“O salgono gli ingaggi dei giovani talenti, o avremo la grande fuga dal calcio italiano”

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“Le inchieste della stampa sulle disparità negli ingaggi dei giocatori di calcio confermano che serve un radicale cambiamento di rotta prima che il giocattolo si rompa”.

Giunge proprio in coincidenza con l’apertura del calcio mercato l’allarme del manager Alessio Sundas, leader della Sport Man Procuratori Sportivi, che lancia un appello forte e chiaro alle società di calcio ed al mondo degli sponsor sportivi. Temendo la grande fuga, soprattutto dei giovani talenti, verso mète più remunerative.

“I dati diffusi dai mass media parlano chiaro – prosegue il procuratore Sundas – svelando situazioni assurde alla luce della massa ingente di denaro che i calciatori mettono in movimento con le loro prestazioni sul rettangolo di gioco. Per la mia esperienza di procuratore posso affermare che, aldilà di una ristretta cerchia di campioni che percepiscono montagne di soldi tra ingaggi, bonus e premi, esistono centinaia di atleti tra Serie A e Lega Pro che hanno stipendi assolutamente non adeguati alle prestazioni e soprattutto alla capacità di attrarre pubblico per le pay tv che tengono in piedi economicamente il pianeta football. Abbiamo gli esempi di ragazzi di 18 o 20 anni che stanno diventando protagonisti del calcio professionistico e ricevono poco più di un rimborso spese. La conseguenza devastante di questo malcostume dei club italiani è che i giovani preferiscono andare all’estero, richiamati soprattutto da quei campionati dove i soldi delle televisioni e degli introiti da spettatori e merchandising sono reinvestiti dalle società sul monte ingaggi. Se poi ci aggiungiamo il recentissimo tentativo del calcio cinese di catturare giocatori europei a suon di ingaggi stratosferici, possiamo comprendere come senza giovani il calcio italiano abbia vita breve”.

Ma l’intervento del manager Sundas non riguarda soltanto i campioni della Serie A.

“Come Sport Man – prosegue il procuratore sportivo – curiamo gli interessi di centinaia di atleti anche della Serie B e della Lega Pro. Calciatori che ricevono salari inadeguati, spesso simili a rimborsi spese, che li invogliano a mollare tutto, oppure a cercare fortuna all’estero. Mai come quest’anno abbiamo piazzato tanti giocatori all’estero, a conferma che la grande fuga è iniziata. I presidenti dei club nostrani debbono comprendere che non esistono solo fenomeni come Higuain o Icardi, le squadre e la vendita del prodotto calcio si reggono anche su tanti altri atleti che meritano rispetto e considerazioni economiche adeguate. Altrimenti tra pochi anni avremo stadi deserti e televisioni a pagamento in fuga. Ci pensino i signori padroni del calcio”.