“Non è più sufficiente avere la Necropoli”

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Conosciamo le idee ed i progetti di Dimitri Terenzi, nuovo delegato comunale al turismo di Giovanni Zucconi

“E tu dove abiti?”. “Io a Cerveteri.”. “Cerveteri? E dove sta Cerveteri?”. “Beh. Che ti posso dire. Sta a 5 Km da Ladispoli”. “Ah. Allora ho capito”. Questo incipit è tanto imbarazzante, quanto, purtroppo, realistico. Cerveteri, lo sappiamo, non è mai stata una località turistica, anche se avrebbe veramente molto da offrire ai suoi visitatori. Ma evidentemente essere un sito UNESCO, avere il mare, avere un area archeologica tra le più grande del mondo, essere immersa in un meraviglioso contesto naturalistico e avere nel raggio di 30 Km castelli, laghi, borghi bellissimi e soprattutto Roma, evidentemente non è sufficiente per fare accorre frotte di turisti. Il motivo? E’ che è mancata, da sempre, un’adeguata politica del turismo da parte degli amministratori comunali. Ma bisogna anche avere il coraggio di ricordare che è mancata, da sempre, anche la necessaria cultura dell’accoglienza da parte della popolazione locale. E, fatto ancora più grave, c’è stata la cronica assenza di un’imprenditoria in grado di offrire tutti i servizi e le attività necessarie per garantire un soggiorno adeguato alle aspettative sempre più alte dei turisti. Ho ripreso questo tema, già abbondantemente trattato in altri miei articoli, perché ci sono dei segnali che qualcosa si sta muovendo sul fronte delle politiche turistiche. Nulla di rivoluzionario e di sconvolgente, naturalmente. Ma fa piacere poter raccontare che c’è qualcuno che sta provando a introdurre, anche nel nostro territorio, delle tecniche di programmazione e di marketing turistico che potranno sicuramente portare, nel medio e lungo termine, dei risultati che speriamo essere molto significativi. Stiamo parlando del nuovo delegato al turismo del Comune di Cerveteri, Dimitri Terenzi, che sta affiancando l’Assessore Lorenzo Croci nella definizione di una programmazione turistica per la nostra città. Terenzi lavora nel campo del marketing turistico, a livello nazionale, da più di 30 anni, e si può definire sicuramente un esperto del settore. Abita a Cerveteri da più di 20 anni, e quindi conosce benissimo il nostro territorio, le sue potenzialità e le sue lacune. Lo abbiamo intervistato per conoscere meglio il progetto che sta proponendo per cercare di portare più turisti possibili a Cerveteri.

Signor Terenzi, inizierei dalla considerazione che non mi risulta che ci sia mai stato un piano turistico, a medio e lungo termine, a Cerveteri. Lei vuole superare questa lacuna?

“È vero. Non c’è mai stato. Io ho proposto un progetto operativo all’Assessore Croci, che si è dimostrata una persona estremamente sensibile su questo tema. Ho cominciato chiedendomi se Cerveteri può veramente essere considerata una località turistica.”

Perché, ci possono essere dei dubbi?

“Non è sufficiente avere una Necropoli per fare diventare una città, una località turistica. Va creato un sistema, che comprende anche i ristoratori e le strutture ricettive, dove ognuno fa la sua parte per creare il “Prodotto Cerveteri”, da vendere al di fuori dei nostri confini territoriali.”

Per ottenere questo risultato, come intende muoversi? Mettere a disposizione dei turisti una Necropoli all’altezza è facile. Basta spendere dei soldi, e la puoi sistemare a dovere. Ma non puoi creare un tessuto commerciale efficiente se non hai la materia prima, e cioè i commercianti e gli imprenditori

“E’ una domanda che mi sono posto anche io. Perché se mancano gli elementi di questo sistema, non si può creare un pacchetto turistico. Un pacchetto turistico è fatto di tanti elementi singoli: la Necropoli, la struttura ricettiva, l’elemento della ristorazione, l’elemento del divertimento, che messi insieme creano un prodotto che può essere venduto. Se manca anche uno solo di questi elementi, il prodotto è zoppo.”

Come siamo messi dal punto di vista dell’imprenditoria che opera nel campo del turismo a Cerveteri?

“Ho voluto sincerarmene di persona. Sono andato a parlare con le strutture ricettive e con i ristoratori di Cerveteri, presentando il mio progetto. E’ stato un gesto molto apprezzato. E ho potuto verificare che a Cerveteri manca soprattutto la programmazione. In che senso? Le strutture ricettive erano tutte concentrate solo sulle attività del weekend. Mancava completamente una programmazione per gli altri giorni della settimana e, soprattutto, mancavano le prenotazioni di medio-lungo termine. Faccio un esempio pratico. Quando ho iniziato questo percorso, chiedevo a tutti: “Voi avete già idea di cosa farete a Pasqua?”. Ed eravamo a novembre. Nessuno sapeva niente. La stessa domanda l’ho fatta a gennaio. Stessa risposta. Nessuno aveva programmato nulla per la Pasqua. Allora ho proposto di fare un programma insieme. Abbiamo creato dei pacchetti individuali, e di gruppo, che abbiamo poi irradiato a tutti gli operatori turistici.”

Ha funzionato?

