LA CICLABILE NON SI CONCILIA CON LA VIABILITÀ

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immagine pista ciclabile a ladispoli

STRADE STRETTE, POCHI PARCHEGGI E CORDOLI SMANTELLATI DAL PASSAGGIO DEI TIR.

Inutile girarci intorno. Come ai cerveterani di Cerenova e Campo di Mare, se non di più, la ciclabile è piuttosto indigesta anche ai ladispolani. Non a tutti sia chiaro, l’idea di percorrere un tracciato in sicurezza è comunque vista di buon occhio da chi ama esclusivamente le passeggiate sulla due ruote. Ma come si concilia la voglia di rispettare l’ambiente e praticare una sana attività con la viabilità di una città sempre più importante?

Male, se la morfologia del territorio non lo consente. Delle avvisaglie si erano registrate già nei mesi scorsi sul lungomare nord dopo l’avvio della pista ciclopedonale, finanziata con oltre un milione e mezzo di euro della Regione. Polemiche, cambio di sensi di marcia, parcheggi tolti per poi essere reinseriti a spina di pesce. Il banco di prova vero e proprio ci sarà in estate quando i villeggianti vorranno raggiungere gli stabilimenti balneari ma dovranno trovare un posto. Il piano B al momento latita.

I danni. Carreggiata troppo stretta poi in via Roma, in direzione della palude di Torre Flavia. In tanti se n’erano accorti segnalandolo anche pubblicamente sui social. Inizialmente si era pensato ad un atto vandalico ad opera di ignoti ma col passare delle ore – come confermato dalla Polizia locale – i blocchi esterni del tracciato sono stati divelti da un mezzo pesante. Identico scenario qualche giorno dopo e forse non saranno i soli casi in futuro. Il progetto per un motivo o per l’altro continua a far discutere.

I cambiamenti in corso d’opera. Indice puntato dai residenti anche contro il tracciato di via Venezia, a poca distanza dal corso principale viale Italia, sempre per lo smantellamento di numerosi posti per le auto. In più – criticano gli abitanti – nelle ultime tre settimane spesso e volentieri non si sono più visti gli operai. In poche parole il cantiere sta andando un po’ a rilento. E non si è compreso nemmeno come la pista possa raggiungere la stazione ferroviaria di Ladispoli-Cerveteri. Di fronte al sito archeologico della Grottaccia si svolterà a destra (stradina stretta) oppure a sinistra verso la scuola di via Rapallo (convivendo con il caos dei genitori e dei pulmini scolastici?).

Tanti dubbi attanagliano il prolungamento di questa pista e il Comune dovrà convivere probabilmente con le polemiche. In uno degli ultimi consigli comunali si è fatto sentire in prima persona il sindaco, Alessandro Grando, reagendo al consigliere comunale Fabio Paparella, e spiegando, in sostanza, come siano stati impegnati 3 milioni di euro di contributi per le piste ciclabile. L’opposizione però insiste sul tema, sa benissimo che è motivo di dibattito.

«La ciclopedonale è stata presentata come un fiore all’occhiello della riqualificazione urbana e della mobilità sostenibile – attaccano i consiglieri comunali Amelia Mollica Graziano e Ferdinando Cervo in una nota congiunta – e invece si è rivelata un colossale fallimento. Finanziata per 650mila euro dal Comune e per la restante parte dalla Regione, ha causato notevoli disagi alla cittadinanza, soprattutto per l’inizio dei lavori durante l’estate. Proprio nel periodo di maggior afflusso per il turismo locale con ricadute negative sulle attività. Ancora una volta le esigenze dei cittadini sono state ignorate. Per non parlare poi della cronica carenza di parcheggi che saranno ulteriormente ridotti. Un problema enorme per i residenti».

La pista, come detto, non passerà più sul viale Italia ma in via Venezia. «Le continue modifiche al progetto – proseguono i consiglieri -, senza un reale coinvolgimento della cittadinanza e senza un confronto costruttivo con tutte le forze politiche, dimostrano l’incapacità nell’ascoltare e pianificare con criterio ignorando i bisogni dei più per favorire gli interessi di pochi».

L’altra ciclabile. La ciclopedonale unirà Ladispoli al comune di Fiumicino. Si passerà da Palo Laziale e dalla frazione di Marina San Nicola. Un progetto intrigante grazie ad un finanziamento di 650mila euro che il comune ha incassato da Città Metropolitana.