PHOSPHORUS (FOSFORO): LUMINOSO TALENTO MA ALQUANTO FRAGILE

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fosforo

Il fosforo (Phosphorus dal greco “portatore di luce”) non è un metallo ma un metalloide dal simbolo P (numero atomico 15; peso atomico 30,97). Scoperto in chimica da Hering Brand, nel 1669 ad Amburgo, fu successivamente preparato da Kunkel e da Boyle.

Distinguiamo il fosforo bianco, un veleno molto potente, mortale in pochi centigrammi, dal fosforo rosso, non tossico, innocuo.
Il primo si ottiene per un brusco raffreddamento dal vapore di fosforo (fonde a 44,2 °C). E’ solido, di colore ambrato, traslucido, molle, di odore agliaceo.
Il secondo si forma dal fosforo bianco quando viene lasciato alla luce. Una trasformazione che avviene lentamente, accelerata da un modico riscaldamento. Ha un colore che varia dal rosa al violetto. Fosforo bianco e fosforo rosso sono due varietà allotropiche (una medesima sostanza può presentare diverse forme, dotate di proprietà differenti). Ciò conferma,  che sia esso bianco o rosso, si tratta sempre dello stesso elemento chimico: il fosforo.

E’ quello bianco, quello molto velenoso, che prendiamo un esame. Solo la dose fa il veleno (Paracelso). Questo metalloide è molto tossico in dosi, pur piccole ponderali per fegato, reni, polmoni, cuore. Diventiamo tutti epatopazienti cirrotici se ci intossichiamo con Phosforus. Se gli opposti coincidono (Niccolò Cusano) dosi infinitesimali, diluite e dinamizzate, non affatto tossiche, possono rivelarci le medesime patologie incarnate (ecco la metamorfosi) in una specifica tipologia umana, dai tratti psicofisici ben definiti.

Questo metalloide incarna un soggetto longilineo, dal torace stretto, freddoloso, idealista (ha ben poco senso pratico), molto cerebrale, brillante, incanta nel parlare, talentuoso, quasi sempre altruista e generoso.

E’ tuttavia ipersensibile, poco stabile, vola alto come Pindaro e come lui cade, al suolo o in mare , dall’alto.Phosforus ha basi genetiche, costituzionali ereditarie (longilineo, elegante, sognatore, generoso) oppure non si nasce cosi, ci si può diventare quando l’organismo viene intossicato da metalli e metalloidi, virus epatotropi, etilismo. In questa tipologia lesionale, chiaramente acquisita, molto più sfumati, sono i sintomi mentali e costituzionali.Prevale il danno agli organi.

Il terreno costituzionale genetico è quello di un soggetti longilineo, alto, delicato, sensibile, inquieto (fosforico – tubercolinico in omeopatia). Tra le “note chiave” nel ragazzo adolescente sottolineerei l’ epistassi (sangue dal naso) recidivante, pur con esami ematologici nella norma. Il soggetto può avvertire bruciore alle palme delle mani e al dorso. Psichicamente ricerca affetto che sa poi restituire.

Il suo mentale è creativo, cerebrale, ipersensibile con rapidi entusiasmi e successivi scoraggiamenti. E’ loquace, brillante, seduttore, sa incantare chi lo ascolta. Ha però una paura fobica della morte, teme molto il temporale. E’ ipersensibile alle variazioni elettriche dell’atmosfera, alla luce intensa, ai rumori forti.

Le patologie organiche, nella tipologia lesionale acquisita, riguardano la degenerazione epatocitaria (epatiti, cirrosi), la diatesi emorragica, la nefroangiosclerosi.
Le modalità reattive? Peggiora con il freddo e al crepuscolo. Ansia migliorata mangiando. Sete di bevande fredde. Tosse andando dall’aria calda a quella fredda con raucedine serotina. Ha difficoltà ad addormentarsi, sta peggio prima di mezzanotte. La cefalea viene attenuata dall’aria fresca.

Phosforus, “portatore di luce”, brilla, illumina, accende l’entusiasmo … ma come un cerino (il vecchio “prospero”) si può spegnere assai presto.

ortica
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Aldo Ercoli