Resta l’incognita invece sul Tpl, rinviato al 2027 il passaggio ad Astral.
Tra ritardi, ingorghi davanti all’istituto, tariffe ritenute poco eque, cresce il malcontento delle famiglie (specialmente di Valcanneto) nei confronti del servizio relativo al trasporto scolastico. Come se non bastassero le croci portate avanti dai pendolari del Tpl per corse “fantasma” e disservizi all’ordine del giorno. Tornano ai pulmini scolastici e ad una gestione che dovrebbe rappresentare un supporto concreto alla comunità, l’attuale momento rischia invece di disattendere il suo obiettivo principale, spingendo persino alcuni genitori a rinunciare all’utilizzo del pulmino.
L’inizio del nuovo anno scolastico è stato segnato da disagi significativi per i genitori. Le criticità legate ai ritardi dei mezzi e alla complessa gestione degli orari di ingresso e uscita hanno creato complicazioni quotidiane a numerose di famiglie, come evidenziato in particolar modo da Giulia Del Sarto e Gianmarco Irienti in una lettera indirizzata al comune di Cerveteri. «Una situazione che merita attenzione – evidenziano – soprattutto in un territorio come quello di Valcanneto, dove la viabilità nelle ore di punta è spesso congestionata. La carenza di parcheggi porta frequentemente le auto a fermarsi in doppia fila, aggravando il traffico. In questo contesto, un trasporto scolastico efficiente dovrebbe rappresentare una risorsa fondamentale per ridurre le auto e garantire sicurezza».
Tiene banco pure il nodo economico. Mamme e papà segnalano un’anomalia nelle quote: la tariffa mensile ammonta a 25 euro, a prescindere che si usufruisca del servizio completo (andata e ritorno) oppure di una sola tratta. Chi sceglie di far salire il figlio sul pulmino una sola volta al giorno sostiene lo stesso costo di chi lo utilizza due volte. Si chiede quindi una revisione con tariffe proporzionate all’effettivo utilizzo.
A completare il quadro c’è il disservizio legato a ScuolApp, l’applicazione dotata di tracciamento Gps per monitorare in tempo reale i movimenti del pulmino. A un mese dall’avvio delle lezioni, numerose famiglie non hanno ancora ricevuto le credenziali d’accesso, rendendo la tecnologia inutilizzabile. I cittadini chiedono alla giunta comunale un intervento per verificare le cause dei ritardi, valutare un potenziamento del servizio, riconsiderare le tariffe e inviare i codici dell’app.
A completare il quadro c’è il disservizio legato a ScuolApp, l’applicazione dotata di tracciamento Gps per monitorare in tempo reale i movimenti del pulmino. A un mese dall’avvio delle lezioni, numerose famiglie non hanno ancora ricevuto le credenziali d’accesso, rendendo la tecnologia inutilizzabile. I cittadini chiedono alla giunta comunale un intervento per verificare le cause dei ritardi, valutare un potenziamento del servizio, riconsiderare le tariffe e inviare i codici dell’app.
Il Tpl. L’attesa, per il cambiamento, sembra non finire mai, trasformata in una trappola quotidiana per centinaia di studenti e lavoratori. Il trasporto pubblico locale lungo la direttrice che collega Ladispoli, Cerveteri e le frazioni continua a mostrare il suo volto più fragile. Tra corse saltate, orari fantasma e mezzi sovraccarichi, la quotidianità delle persone è diventata un percorso ad ostacoli, sospeso in una sorta di estenuante limbo gestionale. Da un lato l’uscente ditta Seatour, dall’altro l’imminente subentro di Astral, rinviato a più riprese e ora fissato per l’inizio del 2027. Intanto a pagarne il prezzo sono i cittadini. Le proteste arrivano uniformi da ogni angolo del territorio.



































































