Italia: i soldi del Pnnr non bastano?

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Secondo il ministro dell’economia Giorgetti “senza il contributo determinante delle forze vitali del settore privato, il Pnnr potrebbe risultare infruttuoso”.

Ci dobbiamo aspettare l’aumento dei tassi di interesse?
La previsione. Tale provvedimento farebbe aumentare il costo del denaro, dunque salire i tassi di interesse per i mutui, i prestiti, ma anche il costo del debito pubblico (c’è chi sostiene che non esiste). Ma continuando a credere che esista, ovviamente il Governo dovrà pagare più cari gli interessi ai suoi debitori. Salirà anche lo spread e con esso le preoccupazioni dei mercati sui nostri conti pubblici. Intanto a novembre è entrato in vigore del nuovo patto di stabilità UE. Ciò significa che il debito e il deficit devono tornare a scendere costi quel che costi. Nonostante la recessione in corso.

MILANO, 28 NOV – “Senza il contributo determinante delle forze vitali del mondo privato, anche il Pnrr, che è il pilastro fondamentale su cui si è affidata la ricostruzione di un quadro di prospettiva di crescita fino al 2026, potrebbe risultare infruttuoso”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, all’evento Lombardia 2030 all’Hangar Bicocca. (Ansa)

Il contributo dell’economista Carlo Alderighi del 19 maggio 2021.
“Svendere le imprese primarie italiane date in garanzia di un debito pubblico in crescita” – 19 05 2021

https://www.youreporter.it/video_ragione_e_liberta_2_-_governati_da_traditori/?refresh_ce-cp

«Gli articoli prettamente scientifici possono dare, ai profani, il sentore di un problema, certamente non il sapere. Tutti noi abbiamo letto numerosi articoli sulle case farmaceutiche, sui vaccini, sui medicamenti, profilassi ecc.. che ci hanno trasmesso un certo sentore di quella che può essere la situazione; nulla di più.
Le certezze le danno solamente i numeri, quelli veri; ottenuti, spesso, da fonti che non vogliono apparire, per ovvi motivi. Credo sia la migliore strada percorribile, quella che parta dalla situazione economica per terminare alla situazione salute/farmacologia.
Il nostro debito ha fatto un balzo di 30 punti (credo non finirà qui) la disoccupazione è stata attenuata dalle norme antilicenziamento che termineranno entro breve; il reddito di cittadinanza ha mostrato i suoi limiti (limiti non è il termine giusto); se pur con un incremento, nell’ultimo anno, di quasi 170 miliardi, il risparmio degli italiani è in calo; ENEL, ENI sembra siano stati dati in garanzia dei nostri debiti, ma nessuno lo dice; TELECOM fa riferimento a strutture oltreoceano;
FIAT non è da anni più italiana (comprese Ferrari, Maserati ed Alfa Romeo) ecc.

Questo quadro è disarmante e l’affare covid sta dando il colpo di grazia ad una nazione etero controllata che finirà completamente nelle tasche altrui.
Una prova? Avete mai sentito qualcuno fare un serio programma di risparmio della spesa pubblica? Se non lo si fa vuol dire che si intende agevolare e velocizzare il programma di cui sopra.
Ricordo che chiunque di noi, adoperando solamente il buon senso, potrebbe pianificare risparmi tra i 5 ed i 10 miliardi, senza cambiare alcuna legge.
Noi, però, siamo attenti al covid, mentre stiamo morendo lentamente.»