ZINCUM METALLICO OMEPATICO NELLE “GAMBE SENZA RIPOSO”

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Lo Zinco è un metallo bianco bluastro (numero atomico 30, peso atomico 63,37, simbolo Zn) inalterabile a freddo in aria secca. All’aria umida si ricopre di un leggero strato di idrogeno carbonato che rende il suo colore più cupo, proteggendolo da un’ ossidoriduzione più profonda.

Grazie alla sua inalterabilità all’aria viene utilizzata in piastre o in foglie per la copertura di tetti. Lo zinco ha un’efficace azione protettiva sul ferro e sull’acciaio esposti all’acqua, a vapore acqueo ma anche sostanze organiche o clorati. Tale protezione viene realizzata mediante zincatura, un processo di rivestimento di una superficie metallica con uno spessore di zinco per prevenire la corrusione, in particolare per prevenire le formazioni della ruggine.

Quest’ ultima può essere equiparata ad un processo di invecchiamento, un prodotto di corrusione del ferro e delle leghe ferrose causato principalmente da ossidazione. In Biochimica e Farmacologia lo zinco è un oligoelemento presente nelle molecole dell’insulina la cui struttura quaternaria è costituita da tre subcinità proteiche legate a due atomi di questo metallo bianco bluastro.

In medicina convenzionale allopatica le sue applicazioni terapeutiche (sotto forma di ossido, di cloruro, disolfati)sono limitate all’uso topico locale esterno come astringente (esercita sui tessuti viventi una azione restringente di coartazione fibrillare più o meno evidente) oppure antisettica (distrugge i microbi o ne impedisce lo sviluppo) più raramente come caustico (distrugge i tessuti). In passato, in dosi ponderali allopatiche, era molto utilizzato come sedativo in particolare come antiepilettico. Poi questa proprietà si è dimostrato inesistente.

Chi incarna una dosi infinitesimale, diluite e dinamizzate lo zincum?

In Omeopatia, medicina che cura i simili con i simili, si riscontra valida anche la teoria dell’ opposti che coincidono (Niccolò Cusano) e ancor più evidente è il concetto che “solo la dose fa il veleno” (Paracelso). Nel principio delle “coincidentiaoppositorum” la tipologia zincum è in grado di proteggere soggetti deboli, esauriti psichicamente, irritabili, eccitabili poi, col tempo, mentalmente corrosi, indeboliti, intorpiditi.

Il soggetto è arrivato a questo stadio a seguito di un lungo surmenage psicofisico con intensa e continua accelerazione dei ritmi di vita associato a lunghi periodi di insonnia (eziologia). Ci viene in aiuto per individuarlo una importante “nota chiave”; le gambe senza riposo.

Il soggetto accusa una violenta agitazione nei piedi che è costretto involontariamente a muovere. Questa agitazione degli arti inferiori, ma anche la cefalea, aggrava dopo un’assunzione pur minima di alcol.

In dosi centesimali uniche alla 30 o 200 CH lo zincummetallicum si è rivelato anche utili in alcune forme di convulsioni nei bambini, durante la dentizione, con viso pallido e freddo, senza febbre. Credo che sia doveroso in questo caso, una visita neurologica – pediatrica. Un’altra modalità reattiva da segnalare, oltre all’aggravamento dal vino e dagli eccitanti, consiste nel miglioramento dello stato eccitativo con una secrezione fisiologica (mestruazioni, diarrea, sudorazione etc).

In biochimica lo zinco è un oligoelemento che entra a far parte di molti sistemi enzimatici. Ipotesi tante, certezze poche. Credo che l’indicazione principe sia quella delle “gambe senza riposo” in un soggetto irrequieto e precocemente invecchiato, diciamo “arrugginito”.

P.S. Nelle “gambe senza riposo” si può impiegare una bassa diluizione centesimale (5 CH – 7 CH granuli, da ripetere due, tre volte al giorno). Nella tipologia completa sensibile è meglio utilizzare dosi uniche alla 30 CH – 200 CH globuli da ripetere ogni 15-20 giorni.

ortica
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Aldo Ercoli