Antonello Angiollillo e Sabrina Marciano: “con Delia Nostra sul palco tutta la gioia, l’eleganza e la bellezza del teatro musicale”

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Delia Nostra

Intervista doppia agli eclettici interpreti della scuola di Garinei e Giovannini in scena il 4 ottobre 2026 a Bracciano per la seconda edizione de Il Delia Scala in Musica

 

Bella, brava, bionda. C’è anche una quarta B nella vita di Delia Scala, quella di Bracciano dove nacque il 25 settembre 1929 perché suo padre collaudava aerei Caproni alla base dell’aeronautica di Vigna di Valle. Da alcuni anni il teatro frutto della riqualificazione di una struttura già impiegata nelle ferriere porta il nome dell’antesignana delle soubrette e regina indiscussa della commedia musicale italiana. Ma finora nessuno spettacolo l’ha mai celebrata nella sua cittadina di nascita. Con Delia Nostra, primo dei due appuntamenti in programma il 4 ottobre alle 18 per la seconda edizione della rassegna Il Delia Scala in Musica per la direzione artistica di Amarilli Nizza, il Comune di Bracciano, in collaborazione con Claudia Biadi Music Academy ETS e con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, le rende un doveroso omaggio. Sul palco ci saranno Antonello Angiolillo e Sabrina Marciano, accompagnati al pianoforte da Claudio Zitti. Chi meglio di loro cresciuti dalla stessa ditta di Garinei e Giovannini e nel tempio del Sistina? In questa intervista i due interpreti svelano le fasi di preparazione per quello che si annuncia un evento imperdibile. 

 

Antonello Angiolillo e Sabrina Marciano, come vi state preparando per portare in scena uno spettacolo dedicato a Delia Scala, una soubrette a tutto tondo in grado di danzare, cantare e recitare?

Marciano – Ci stiamo preparando concentrandoci sul periodo d’oro della commedia musicale di Garinei e Giovannini, nella quale Delia Scala è stata la protagonista.  È stata interessante la ricerca per questo spettacolo perché on line c’è tantissimo materiale anche video che celebra questo talento. Stiamo cercando di ricreare la magia dei grandi duetti che Delia Scala ha interpretato a teatro, al fianco di alcuni grandi come per esempio Carlo Dapporto, Walter Chiari, Domenico Modugno. Vogliamo riportare sul palco la gioia, l’eleganza e la bellezza del teatro musicale di quegli anni, fatto di talento e studio.

Angiolillo – Diciamo che, come sempre, si parte dallo studio. Si studia il personaggio che si deve interpretare sotto tanti punti di vista. In questo caso essendo un’artista nota ci sono tanti documenti scritti e video che la riguardano. Quando si vede un artista come lei cantare, recitare e ballare, il pubblico è portato a pensare: beata lei che fa l’artista e si diverte, oppure vede come facili le cose che si fanno. Quello che il pubblico vede è solo la punta di un iceberg fatto di tanto lavoro, sacrifici e studio. Studio sui personaggi ma anche studio per mantenere la nostra macchina sempre pronta, reattiva ed efficace. Come noi facciamo, immagino che anche Delia Scala trascorresse molto del tempo delle sue giornate a studiare. A mantenere il corpo, la voce e la mente sempre allenate. Un gran personaggio che come me nasceva dalla danza e quindi il feeling è piuttosto forte. Posso quasi sentire i suoi pensieri di fronte ad un nuovo lavoro da affrontare. 

 

Quali gli aspetti della sua vita professionale che vi hanno colpito?

Marciano – La sua preparazione rigorosa e il suo talento. Veniva dallo studio della danza alla Scala di Milano, e questa solida preparazione le ha permesso di portare sul palcoscenico una tecnica e un’energia fino ad allora mai viste. E la disciplina appresa con la danza l’ha portata ad approfondire il canto e la recitazione e ha fatto di lei un’artista completa. Sapeva ballare cantare e recitare con uno stile inconfondibile.

Angiolillo – L’enorme poliedricità. Un aspetto che per l’epoca in Italia era quasi inesistente. Chi ballava, ballava, chi cantava cantava e chi recitava recitava. Lei ha portato in scena l’insieme delle tre arti.

 

Provenite entrambi dalla “scuola” di Garinei e  Giovannini. Quali insegnamenti serbate di questi grandi maestri?

