Manziana: inaugurata l’opera di street art “Incontri”

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SABATO 15 MAGGIO L’INAUGURAZIONE UFFICIALE DELL’OPERA DI STREET ART “INCONTRI”
Sabato 15 maggio, a partire dalle ore 10, in piazza Parisi (già piazza della Piscina) verrà inaugurata l’opera di street art “Incontri”, dell’artista Ivano Petrucci, progetto presentato dal Comune di Manziana e finanziato dalla Regione Lazio grazie all’avviso Lazio Street Art Legge Regionale 27 dicembre 2019, n.28 – art.7- commi 66-67-68.
Passeggiando tra le vie di Manziana si arriva a Piazza della Piscina e subito lo sguardo viene catturato dalla forza delle immagini e vivacità di colori dell’opera di street art “Incontri”, progetto del poliedrico artista Ivano Petrucci, che anima la facciata esterna dello Stadio Comunale. Manziana e il suo territorio rapiscono con continue sorprese e, nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale, l’opera pittorica vuole essere un inno ai cittadini a guardare il presente con rinnovata fiducia ed entusiasmo, ed anche un biglietto da visita per chi raggiunge la cittadina, o abitualmente la frequenta, alla ricerca di luoghi suggestivi da visitare.
La pandemia ci ha insegnato e restituito il valore delle relazioni e l’arte è un coagulante meraviglioso nel quale apprezzare il senso autentico e profondo di quella collaborazione nata tra il Comune di Manziana e la Regione Lazio, protagonisti di un lavoro sinergico confluito nella realizzazione del murales, reso possibile grazie alla partecipazione all’Avviso Lazio Street Art Legge Regionale 27 dicembre 2019, n.28 – art.7- commi 66-67-68.
L’intervento di arte urbana ha incontrato il favore dell’intera cittadinanza, che ha accolto l’opera con ardore, come racconta Petrucci: “Incontri” è stato per un’esperienza incredibile nella quale ho sentito la carica trasmessa dalle persone della mia città che, giorno dopo giorno, a distanza osservavano nascere le forme sul muro della Fontana del Mascherino e il paesaggio – quasi lunare – del Monumento Naturale della Caldara. Chi lasciava un caffè d’asporto, chi un sorriso ed una parola, chi narrava la storia della Fontana con le sue trasformazioni intorno, chi ricordava la sua storia personale che l’aveva portato qui da un luogo distante. Storie di incontri, di migrazioni, di micro_azioni, e mescolare i colori ha assunto un significato particolare di unione, oltre le differenze di cui ciascuno è portatore, il sogno di riuscire a condensare nel linguaggio istantaneo, subitaneo ed universale dell’arte le discordanze della vita, creare una parentesi neutra per una modalità oggi dimenticata: il dialogo”, mettere a confronto le diverse posizioni”.
Recuperare la funzione originaria della piazza, l’Agorà, luogo principe dove di nell’antica Grecia si svolgeva la vita commerciale e politica della città, fatta di scambi sociali ed umani. È questa una delle finalità del progetto pittorico “Incontri”, laddove l’identità culturale di un territorioè determinata dagli incontri, non solo di personalità bensì di idee, emozioni, energieattraversano cui si matura un cambio di visione della realtà che ci circonda. Nei suoi studi sulla bionomia del paesaggio, Vittorio Ingegnoli invita a riflettere sul concetto stesso di paesaggio, da considerare in una prospettiva di più ampio respiro, un organismo vivente da analizzare sia attraverso l’anatomia e la fisiologia dei luoghi che lo studio delle trasformazioni, ed alterazioni, succedutesi nel corso del tempo, fino a modificarne l’aspetto geografico o percettivo- visuale, ma non l’essenza, ovvero la memoria, che è un bene universale. Nelle figure di Petrucci questo passaggio invisibile eppur concreto si manifesta nell’incontro tra la monumentalità storica dei luoghi simbolo del territorio manzianese con l’impermanenza della contemporaneità, e la radice della comune appartenenza al paesaggio dipinto la si ritrova proprio nei semi della diversità sociale, culturale ed umana che compongono il tessuto cittadino e rendono i luoghi e la storia della città patrimoniodell’anima.
L’attualità ci consegna un’umanità al bivio chiamata a doversi interfacciare con paure ancestrali, rappresentate dall’emergenza sanitaria che ci ha confinati al distanziamento sociale e stravolto la normalità, a ridisegnare la mappa delle nostre “libertà”, “rapporti” e “legami”, e l’arte è un respiro libero che supera le barriere fisiche della mente, oltrepassa i pregiudizi e riduce le distanze con l’Altro da Sé, fornendoci le chiavi d’interpretazione del presente per edificare il futuro sulla lezione del passato.