L’ALLARME: SPACCIO DI DROGA TRA GIOVANI DUE FIDANZATI IN MANETTE

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droga a Ladispoli

LA POLIZIA HA SCOPERTO CHE LA PUSHER USAVA LO PSEUDONIMO “SOFIA MEDELLIN” PER ACCHIAPPARE NUOVI CLIENTI.

Lo pseudonimo usato per attirare nuovi clienti era “Sofia Medellin”, come la città colombiana. Su Facebook era la sua copertura per mettersi d’accordo con i clienti, anche tanti minorenni, per poi smerciare la droga, con la complicità del suo fidanzato.

A Ladispoli però la Polizia di Stato ha scoperto tutto e ha arrestato la coppia: lei 20enne lui invece un 24enne di origini romene. Insieme, con i proventi dell’attività illecita, avevano acquisto anche una casa, posta sotto sequestro. L’operazione degli agenti del commissariato di via Vilnius, guidati dal dirigente e vicequestore, Paolo Delli Colli, è stata battezzata proprio “Baby Medellin”.

Ha un lungo iter perché è iniziata ad ottobre del 2022 e si è chiusa a gennaio dell’anno successivo. Tutto è partito da un semplice sequestro di hashish, a carico di minori, eseguiti dai poliziotti nell’estate del 2022. Alcuni ragazzi avevano raccontato agli agenti di aver acquistato la droga da una 20enne che sui social aveva un altro nome legato alla città colombiana Medellin, rinomata come centro nevralgico del narcotraffico negli anni ’70 e ’80. Dalle prime ricerche è subito emerso come la giovane del posto, in piena sinergia con il fidanzato, stesse monopolizzando a proprio favore il mercato della compravendita di hashish al dettaglio, smerciando droga a numerosissimi clienti, tra i quali appunto minorenni. Il “sistema” dei due è stato smascherato attraverso attività di intercettazione telefoniche che hanno portato alla luce anche la collaborazione di terze persone al vaglio degli inquirenti.

I numeri. È stata sequestrata la droga a ben 216 acquirenti e tra loro 38 non avevano nemmeno 18 anni. In più la polizia ha denunciato altri soggetti perché in concorso con i due gli procuravano clienti e si trasformavano in “vedette” al passaggio delle pattuglie. “Sofia Medellin” era abile anche a piazzare le dosi seduta sui tavolini del bar. Ormai i soldi i due pusher ne avevano fatti tanti così da comprare un appartamento, utilizzando il danaro in contante accumulato.

A distanza di tempo la Procura, oltre all’arresto dei due per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, ha disposto pure il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dell’immobile oggetto della illecita compravendita. Altre grane per la coppia: l’appartamento risulta affittato senza regolare contratto a persone extracomunitarie. Compito degli agenti ora sarà anche quello di capire se dietro ci siano altri elementi.

L’emergenza. Da tempo se ne parla a Ladispoli dell’uso di droghe tra giovani. Tempo fa dei minorenni erano stati sorpresi davanti ad un istituto scolastico e mesi prima anche nei pressi dell’oratorio al Sacro Cuore. Un fatto sicuramente da attenzionare e che fa capire come i ragazzi si muovano ormai in pieno giorno anche in luoghi sensibili. «Dopo il Covid, nulla è cambiato – parla don Gianni Righetti – come Libera, stiamo proponendo un evento di riflessione a metà giugno su questo, forse a Cerveteri».