NOTTI FOLLI TRA I VICOLI DEL CENTRO STORICO

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gatta signorina

ORRORE A CERVETERI: UCCISA A CALCI LA GATTA DI RIONE BOCCETTA SIGNORINA

Un atto di crudeltà gratuita ha sconvolto il cuore del centro storico. La gatta di piazza Risorgimento è morta a causa di violenti percosse. Tra le braccia di chi l’ha soccorsa, senza ferite evidenti ma con le costole rotte.

I residenti chiedono giustizia: “Situazione insostenibile tra vandalismi e inciviltà”.
I vicoli del centro storico non sono più gli stessi. Da mercoledì 18 manca all’appello Signorina, la gatta che per anni è stata la perla del borgo, amata e accudita da residenti e commercianti. La sua colpa? Essere nel posto sbagliato mentre la noia e la violenza prendevano il sopravvento.

Secondo le testimonianze, l’animale sarebbe stato preso a calci come un pallone di cuoio.
Non si tratta solo di un gesto disumano, ma di un reato. L’articolo 544-bis del Codice Penale
parla chiaro: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è
punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”. La legge italiana tutela gli animali da simili barbarie, ma per far sì che la giustizia faccia il suo corso è fondamentale identificare i responsabili, raccogliere prove video o testimonianze dirette e sporgere denuncia. Chi ha visto parli.
Signorina “era a casa sua, amica di tutti” dicono con amarezza i residenti, oggi stretti nel dolore e nello sgomento per un atto definito volontario e disumano. Di più, sono allo stremo e chiedono sicurezza.

L’uccisione della gatta sembra essere la punta dell’iceberg di un malessere più profondo. Di
sera, i vicoli del centro storico si trasformerebbero in teatro di schiamazzi e vandalismi. Vetri rotti, calci alle porte, piante deturpate e ora la violenza sugli animali.
E non è la prima volta che le bande “perlopiù ragazzi minorenni, si accaniscono sugli animali domestici. Un’escalation di violenza e ritorsioni a chi osa parlare. Girano armati di taglierini, spaventano con minacce verbali e non solo” – riferiscono i residenti – “La situazione è grave e sotto agli occhi di tutti. Dalle solite bravate si è passati alla delinquenza vera”.
“Ci conosciamo tutti, ci si incrocia dal panettiere o alla posta, ma spesso si evita di fare nomi per quieto vivere. Davanti a una simile brutalità però, non si può più tacere”. Il timore della comunità è che, senza provvedimenti preventivi e un controllo costante, la sicurezza del quartiere continui a degradare, lasciando ai cittadini solo l’amara possibilità di denunciare a fatto compiuto.

Oggi Cerveteri piange Signorina, ma la richiesta che si leva dai vicoli è avere giustizia. Chi ha ucciso la gatta deve rispondere delle proprie azioni davanti alla legge.