Ladispoli, un altro anno senza il Teatro “Massimo Freccia”

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Una storia di ritardi e infinite proroghe

Il 2022 volge al termine e anche quest’anno il Teatro-Auditorium Massimo Freccia è rimasto chiuso al pubblico. Eppure il bando che l’ha ribattezzato CineTeatro e ne ha affidato la gestione ad un privato, lasciando al comune solo 80 giorni l’anno, è stato aggiudicato alla Frontera il 15 luglio 2019, prevedendo un massimo di 12 mesi per l’apertura e 24 mesi per ultimare gli interventi di funzionalizzazione della struttura. Quindi il CineTeatro Massimo Freccia avrebbe dovuto essere aperto al pubblico al più tardi a metà luglio 2020.

MA ECCO IL PRIMO INTOPPO: dopo oltre un anno dall’aggiudicazione – cioè in un momento in cui le attività del cine teatro avrebbero già dovuto essere in corso di svolgimento – la società Frontera comunicava (note protocollo 54457 del 17/12/2020 e 84853 del 21/12/2020) di aver rilevato presso l’Auditorium alcune criticità che comportavano lavorazioni aggiuntive, valutandole in 180 mila euro circa, rispetto a quanto previsto dal bando di gara, fra cui:

  • sistemazione del tetto dell’intera struttura;
  • sistemazione terrazzo torre scenica;
  • ripristino intonaco ignifugo danneggiato da infiltrazioni;
  • realizzazione di cabina elettrica dedicata;
  • realizzazione di nuova dorsale di alimentazione della struttura;
  • alimentazione centrale anti-incendio.

La prima domanda che ci si potrebbe porre è: COME MAI IL COMUNE NEL PREDISPORRE LA GARA (col supporto ben pagato della solita ASP Finance costato 12.253,68 euro) NON SI È ACCORTO DELLE REALI CONDIZIONI E NECESSITÀ DELLA STRUTTURA?

La seconda: COME MAI NON SE NE È ACCORTA NEANCHE LA SOCIETÀ CONCESSIONARIA, malgrado per partecipare alla gara abbia effettuato un sopralluogo obbligatorio per prendere atto dello stato dei luoghi e di tutte le attività e lavorazioni da porre in essere nell’esecuzione del contratto?
Domande a cui il sindaco Grando evidentemente ha pensato bene di non dover rispondere perché con delibera n.5 del 14 gennaio 2021 la Giunta Grando ha accettato senza colpo ferire i preventivi della Frontera e ha fatto una serie di concessioni:

  • SGRAVIO TOTALE DEL GIÀ RIDICOLO CANONE DI AFFITTO (500 euro mensili) per l’intera durata della concessione;
  • PROLUNGAMENTO DELLA STESSA DA 15 A 20 ANNI;
  • DILAZIONE DI ULTERIORI 6 MESI PER L’AVVIO DELL’ATTIVITÀ (il cui termine era già scaduto da sei mesi) “a far data dall’approvazione della delibera”.

Il nuovo termine per l’apertura del CineTeatro è stato spostato quindi al 14 luglio 2021, ed è in seguito scaduto senza che siano intervenute ulteriori dilazioni.

Cos’è successo nel frattempo in quest’anno e mezzo? Nulla.

La struttura è rimasta chiusa e il sindaco Grando anziché adoperarsi per sollecitare l’aggiudicatario a rispettare i tempi, passato un anno, sotto elezioni, ha deliziato i cittadini con un video che mostrava le sale interne ancora ridotte ad un cantiere, esibendo oltretutto un’incomprensibile soddisfazione.

Come Ladispoli Attiva pensiamo che il Teatro meritasse una GESTIONE PUBBLICA e non di essere SVENDUTO ad un privato per 285 giorni l’anno. Ancora più grave è che, una volta intrapresa questa strada, l’Amministrazione si dimentichi di vigilare su modi e tempi di esecuzione del contratto a tutela dell’interesse pubblico.

In occasione dello scorso consiglio comunale avevamo presentato un’interrogazione rimasta inevasa a causa della FUGA DELLA MAGGIORANZA che ha fatto mancare il numero legale. Sperando che il 2023 sia finalmente l’anno buono, riproponiamo le principali domande rivolte al Sindaco:

  • Quali azioni ha messo in campo per accertare le responsabilità dell’inadeguata valutazione dello stato di fatto dell’Auditorium in fase di bando di gara che ha determinato la necessità di una variante in corso d’opera costata all’ente 120mila euro di mancati introiti?
  • Tenuto conto che la presentazione dell’offerta impegnava il concorrente a eseguire tutte le opere necessarie alla realizzazione dell’opera posta a base di gara “a suo totale rischio operativo economico e d’impresa” (det. 1155 del 15/07/2019), e che proprio per consentire in maniera consapevole la formulazione di un’offerta veniva previsto un sopralluogo obbligatorio al fine di rendere edotto il concorrente circa lo stato di fatto dei luoghi e prendere cognizione di tutte le attività/lavorazioni da porre in essere in sede di esecuzione del contratto, perché i costi per la realizzazione delle lavorazioni aggiuntive sono stati fatti propri dal Comune e non sono stati posti a carico della società concessionaria?
  • Quali verifiche sono state eseguite dal Comune per accertare la reale necessità e il valore economico delle lavorazioni aggiuntive segnalate dalle relazioni presentate dalla società aggiudicataria con note n. 54457 del 17/12/2020 e n. 84853 del 21/12/2020 prima di acconsentire allo sgravio degli oneri concessori e all’estensione della concessione da 15 a 20 anni?
  • Quali iniziative ha posto in essere l’Amministrazione per sollecitare la società concessionaria a seguito della scadenza dei termini previsti per l’avvio delle attività del cine-teatro e per la conclusione degli interventi di funzionalizzazione della struttura dal disciplinare di gara?
  • Tenuto conto dei gravi ritardi nell’esecuzione del contratto, l’Amministrazione ha applicato o ha intenzione di applicare penali alla società aggiudicataria?
  • Sono state realizzate tutte le opere previste dal bando e tutte le opere aggiuntive? La struttura è ora completamente a norma, sotto il profilo del certificato di agibilità, lato normativa antincendio, ecc.?
  • Quando è prevista l’apertura del cine-teatro? Può confermare che oltre le lavorazioni che sono già costate al Comune 120.000 € non siano necessarie ulteriori lavorazioni e/o forniture aggiuntive per la completa realizzazione dell’opera?
  • Come ha pensato di gestire l’Amministrazione l’apertura del Cine-Teatro dal punto di vista dei parcheggi e delle ricadute sulla viabilità della zona, solitamente già molto congestionata?
  • Con quali modalità l’Amministrazione intende assegnare lo spazio ad “associazioni, cooperative, scuole di danza, scuole di musica, palestre, scuole private, ecc…” negli 80 giorni riservati al Comune di Ladispoli? Sarà indetto un avviso pubblico?