LA FITOTERAPIA NELLA LITIASI (CALCOLOSI) DELLE VIE URINARIE

0
103
vie biliari

Nella prevenzione e cura della litiasi (calcolosi) delle vie urinarie, in particolare per quello che riguarda i calcoli di ossalato e di fosfato di calcio il miglior rimedio del mondo vegetale è la Rubiatinctorium (nome comune Robbia).

E’ chiamata cosi per le note proprietà coloranti, coltivata e impiegata sin dal Medioevo, poi abbandonata, ritornò in auge nella seconda metà del 1800 fino ai primi decenni del secolo scorso in quanto colorava di rosso (“rubia”) la lana e altri tessuti.

L’abbandono definitivo risale alla seconda metà del 1900 quando, in Germania, fu realizzata la sintesi dell’alzarina. La medicina popolare, sin dal lontano passato, utilizzava la Robbia, per via oralecome depurativo (drenaggio epatorenale). Venivano raccolte le radici del vegetale perché contenevano l’acido ruberinico efficace anche nell’ eliminazione di piccoli calcoli (ancor più nella “renella”) a base di ossalato o fosfato di calcio. Trattasi di calcoli radiopachi all’Rx dell’addome che si formano nelle urine alcaline, a differenza di quelle di acido urico (radiotrasparenti) di cistina e  xantina che si formano in urine acide.

I calcoli di fosfato di calcio sono di colore bianco, molli e lisci. Quelli di ossalato di calcio sono invece di colore nero – brunastro, duri, dall’aspetto di mora. Entrambi si generano in urine alcaline (Ercoli A. Clinica medica in fitoterapia e omeopatia. Tecniche Nuove Milano 2002).

L’impiego medico è stato suffragato per la prima volta dai lavori scientifici di J.VanHellemont (Compendium de Phytothèrapie. Bruxelles 1986). Il ricercatore belga sperimentò le radici fresche della Rubiatinctorum nel trattamento dei calcoli renali (fosfati e ossalati di calcio) utilizzandole per via orale prima nei ratti (riscontrò una reale inibizione nella formazione della litiasi) e poi nei conigli, somministrandogli, sempre per via orale, degli estratti di radice (150 – 200 mg/kg).

Questa volta fu più preciso: documentò l’inibizione della formazione di cristallo di ossalato di calcio nei reni. Nel 1994 (Refit OEMS Milano) si scoprì che la Tintura (1:10) della radice della pianta era in grado di inibire la cristallizzazione non solo dei calcoli di ossalato di calcio ma anche di quelli di fosfato di calcio. I principi attivi contenuti nelle radici della pianta erano pertanto in grado di corrodere, disintegrare, tutti i piccoli calcoli renali contenenti calcio (E. Campanini)

 Forme farmaceutiche e posologia:

RubiaTinctoriumT.M. 40 gtt, in un  po’ d’acqua, 3 volte al giorno; Infuso al 3%; Polvere: 2,5 gr die. Tossicologia. E’ controindicato in gravidanza (per rischio genotossico nelle terapie prolungate)e nell’allattamento. La Robbia da una colorazione rossa alle urine, al latte e al tessuto osseo. Nel fitocomplesso è stata segnalata la presenza di “lucidino”, sostanza sospettata di essere mutagena e cancerogena (esperimenti su conigli). Credo che nell’ uomo non vi siano questi rischi se si utilizzano bassi dosaggi di T.M. (30-40 gtt x 3 volte/die per venti giorni al mese). Escludere solo le donne in gravidanza e durante l’allattamento.

Il Chrysanthellumamericanum è una pianta erbacea, dell’America del Sud e della savana africana, appartenente alla famiglia delle Composite, utilizzato in fitoterapia come vegetale intero, raccolto a fine fioritura. I principi attivi (flavonoidi, saponosidi quale la Chrysantelline A e B) vantano, quali attività principale, un’azione epatoprotettrice ed antilisiatica tale da portare all’eliminazione di microcalcoli (diametro inferiore a 3 mm) delle vie biliari, urinarie e salivari. Inoltre riduce parzialmente il tasso del colesterolo e dei trigliceridi (B. Brigo). L’efficacia della droga è stata riscontrata in uno studio assai limitato nella litiasi renale (E. Campanini).

<L’analisi ecografica ha dimostrato, dopo un trattamento di 90 giorni, un effetto non trascurabile nella diminuzione di dimensioni di calcoli di qualunque natura essi sono. Lo studio ecografico inoltre ha obiettivato una diminuzione significativa  (qualche millimetro)della grandezza in 6 casi su 16 (37,7%)> (Dubernard P.Phytothérapye 1980). Per tale motivo, tenuto conto della ottima tollerabilità e dell’assenza di effetti collaterali, il Crysantellum a. può essere di una certa utilità sia nella profilassi delle litiasi che nel trattamento coadiuvante.

Forme farmaceutiche e posologia: Estratto secco 1 cps 400 mg al giorno. Chrydantellum a. T.M.  40 gtt, diluite in un po’ d’acqua, 3 volte al di, dopo i pasti, E’ consigliabile un trattamento di almeno 20 giorni al mese (e 10 di pausa) per un periodo di almeno 6 mesi.

ortica
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Aldo Ercoli