L’associazione CURAA si oppone all’archiviazione: “Giallo sui 68 cipressi abbattuti”
La battaglia legale sul “Bosco Sacro” del Mausoleo di Augusto si riaccende. L’Associazione Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e i suoi Abitanti (CURAA ) ha depositato un formale Atto di opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Roma. Al centro del caso c’è una domanda che da mesi agita la cittadinanza: perché sono stati abbattuti 68 cipressi, quando la relazione ufficiale del CNR suggeriva di eliminarne soltanto 10?
La vicenda affonda le radici nella gestione dei 78 cipressi storici che circondavano il monumento. Secondo i documenti iniziali del fascicolo, gli esperti del CNR avevano certificato che la stragrande maggioranza degli alberi poteva essere salvata attraverso interventi di conservazione mirati. Eppure, le motoseghe sono entrate in azione, radendo al suolo quasi l’intero bosco urbano.
A far insorgere gli ambientalisti è la comparsa tardiva di una seconda «relazione tecnica» che avrebbe giustificato il via libera ai lavori. Secondo quanto denunciato da CURAA, questo documento non risultava negli atti ufficiali delle conferenze dei servizi, né nei testi diffusi dal Comune di Roma. Sarebbe emerso solo in un secondo momento, ad abbattimenti già avvenuti, durante le audizioni dei responsabili della Sovrintendenza Capitolina e della Soprintendenza Speciale. Un’anomalia che, per l’associazione, rende l’intera macchina istruttoria decisamente opaca.
«Parliamo di un’indagine complessa su fatti che hanno indignato moltissimi cittadini in tutto il mondo», spiegano in una nota congiunta i due denuncianti, Jacopa Stinchelli (presidente di CURAA) e Lorenzo Di Paola. I due, testimoni oculari della vicenda, non sono ancora stati ascoltati dal Pubblico Ministero. «Chiediamo che l’indagine prosegua perché riteniamo si profilino ulteriori reati. Grazie alla mobilitazione della società civile, oggi dieci cipressi originali sono ancora in piedi, mentre i pochi alberi piantati in sostituzione mostrano già chiari segni di sofferenza».
L’obiettivo dell’opposizione non è quello di imporre una verità precostituita, ma di pretendere la massima trasparenza su un bene di straordinario valore storico ed ecosistemico. CURAA chiede quindi di fare luce sull’origine, sulla data e sul reale valore giuridico di quella misteriosa relazione tecnica che oggi rischia di far calare il sipario sull’inchiesta.
I cipressi abbattuti non erano semplici elementi decorativi, ma facevano parte del progetto monumentale degli anni Trenta firmato dall’architetto Antonio Muñoz. Come testimoniano i documenti d’archivio custoditi al Museo di Roma a Palazzo Braschi, Muñoz pensò la componente arborea come una vera e propria barriera protettiva e conservativa per il rudere appena restaurato. Una tesi confermata da una lettera dello stesso architetto datata 29 luglio 1938.
Oggi che quella barriera verde è stata quasi interamente smantellata, il Mausoleo di Augusto si ritrova più esposto all’azione dei leganti inquinanti e delle intemperie. Per CURAA la tutela del sito archeologico non può prescindere dal suo paesaggio storico e vegetale: una ferita inferta a quegli alberi storicizzati è, a tutti gli effetti, una ferita inflitta al cuore di Roma.
Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e Abitanti
soci.curaa@libero.it; IG @voxarborum; FB Jacopa Stinchelli, Presidente CURAA































































