Brillante, sagace e diretta la pungente attrice ed autrice romana in tutte le sue opere affonda la penna dentro l’animo femminile sminuzzandolo in maniera infinitesimale ma sempre facendosi portavoce di importanti messaggi sociali.
A cura di Mara Fux
Sei autrice, attrice e regista: definirti un’artista poliedrica è il minimo che si possa fare già solo pensando all’ideazione della serie teatrale delle “Stremate” o all’interpretazione di “Nannarella” o ancora ai tuoi tanti ruoli televisivi e cinematografici. Ma mi chiedo: essere poliedrici, in Italia, paga? Il nostro è diventato un paese difficile da questo punto di vista, o forse lo è sempre stato. Il nostro ambiente si basa sui cliché e l’artista poliedrico non è visto di buon occhio, a mio avviso. Saper fare troppe cose insospettisce e crea pregiudizi, pertanto direi che purtroppo non paga.

“Se tornassi indietro, non lo rifarei”: ti è capitato di dirlo? Eh sì! Quando vedi personaggetti televisivi che rivestono ruoli che forse sarebbe giusto affidare ad attori veri, può capitare di pensare di aver sbagliato strada.
Le esperienze personali quanto influiscono sull’attività artistica? Nella mia scrittura influiscono enormemente: rubo continuamente dai racconti delle mie amiche e da esperienze personali! Poi miscelo il tutto e rendo drammaturgicamente appoggiata dalla regia. E le mie amiche non vogliono più raccontarmi niente!!!!
Recitare è terapeutico? Da sempre! Attraverso il teatro e la recitazione in generale, abbiamo la possibilità di sondare l’animo umano e di esorcizzare paure e debolezze che spesso fuggiamo nella vita reale. È il gioco che facevamo da bambini: “facciamo che io ero…”.
“Stremate” è forse l’unica “serie” teatrale al mondo: come è nata l’idea? La serie nasce dal successo del primo spettacolo, che si intitolava “Parzialmente stremate” e dalla richiesta del pubblico che voleva assolutamente continuare a seguire le vicende delle protagoniste. Un meraviglioso caso di fidelizzazione del pubblico.

Nella recitazione, comicità e tragedia vanno a braccetto o sono due piani inconciliabili? Non solo sono assolutamente conciliabili, ma sono i due lati di una stessa medaglia. Se un uomo scivola su una buccia di banana e si rialza malconcio e dolorante è comicità; se non si rialza e muore è dramma. Stessa azione, letture diverse.
Qual è stato il primo personaggio che hai interpretato in teatro? Una fidanzatina, nella Roma di un tempo, con la compagnia Checco Durante.
Ed il più difficile per te da interpretare? Ogni personaggio ha una sua difficoltà iniziale: devi conoscerlo, capirlo, amarlo e poi “muoverlo”. Ed ogni volta è così.
Questa stagione in quali ruoli e teatri ti vedremo? Fino al 18 ottobre sono in scena al Tordinona con “Stremate: ultimo tanga a Parigi”, dopodiché reciterò al Teatro Vittoria in Roma dal 12 al 22 Novembre con “L’ultima notte di Giordano Bruno”, scritto e diretto da Stefano Reali con Gianluca Guidi e Stefano Messina. Ad Aprile 2027 tornerò al Teatro Tordinona con le mie Stremate: nuova puntata dal titolo “Quattro Stremate e un funerale”. In mezzo, la mia “Nannarè” che di tanto in tanto fa capolino.
Il crescere dell’età, per un’artista, avvicina la fine della carriera o rappresenta un’occasione per l’interpretazione di nuovi personaggi? Dovrebbe essere una splendida occasione per dare voce e corpo ad età diverse … ma in questo paese è piuttosto complicato. Soprattutto per le donne! Questo spiega il proliferare di “facce di gomma” in ogni dove.
Famiglia e professione sono impegni inconciliabili? È faticoso ma non impossibile. L’importante è mantenere il contatto con la realtà e non prendersi troppo sul serio.
Tua figlia è attrice, come mamma e papà: quali suggerimenti le avete dato? Uno per tutti: smetti e salvati! Scherzo, ovviamente. Lei ha sempre respirato quest’aria, quindi spesso è lei che dà suggerimenti a noi. È una critica spietata!
“Mondo dello spettacolo di ieri” vs “Mondo dello spettacolo di oggi”: chi vorresti incontrare e per dirgli cosa? Mondo dello spettacolo di ieri: Luchino Visconti. Tenterei di convincerlo a darmi la parte di Maddalena Cecconi in “Bellissima” al posto della Magnani. Mondo dello spettacolo di oggi: vorrei incontrare Massimo Popolizio e convincerlo a fare “Bellissima” a teatro!
Se riavvolgessi il nastro, intraprenderesti lo stesso percorso? Sì ma forse sarei un po’ più scaltra meno “normale”. O forse no … non saprei. Di certo faccio quello che ho sempre sognato di fare per cui la mia risposta temo sia una sola: “Sì, intraprenderei lo stesso percorso”.


































































