COVID-19: IMMUNITÀ E VACCINI

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FACCIAMO CHIAREZZA PRIMA DI VACCINARSI È IMPORTANTE CONTROLLARE GLI ANTICORPI CON ESAME SIEROLOGICO.
di Aldo Ercoli

Finalmente lunedì 15 marzo sera ho sentito dal prof. Di Perri un argomento, riguardo alla pandemia, di puro buon senso. Chi scrive l’ha affrontato diverse decine di volte. Nessuno mi può smentire, basta rileggersi gli articoli da me redatti negli ultimi sei mesi. Di che cosa parlo? Dell’immunità naturale che si acquisisce dopo che si è contratto il Covid19.

immunità
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Quante volte mi sono battuto, testardamente, a favore dell’esame sierologico per verificare la presenza degli anticorpi? In Italia ci sono più di due milioni di soggetti che sono guariti e forse molti di più coloro che hanno contratto l’infezione senza sintomi, senza accorgersene. Ad un anno dall’inizio della pandemia con numeri elevati (in realtà il virus circolava diversi mesi prima) mi confortano i dati di pazienti che, essendosi ammalati a marzo-aprile 2020, ancora oggi hanno gli anticorpi nel sangue. Si stima che l’immunità naturalmente contratta duri sei mesi. Personalmente credo molto di più. Considerata la diffusione del virus negli ultimi 12 mesi il responso sierologico va interpretato diametralmente in modo opposto a prima.

 

Hai gli anticorpi rilevati dall’esame sierologico? Se sei asintomatico puoi fare il tampone molecolare o rapido per sicurezza ma molto probabilmente sei già immune.

Hai viceversa l’esame sierologico negativo? Non sei venuto a contatto col virus ed è meglio che ti vaccini perché puoi ammalarti. A me sembra banale o elementare Watson! E ancora. Che motivo c’è di vaccinare (e quante volte l’ho scritto!) chi ha superato la malattia ed ha gli anticorpi? L’immunità acquisita per via naturale post malattia è di gran lunga superiore (anche riguardo alle varianti virali) rispetto a qualunque tipo di vaccino. Perdura più a lungo (specie nei sintomatici veri) e protegge di più. Se vacciniamo questi pazienti immuni gli facciamo non un bene ma un danno. Andiamo a “stuzzicare” il nostro sistema immunitario non solo inutilmente quanto pericolosamente.

È per tutti questi motivi che mi sono sempre battuto sull’utilità dell’esame sierologico, oggi del tutto o quasi dimenticato. Ho detto quasi perché mi ha fatto piacere sentire lunedì sera il prof. Di Perri sostenere le stesse tesi che porto avanti da sempre (ha detto persino che i bambini piccoli probabilmente non contagiano, come da sempre chi scrive ha sostenuto). Se utilizziamo l’esame sierologico e risultiamo positivi in quanto a potenza anticorpale evitiamo di fare il vaccino. Si risparmierebbero cosi più dosi utili per chi non ha questa protezioni e ne ha bisogno. Sempre, beninteso, se non si hanno i sintomi del Covid che oramai tutti conosciamo (il più importante è la febbre). Talvolta mi chiedo se vi sto tediando a parlare sempre di Covid. Ma non è per colpa sua che viviamo cosi da tempo? Tutti possiamo sbagliare perché questo maledetto virus è “nuovo di zecca”, è particolarmente infido nel suo mutare faccia (l’ho battezzato Proteus). Tutti gli specialisti o esperti (non li chiamo “scienziati” perché offenderei quelli veri del passato) hanno sbagliato. Anche a me è capitato quando, con l’inizio dell’estate 2020, pensai e scrissi che molto probabilmente il virus stava esaurendo la sua forza, si stava spegnendo.
Per tutto il resto vi sfido a trovare un solo argomento in cui “ho fallato”. E scusate la presunzione: nessuno è perfetto.

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