Presentazione di “La tela di Archimede”

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Mangiacapra: “I premi sono una gioia, ma il mio traguardo restano i lettori”

Alla vigilia della presentazione di domenica 30 agosto al Castello di Santa Severa, lo scrittore civitavecchiese residente proprio a Santa Severa racconta l’estate dei riconoscimenti per “La tela di Archimede”, il rapporto con il pubblico e il senso di una storia di riscatto che continua a conquistare l’Italia.

Tre premi in un’estate, un tour che ha attraversato l’Italia e ora il gran finale al Castello di Santa Severa. Per Riccardo Alberto Mangiacapra, autore di “La tela di Archimede” (Spirito Libero Edizioni), il 2026 è l’anno della consacrazione. Lo abbiamo incontrato alla vigilia dell’ultimo appuntamento della rassegna “Libri e Calici”, in programma domenica 30 agosto alle ore 19.00.

Un’estate di premi: primo posto al Navarro, terzo alla Perla del Tirreno, terzo al Terra d’Agavi. Se lo aspettava?

“Sinceramente no, e forse è per questo che li ho vissuti con una gioia così autentica. Sono molto contento di questi riconoscimenti, arrivati quasi tutti insieme. Quando scrivi non pensi ai premi, pensi alla storia che hai dentro e alla necessità di raccontarla. Poi succede che delle giurie, fatte di persone competenti e appassionate, decidano di premiarti: è una soddisfazione difficile da spiegare a parole.”

Cosa colpisce di Archimede i lettori che incontra?

“Il fatto che, pur essendo una storia dura, sia una storia di riscatto. Archimede parte da una terra ostile, con il marchio di figlio illegittimo, e trova nella sua intelligenza la via per rialzarsi. Molti mi dicono di essersi riconosciuti in quel bisogno di riscattare le proprie origini. È il tema che mi sta più a cuore: la possibilità di ripartire sempre, partendo dall’amore e non dagli obiettivi consumistici.”

Ha scelto un modo particolare di promuovere il libro: andare di persona dai lettori, città per città.

“Per me la scrittura non finisce sulla pagina, continua nell’incontro. Dal Salone del Libro di Torino fino alle piccole rassegne di provincia, ho sempre preferito il contatto diretto. Guardare le persone negli occhi, ascoltare le loro reazioni: è lì che un libro prende vita davvero. I premi danno visibilità, ma sono i lettori il mio vero traguardo.”

Domenica chiude “Libri e Calici”, dopo una stagione che ha ospitato autori importanti. Che effetto le fa?

“Un grande onore. È una rassegna di qualità, in una cornice meravigliosa come il Castello di Santa Severa, e chiuderla è una responsabilità che sento. Per di più è un ritorno nei luoghi che sento miei. Sarà una serata di festa, con i vini del territorio e con Archimede: non potrei chiedere di meglio per salutare quest’estate.”

Coordinata e presentata dalla giornalista Francesca Lazzeri, nel corso dei mesi, il palco affacciato sul Tirreno ha accolto voci di primo piano della narrativa contemporanea. Tra gli ospiti che si sono avvicendati figurano Kempes Astolfi con “1975 la rapina delle pizze”, uno dei successi più grandi di pubblico e partecipazione della manifestazione, ma anche François Morlupi con “Il cielo degli invisibili”, Rossella Santilli e Alessandro Maurizi, per citarne solo alcuni. Un percorso di qualità che ha reso la rassegna uno degli appuntamenti più attesi del comprensorio, con diverse date andate esaurite fin dall’inaugurazione di maggio.

Chiusura col botto, dunque. Gran finale con la presentazione di “La tela di Archimede” è in programma domenica 30 agosto, alle ore 19.00, al Castello di Santa Severa, nell’ambito della rassegna “Libri e Calici”, con degustazione dei vini del territorio a cura di UNPLI Lazio. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite.