MAURIZIO MARTUCCI: “ANTHROPIC SEDUTO ACCANTO A PREVOST?”

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“È COME SE SI FOSSE INVITATO L’INVENTORE DELLA BOMBA ATOMICA POCO DOPO HIROSCHIMA”.

Un giovane guru della Silicon Valley, ateo dichiarato, seduto accanto al capo della Chiesa Cattolica: Christopher Olah, cofondatore di Anthropic, e il papa Leone XIV. Un’immagine che ha fatto il giro del mondo, ufficialmente ostentata nel giorno della presentazione dell’enciclica Magnifica Humanitas. Una strana alleanza su cui restano aperti tanti interrogativi nonostante che in proposito siano stati scritti un numero esorbitante di articoli ma nessuno davvero chiarificatore.

Proprio per questo ho deciso di tornare sull’argomento, rivolgendomi ad uno dei giornalisti italiani più competenti sui rischi delle nuove tecnologie, nonché una delle principali voci critiche indipendenti nei confronti della transizione digitale: Maurizio Martucci, direttore del giornale Disconnessi e autore di diversi saggi, come il Manuale di autodifesa per elettrosensibili, #Stop 5G, Tecno-uomo 2030 e Le mie interviste spirituali, tanto per citarne alcuni.

Tra le inchieste condotte dal direttore di Disconnessi, fondamentali sono quelle dedicate proprio al tema della commistione tra religioni e intelligenza artificiale, spiritualità e transumanesimo. A Martucci abbiamo chiesto cosa ne pensa dell’alleanza tra la Chiesa e un’azienda leader nello sviluppo dell’IA, un’alleanza esibita proprio in occasione della presentazione dell’enciclica incentrata sul più grande problema dell’era contemporanea: custodire la persona umana al tempo dell’Intelligenza artificiale.

«L’Enciclica era già pronta da alcuni mesi –  spiega il direttore di Disconnessi – Ne è stata ritardata la pubblicazione proprio per l’attacco americano-israeliano all’Iran: il 28 febbraio scorso l’Intelligenza artificiale di Anthropic ha deciso di colpire centinaia di bambine inermi, uccidendole nella propria scuola elementare femminile. Una strage crudele. E la stessa Anthropic è poi finita in Vaticano al fianco di Papa Leone XIV per presentare Magnifica humanitas. E come se si fosse invitato l’inventore della bomba atomica tempo dopo Hiroshima e Nagasaki, hanno quindi voluto aspettare per placare lo sdegno dell’opinione pubblica. Perché? Non solo. Va sottolineato che si tratta di un’enciclica molto potente da un punto di vista teorico ma purtroppo è monca e per certi versi pavida. È vero che attacca frontalmente la visione del transumanesimo e dell’uomo ibridato con la macchina, richiamate scienze cognitive, nanotecnologia, robotica e biotecnologia, ma è anche vero che non condanna né tantomeno chiude le porte all’Intelligenza artificiale visto che “l’innovazione tecnologica può essere, in un certo qual modo, una forma umana di partecipazione all’atto divino della creazione.”  Questo è il vero problema e pure il motivo per cui Christopher Olah, cofondatore di Anthropic e guru dell’interpretabilità delle reti neurali, era al fianco del Papa. Se il Vaticano avesse davvero voluto ingaggiare una Guerra Santa 2.0 alla Silicon valley, per difendere l’essenza umana attaccata dal digitale, la borsa di New York sarebbe precipitata. Invece non è successo nulla. Il rischio – conclude Martucci – è che l’enciclica resti solo su carta e che il Vaticano, come già ha fatto Bergoglio, continui a sdoganare il futuro del prima non c’era insistendo su una regolamentazione etica e sul buon uso tecnologico. Utopico. Anzi, depistante».

Di fatto con questa enciclica il Pontefice fa passare l’idea di un’Intelligenza artificiale “buona” contrapposta ad una cattiva, un’algor-etica in antitesi ad un’algocrazia malvagia, lanciando un messaggio tanto chimerico quanto fuorviante sulla possibilità di  un’IA etica con quale poter “edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme”. Quindi ne dobbiamo forse dedurre che Anthropic, invitata a sedersi accanto al papa nell’Aula del Sinodo, secondo il Vaticano, incarni l’IA buona?

Eppure il Vaticano non può ignorare che il Pentagono ha utilizzato il modello di Intelligenza artificiale Claude di Anthropic per operazioni di intelligence e individuazione di obiettivi durante operazioni militari in Medio Oriente, né può ignorare che il modello Claude di Anthropic è stato usato nell’operazione militare che ha portato alla cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolos Maduro, né essere all’oscuro del fatto la BCE ha convocato i massimi rappresentanti degli istituti di credito europei per un vertice d’urgenza sui rischi legati a Claude Mythos, un  modello di IA sviluppato da Anthropic in grado di individuare e sfruttare le vulnerabilità del software con una velocità senza precedenti; né può non essere a conoscenza del fatto che Anthropic a luglio 2025 ha sottoscritto contratti plurimiliardiari (200 milioni di dollari) con il Pentagono per integrare i modelli Claude su reti governative. È vero che sei mesi dopo quel contratto c’è stata una rottura, in quanto il Pentagono chiedeva pieno controllo sull’AI per uso in operazioni militari, sviluppo di armamenti e operazioni sul campo di battaglia mentre Anthropic aveva posto due linee rosse: la sorveglianza di massa dei cittadini americani e le armi completamente autonome. Insomma Anthropic non è Palantir, ma farne un alleato nell’edificazione della “città in cui Dio e gli uomini abitano insieme” è un  paradosso.

Da una Chiesa che vuole salvaguardare l’umanità ci saremmo aspettati la richiesta di uno stop all’IA o quanto meno una moratoria globale in grado di dare forza ad un movimento per cercare di fermare l’IA e non un’operazione di Vatican washing volta a creare l’illusione di un’IA umana e così sdoganare in modo edulcorato quello che in realtà è spaventosamente disumano. D’altra parte esistono numerosi appelli di ricercatori e studiosi che a più riprese hanno chiesto una moratoria,  e tantissimi sono i movimenti come stop 5G, stop data center, stop città Ztl, nonché varie realtà di livello nazionale e internazionale che chiedono di bloccare tutta l’operazione etero diretta dai padroni del mondo. Ma la Chiesa evidentemente ha altri progetti. Papa Fancesco nel 2021 ha istituito RenAIssance Foundation, che si occupa di promuovere una riflessione etica e antropologica sull’impatto delle nuove tecnologie, con un focus particolare sull’intelligenza artificiale. A gennaio 2024, il francescano padre Paolo Benanti, esperto di etica delle tecnologie, è stato presidente della Commissione sull’Intelligenza Artificiale per l’Informazione, in sostituzione del dimissionario Giuliano Amato. Prevost ha gli strumenti per chiedere di fermare l’IA, ma non lo fa. Preferisce allearsi con chi la sviluppa.

di Miriam Alborghetti