una domanda. Quanti sono i prodotti fitoterapici da banco che contengono l’Ortica? Una marea. Ricordo solo l’associazione con le Sabal serrulata (Serenoa repens, il Pygeum africano nel trattamento dell’ipertrofia prostatica). Quello con l’Equisetum e l’Achillea nella renella (T.M. anaparti 40 gttx 3 volte die); Urtica, Bardana (30 gr), Viola tricodor (30 gr radici) infuso al 4% per lavaggi delicati sulla testa.