“Certo. Sono arrivate le prenotazioni per quel periodo, confermate due mesi prima. Quindi il mercato c’è. Solo che non è stato mai aggredito. Non c’è mai stata una programmazione, di due o tre mesi prima, per dire agli operatori: ci siamo anche noi. Non c’è solo Bracciano. Per Natale non ci sono solo le luminarie di Salerno. Anche noi abbiamo manifestazioni che possono attrarre il turista. Io faccio sempre l’esempio del Presepe vivente di Tarquinia. Loro se lo fanno pagare, e ottengono anche buoni risultati. Da noi il Presepe è ancora una sorta di volontariato. Si potrebbero creare dei pacchetti e vendersi il Presepe di Cerveteri come evento. Allo stesso modo sto sensibilizzando le strutture per riuscire a creare dei pacchetti per la Sagra dell’Uva, per esempio. Questo perché gli operatori turistici hanno la necessità di avere una programmazione da distribuire ai loro clienti. Senza pacchetti ben definiti, per il momento il classico pacchetto turistico fatto di Necropoli, guida e ristorazione, non è possibile vendersi tramite gli operatori turistici.”

A quali operatori vi siete rivolti?

“Alle agenzie di viaggio di tutta Italia, ai tour operator stranieri e ai tour operator italiani che organizzano gruppi giornalieri.”

E il turista fai da te?

“Quando fai un’operazione di marketing così forte di distribuzione del tuo prodotto e del tuo nome, anche il consumatore finale riceve necessariamente questo input.”

Quali sono stati i riscontri da parte dei turisti dopo questa prima operazione?

“Ho trovato molti riscontri positivi in gruppi che sono giù ritornati. Gli stessi segnali positivi li ho avuti da alcuni ristoratori che ho chiamato dopo di Pasqua. Tutti quelli che ho sentito sono stati bene. Il rapporto qualità prezzo ha tenuto alto il nome di Cerveteri. I gruppi che sono venuti hanno addirittura promesso che ne riprogrammeranno un altro per quest’autunno.”

Lei ha contattato la totalità degli operatori di Cerveteri?

“Non tutti. Ci sono strutture che ancora non sono state coinvolte, e che magari hanno avuto qualche perplessità. Se lo facessero, otterrebbero sicuramente gli stessi risultati positivi di chi ha già aderito al progetto. Inoltre contribuirebbero ad aumentare la massa critica dell’offerta, e questo provocherebbe un effetto a valanga. E’ vero, non tutti hanno aderito alla proposta di programmazione, ma chi lo ha fatto è stato pienamente soddisfatto. Mi hanno detto che hanno dovuto mandare via delle persone a Pasqua. Cosa mai successa. Ma per offrire un prodotto Cerveteri competitivo, ci deve essere il coinvolgimento di tutti.”

Sta pensando anche a pacchetti più complessi, che coinvolgano anche tutto il nostro ricco comprensorio?

“Certamente. Lei non ci crederà, ma nella promozione che sto portando avanti, ho conosciuto molte persone che non sapevano dove stava Cerveteri. Ma conoscevano dove stava Bracciano. Per la mondanità, per i matrimoni famosi (Ramazzotti, Cruise, …). Diciamo che nell’immaginario Bracciano è sicuramente più conosciuto. Per questo possiamo mettere Cerveteri e Bracciano in un unico pacchetto. Possiamo costruire, che so, la strada dei Principi, inserendo anche il castello di Santa Severa. In questo modo andiamo a colpire un target di turisti differente da quelli che solitamente coinvolgiamo nelle nostre offerte.”

Facciamo un confronto con Ladispoli. Soprattutto in estate i turisti rimangono per una settimana, due o più. Tutti gli operatori commerciali hanno benefici da questa situazione. A noi cosa manca per favorire questo tipo di turismo? Anche noi abbiamo il mare.

“A noi sostanzialmente mancano gli alberghi per attrarre quel segmento di turisti che vuole restare più di un giorno. Manca inoltre una struttura adeguata di stabilimenti balneari per accogliere il turista. Mancano delle strutture ricettive che possano ricevere 50, 60, 80 persone tutte insieme. Questo è un grandissimo problema per chi deve programmare dei pacchetti turistici. E’ vero che noi abbiamo il mare, ma ci mancano le strutture ricettive e la capacità di costruirle. E soprattutto manca la capacità di creare un divertimentificio, come quello della riviera romagnola, a Cerenova.”

Secondo lei chi dovrebbe realizzare quello che manca? Deve operare prima l’Amministrazione per creare le condizioni affinché un imprenditore possa investire dei soldi per costruire un albergo, per esempio, o prima deve presentarsi un imprenditore con dei progetti, e l’Amministrazione lo deve mettere nella condizione di realizzarli?

“Per me le due cose devono andare di pari passo. L’amministrazione deve dare l’opportunità agli imprenditori di mettere dei soldi. Ma bisogna fare presto, a noi serve assolutamente un albergo. Abbiamo talmente tante cose da offrire, che è un peccato che non si possano vedere tutte. Per godere di tutto quello che può offrire Cerveteri non basta un solo giorno.”

Prima ha affermato una cosa tristemente nota. Ci sono molti operatori turistici che non conoscono Cerveteri. Come pensa di eliminare questo limite?

“Stima lavorando per organizzare, a giugno, una promozione mirata agli addetti ai lavori. Inviteremo a Cerveteri tutta una serie di operatori italiani e stranieri. Per il momento ho già contattato 180 operatori. E inviteremo anche tutta la stampa di settore. Li porteremo nel nostro territorio, e gli faremo conoscere il prodotto che possono, a loro volta, offrire ai loro clienti. Li porteremo nelle cantine, e gli offriremo un pranzo nelle nostre strutture. Così potranno conoscerle e giudicarle di persona.”