Focus sul morbo di Crohn

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Il morbo di Crohn è assieme alla rettocolite ulcerosa una delle due grandi patologie infiammatorie intestinali ad eziologia sconosciuta.

Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

La colite ulcerosa (o rettocolite ulcero emorragica) si localizza generalmente a livello del tratto terminale del colon pur potendo interessare l’intero grosso intestino (detto anche crasso). Il morbo di Crohn invece può interessare tutto l’intestino, dalla bocca all’ano. L’infiammazione è transmurale, a tutto spessore, con ulcerazioni lineari, ispessimento della parete intestinale sia mucosa che sottomucosa, restringimento e stenosi del lume intestinale.

Quello che però più colpisce all’endoscopia del digerente è la presenza di aree edematose (rigonfiate) di iperplasia che si alternano con zone atrofiche (desertiche) e cicatriziali. Ciò conferisce alla mucosa quell’aspetto unico, diagnostico, che è definito ad “acciottolato romano”. L’interessamento intestinale è pertanto discontinuo, con aree completamente indenni che si alternano con aree flogistiche a tutto spessore spesso granulomi a cellule giganti non caseose e infiltrati di linfoplasmacellule.

Questi ultimi reperti ci vengono offerti dalla biopsia che sempre deve essere eseguita durante l’indagine endoscopica digestiva. Non rare nel Crohn le fessurazioni, le fistole e gli ascessi anali quando la malattia colpisce il retto.

Qual è la localizzazione più frequente? E’ certamente l’ultima parte dell’ileo (intestino tenue) tanto da essere il Crohn chiamato anche ileite terminale.

Questa sede viene colpita in oltre il 66% dei casi con o senza interessamento del colon destro. Nel 14% dei casi viene colpito tutto il colon. Nel 7% lo sono altri distretti intestinali (ano, bocca). Nei restanti casi è colpito solo il colon distale (sigma retto) o l’intestino tenue dell’ileo non distale.

A che età?  E chi colpisce più frequentemente?

Nella maggior parte delle volte insorge al terzo-quarto decennio anche se può comparire a qualunque età. In passato si registrava una lieve predilezione per il sesso maschile. Ora si equivale nei due sessi.

Come esordisce? Quali sono le sue manifestazioni cliniche?

Nella maggior parte dei pazienti l’inizio è insidioso, subclinico (70%) con dolenzia addominale, diarrea (sovente senza sangue), rialzo termico serotino, malessere, perdita di peso per alterato assorbimento di proteine, vitamine, sali minerali, acqua, elettroliti (tutto ciò è dovuto all’infiammazione delle mucose).

Nei restanti casi (30%) l’esordio è invece improvviso con un quadro clinico che è simile all’appendicite acuta: febbre elevata, malessere generale, talora occlusione intestinale.  Nelle donne fertili vi può essere anche assenza delle mestruazioni (amenorrea) associata anche qui a perdita di peso.

Nei bambini sono evidenti sia i ritardi che i difetti di crescita nonché un ritardato sviluppo della pubertà. Nella localizzazione più frequente (ileo terminale) non manca mai il dolore addominale con diarrea e spesso si riesce a palpare una massa a livello della fossa iliaca destra. Altra evenienza, come si è detto, è l’ostruzione del tenue. Quando invece viene colpito il solo colon, oltre al dolore e alla diarrea, è facile riscontrare sangue e muco dal retto, tensione addominale e tenesmo.

Delle ulcere profonde ano-rettali, fistole e ascessi si è già detto ma è bene sottolinearlo perché non è raro che alcuni casi di Crohn inizino cosi’.

Quali sono le complicanze?

Ostacolato transito intestinale con conseguente occlusione (edema o fibrosi), più rara la perforazione intestinale o il megacolon tossico.  Più frequenti le fistole entero-enteriche, entero-vaginali, entero-vescicali (presenza di feci nelle urine), entero-cutanee, ascessi addominali. Talora anche emorragie massive, peritonite, esofagite.  Il malassorbimento dei sali biliari può inoltre provocare sia calcoli biliari di colesterolo che calcoli renali di ossalato di calcio.

Vi sono anche localizzazioni extraintestinali?

Certamente vi possono essere perché se anche l’eziologia non la si conosce, una patogenesi autoimmune è fortemente sospettata. L’artrite reumatoide, la spondilite anchilopoietica per quello che riguarda le ossa; l’irite, la congiuntivite, l’uveite, l’episclerite per gli occhi; l’epatite cronica autoimmune, la colangite sclerosante primaria, il colangiocarcinoma per l’apparato epatobiliare (fegato e colecisti).

La diagnosi differenziale con quali altre patologie si pone?

Direi con le enteriti infettive i linfomi, la TBC, la sindrome carcinoide, persino con il comune colon irritabile. Ovviamente la diagnosi differenziale primaria va fatta con colite ulcerosa (malattia a decorso protratto che interessa soprattutto il colon discendente ma anche tutto il grosso intestino, caratterizzata da fasi di acuzie alternate con periodi di benessere, diarrea acuta con feci miste a sangue e muco, febbre non elevata serale etc).  Concludendo, il morbo di Crohn è, ripeto, una malattia insidiosa meno facile da scoprite rispetto alla retticolite ulcerosa (6-7 scariche al giorno di feci con muco e sangue). E’ inoltre necessario anche esaminare la bocca (il Crohn colpisce tutto l’intestino) ove si può riscontrare la mucosa a ciottolato (lo stesso quadro dell’ileo-colon); stomatiti, ulcere aftoidi, glossiti (flogosi della lingua). Per la terapia si rinvia ad un bravo gastroenterologo o internista.