Marciano – Prima di incontrare Pietro Garinei, anche noi abbiamo  studiato danza, recitazione, canto. Poi questo incontro ci ha fatto entrare nel mondo del teatro dalla porta principale. Abbiamo lavorato insieme per alcuni anni ed è stato davvero un privilegio. Sicuramente la serietà sul lavoro, la responsabilità sul palco, la professionalità e il rispetto del lavoro, sono cose che abbiamo vissuto. Potrei dire che abbiamo lavorato con gli ultimi “signori”. 

Angiolillo – In realtà non provengo da quella “scuola”, era già da un po’ che lavoravo e studiavo in Italia e all’estero. Però Garinei e Giovannini sono stati un meraviglioso imprinting professionale ed è stato un periodo fondamentale, specialmente per l’incontro con Sabrina Marciano, Laura Ruocco e Fabrizio Paganini, quello che è poi diventato il Quartetto G. Una lettera riconoscibile direi.

 

Dalla commedia musicale al musical. Nel tempo come è cambiato il genere e quali sono state e sono le influenze provenienti dall’estero in questo ambito?

Marciano – Commedia musicale e musical sono due cose diverse. La commedia musicale appartiene alla nostra tradizione teatrale italiana, anche se il musical in Italia negli ultimi anni è molto richiesto e seguito. Le influenze dall’estero ci sono e ci sono sempre state, ma a nostro parere invece di importare solo spettacoli dall’estero, bisognerebbe continuare a scrivere storie che ci somiglino un po’ di più. 

Angiolillo – Sono due generi completamente diversi e con regole di scrittura e drammaturgiche diverse. Il musical non è un’evoluzione della commedia musicale italiana. Non c’è stato quindi alcun cambiamento di genere, semplicemente col tempo, in Italia, ha preso più piede il musical lasciando alla commedia musicale quell’angolo nostalgico che ogni tanto porta qualche produzione a rimetterne in scena una. Il Musical è di derivazione anglosassone e americana quindi direi che sono tutte influenze dall’estero. Mentre la commedia musicale si è fermata ed è rimasta fedele a se stessa nel suo afflato nostalgico, il Musical ha avuto, e continua ad avere, una sua evoluzione specialmente nella varietà di generi all’interno della sua grande famiglia.

 

Furono molti i duetti di Delia Scala, anche voi lavorate spesso in duetto. Quali alchimie si creano tra i due interpreti?

Marciano – Io e Antonello ci conosciamo da tanti anni. Poi al termine del secondo spettacolo con Garinei abbiamo creato un quartetto, con Laura Ruocco e Fabrizio Paganini, il Quartetto G in omaggio appunto a Garinei. Se si va d’accordo e si è amici da tempo, come noi, il lavoro diventa creativo e molto interessante. 

Angiolillo – Ci sono due lati da analizzare in questo caso. Le alchimie che nascono grazie al lavoro insieme tra due artisti che non si conoscono e le alchimie che si confermano tra due artisti che sono, magari anche amici, e vengono messe al servizio del duetto. Noi apparteniamo al secondo caso. Io e Sabrina ci conosciamo da tanto, dai tempi del Quartetto G appunto, dal lontano 1993 e così come per gli altri due compagni di viaggio citati prima, siamo un po’ come fratello e sorella e questo fa fare al lavoro insieme un gran salto di qualità. Questo perché oltre all’alchimia già esistente c’è una conoscenza reciproca e una complicità che non possono far altro che far lievitare l’esecuzione. Quando invece non si conosce l’altra persona, se nasce l’alchimia, diventa, anche per il pubblico, come il sapore di una scoperta continua.

 

In base alla vostra esperienza è ancora possibile un approccio multidisciplinare al palcoscenico come fu quello di Delia Scala da parte dei giovani, oggi?

Marciano – Certo! Oggi i giovani sono molto preparati e in Italia sono nate tante scuole professionali di musical. Un giorno o l’altro sarebbe bello avere un’altra Delia Scala. Chissà…

Angiolillo – Lo è già da anni. Da quando la compagnia de La Rancia, portò in Italia il primo musical La piccola bottega degli orrori e poi divenne un genere che esplose al livello nazionale l’anno successivo, 1990, con A Chorus Line dove io mossi i miei primi passi professionali. Da allora c’è stato un crescendo e oggi esistono diverse scuole riconosciute dove l’approccio multidisciplinare è la base del lavoro dell’artista di musical. Diciamo che Delia Scala fu ante litteram in questo.

Spettacolo a ingresso libero

Prenotazioni su https://www.eventbrite.it/e/delia-nostra-tickets-2001008939604

Delia Nostra