Il Cerveteri è primo da solo dopo aver vinto tutte le partite.
Il ruggito che si solleva dagli spalti del Galli ha il sapore inconfondibile delle grandi domeniche di una volta, quelle che segnano il confine tra una semplice stagione calcistica e un sogno tutto da vivere. Cinque vittorie consecutive in campionato, impreziosite dal trionfo nel turno di Coppa Italia, non sono soltanto un dato statistico, ma la scintilla che ha riacceso l’entusiasmo travolgente di una piazza storicamente esigente, passionale e visceralmente legata alla propria maglia verdeazzurra. Cerveteri è tornata a respirare calcio a pieni polmoni, riscoprendo quel senso di appartenenza profondo che trasforma una semplice partita di pallone nel cuore pulsante dell’intera comunità.
Negli ultimi tempi, passeggiando tra i vicoli del centro storico, lungo le piazze o nei bar affollati la domenica mattina, il tema di conversazione è tornato a essere uno e uno solo: il Cerveteri. La tribuna dello stadio è tornata a riempirsi con un colpo d’occhio da categorie superiori, è diventata il fortino verdeazzurro anche se c’è da dire che la squadra, guidata da Fabio Ranieri, non si ferma nemmeno fuori casa.
Domenica scorsa ultimo successo non facile davanti al pubblico amico contro la matricola del Quartiere Campo Oro. E dire che molti di questi ragazzi sono anche cresciuti nel settore giovanile del Ladispoli, quel Ladispoli affrontato e superato nel derby alla seconda giornata. Non accadeva da 35 anni. Dopodomani il vero banco di prova in trasferta a Campagnano, formazione indicata dagli addetti ai lavori tra le favorite del girone.
La magia di una striscia vincente va oltre il semplice risultato del campo, capace di contagiare le famiglie, gli appassionati dell’ultima ora e chi magari si era anche allontanato negli scorsi anni. Le sei gare vinte consecutivamente non nascono mai per caso. È il frutto maturo di un lavoro meticoloso, di un gruppo coeso e di un’identità ben precisa che la squadra ha saputo scolpire partita dopo partita. Insomma, è un momento d’oro per Cerveteri e i cerveterani.
Da anni la squadra non si ritrovava al primo posto in classifica e, questa volta, il primato ha un valore ancora maggiore perché arriva in solitudine e a punteggio pieno. Oltre 250 spettatori hanno assistito all’ultima gara. Un clima che, inevitabilmente, rende felice il presidente Andrea Lupi. «Contentissimo, direi che è la parola più adatta. Siamo partiti per salvarci. Non so per quanto saremo in testa alla classifica, però al momento sto ricevendo delle emozioni mai provate. Il fatto che ci sia tanto interesse, certificato dai paganti e dal fatto che la gente ti fermi per strada, penso sia il massimo. Credo che questo valga più di una vittoria del campionato. Il calcio popolare deve essere questo. Senza il tifo e la passione vengono a mancare i presupposti per lavorare. La città ha grandi potenzialità. Non a caso ha fatto la Serie C. Sono orgoglioso di essere il presidente di questo club».
Foto: Luciano Giobbi


































































