“Le primarie sono indispensabili, ma solo se servono”

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Maurizio Falconi, dirigente del Partito democratico,
parla a ruota libera di Gnazi, Pascucci e Tidei
di Giovanni Zucconi

Non l’avevo mai incontrato prima. Maurizio Falconi lo conoscevo solo per i suoi post su facebook, sempre molto “militanti”, e da quello che mi avevano detto di lui i suoi colleghi di partito. Tutti, anche quelli che non ne condividono le attuali posizioni, mi hanno sempre detto le stesse parole: “Maurizio è una brava persona”. Questa premessa irrituale non è superflua, perché mi serve per rappresentare meglio la mia sorpresa di essermi trovato davanti un politico sostanzialmente diverso da quelli incontrati fino ad adesso, che mi ha concesso un’intervista senza i consueti filtri, presentandosi come un libro aperto, orgoglioso di esserlo.

Per questo non ho la necessità di scrivere, come di norma, un’introduzione all’intervista, perché questa parlerà da sola, e non avrà bisogno di interpretazioni. Anticipo solo, per invitare tutti a leggere l’articolo fino in fondo, che Maurizio Falconi ha lanciato un’interessante sfida a tutte le anime del Partito Democratico. Una porticina socchiusa a chi vuole ancora trovare un compromesso nel lacerato PD di Cerveteri. Bisogna anche premettere che, in questa intervista, Falconi si è voluto presentare come tesserato del PD, e non come rappresentate di UniDem.

Lei è stato segretario amministrativo del PD di Cerveteri dal 2008, e ha visto passare tutti i segretari. La sua conoscenza del partito è fuori discussione. Ci può spiegare come è nata la candidatura di Pietro Tidei da parte di UniDem? Perché non è stato candidato lei, come tutti si aspettavano?

“Io sono stato il candidato, anche se non ufficiale, di UniDem. Questa candidatura non l’ho cercata io. Nacque, se non ricordo male, proprio su un articolo de L’Ortica di un anno e mezzo fa, dove Angelo Bernabei lanciò la mia candidatura. La gente ha accolto bene questa proposta, qualcuno già mi chiama affettuosamente sindaco, e quindi siamo andati avanti cosi, con questa idea d’investitura”.

Poi che cosa è successo?

“E’ che una parte del PD, guidata da Gnazi, si è messa in testa di candidare Alessio Pascucci. Sicuramente non perché gli piace Pascucci, ma perché con Pascucci si pensa che si possa vincere”.

E questo non sarebbe un bene per il PD?

“Io non voglio vincere a tutti i costi. Io voglio condividere un programma e su questo chiedere i voti. Se io vado con una persona solo per vincere, il giorno dopo poi sicuramente litighiamo”.

Ma è proprio quello di cui vi accusa Alessandro Gnazi. Che avete candidato Pietro Tidei senza un programma. Non sarebbe stato più semplice che si fosse candidato lei, in modo da non prestare il fianco a nessuna critica o dietrologia?

“Adesso le spiego. Una ventina di giorni fa, mi chiamano informandomi che ci sarebbe stata una riunione anche con i vari politici del PD del territorio: consiglieri regionali ed onorevoli. Chiesi la ragione di questa riunione, e mi dissero che siccome Pascucci era stato candidato come Consigliere dell’Area Metropolitana in una lista del PD, in caso di sua elezione, non ci si poteva più rifiutare di farlo entrare nella sezione del PD di Cerveteri. Questa affermazione non mi ha colto di sorpresa, perché già nella riunione del PD provinciale, dove ci avevano annunciato che Pascucci sarebbe stato candidato nella lista del PD, avevamo capito che era un modo per aggirare tutti gli ostacoli che c’erano per farlo entrare nella nostra sezione”.

Quindi il legame tra la candidatura di Pascucci a Consigliere, e l’eventuale candidatura a Sindaco del PD di Cerveteri, non è stata un invenzione dei giornalisti, come avete sempre detto voi di UniDem. Quale è stata la sua reazione a questa indicazione?

“Naturalmente non potevo oppormi, ma ho anticipato che avremmo proposto, in quella riunione, altre soluzioni, oltre a quella di Alessio Pascucci”.

Non potevate confermare la sua candidatura, invece di proporre Pietro Tidei?

“Quella riunione poi non è stata più fatta, ma dovevamo comunque opporci alla candidatura di Pascucci chiedendo le primarie, e non potevamo farlo opponendo una mia candidatura. Serviva un candidato che loro considerassero autorevole. Per questo abbiamo pensato a Tidei, e il giorno dopo l’abbiamo annunciato ai giornali”.

Una candidatura tattica, se così la possiamo definire

“Tidei è il nostro candidato, e crediamo in lui. Dopo la candidatura di Alessio Pascucci all’Area Metropolitana, l’unica mossa che potevamo fare per bloccare tutto era la richiesta di primarie. Ma con un Pascucci considerato un candidato vincente dagli organi superiori del PD, la mia candidatura sarebbe risultata insufficiente. Non possono dire la stessa cosa di Pietro Tidei”.

Esiste la possibilità di raggiungere un compromesso con l’area di Gnazi per avere una linea comune del PD, senza spaccarlo?

“Sì. Il punto di compromesso è la condivisione di un programma comune accettato da tutti quelli che faranno parte della coalizione di cui fa parte il PD. E naturalmente non ci deve essere nessun altro che si presenta come candidato, altrimenti bisognerà fare le primarie. Dovremo cercare l’accordo all’interno del PD, sul programma e sul candidato. Ragionare, discutere e poi votare. Io sul programma ci sto già lavorando”.

Il “delegato” Marco Catalini sarebbe d’accordo su questo?

“Io credo di sì”.

Quindi, se interpreto bene, lei lancia una sfida a tutte le componenti del PD, anche a UniDem. Parliamo del programma, e poi decidiamo come proporre il candidato, e come regolarsi con le primarie. Alessandro Gnazi potrebbe, forse, raccogliere la sfida. Ma gli altri suoi colleghi di UniDem sarebbero d’accordo?

“A questa domanda non le posso rispondere perché io non ho condiviso con loro, prima dell’intervista, una linea comune da proporre. Io qui sto parlando a titolo personale. Non sono il portavoce di UniDem. Parlo come tesserato del PD, che può essere candidato Sindaco di UniDem. Ma se ci fosse un programma condiviso da forze di centrosinistra, e ci fosse un candidato che vuole portare avanti questo programma, che sia Alessio Pascucci o un altro, potrebbero anche essere d’accordo. Io non sono d’accordo con alcune posizioni di Alessandro Gnazi e con alcune sue azioni passate, ma il compromesso con lui, sulla base di un programma comune e condiviso, è una strada che non escludo”.

E le primarie?

“Le primarie sono indispensabili se servono. Se c’è una persona soltanto non servono. Per me sarà il programma che farà la selezione tra i candidati. Chi non condivide il nostro programma, nemmeno si presenterà”.

I tempi sono sufficienti per trovare questo compromesso?

“Il tempo per fare il programma, naturalmente non nei minimi particolari, c’è. E c’è anche il tempo per condividerlo e aggregare intorno a esso una coalizione”.

La versione integrale di questa lunga intervista, la potrete trovare sul nostro sito online.