LA GOTTA

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come curare la gotta

PIATTO RICCO MI CI FICCO, NO! VIETATO

di Aldo Ercoli

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L’aumento dell’acido urico nel plasma e nei liquidi extracellulari è la caratteristica biologica della gotta. Un acido urico che, in condizioni particolari e anche su base genetica, può cristallizzare, concentrandosi nei bacinetti urinari, oppure deformare le ossa.

I nucleotidi purinici (derivati dalle proteine specie di base animale) si degradano nell’acido urico che viene escreto soprattutto a livello renale (filtrazione glomerulare, secrezione e riassorbimento). A livello delle articolazioni i cristalli di acido urico vengono “mangiati”, ossia fagocitati dai leucociti, i nostri difensori che però perdono la guerra. Si instaura una flogosi al loro interno con produzione di enzimi lisosomiali che richiamano altri fagociti nelle articolazioni e nella capsula sinoviale che le ricopre. Ecco che allora l’osso si deforma .

Il dolore dell’alluce pedideo, la “podagra”, non sempre è il primo sintomo – segno di gotta. Lo è solo nella metà dei casi. L’artrite, assai dolorosa, può colpire più articolazioni. Il decorso gottoso varia da paziente a paziente. Alcuni, assai pochi , subiscono un solo attacco; la maggior parte avrà un secondo attacco entro due anni. In altri soggetti la gotta si cronicizza.

Presenteranno dei cristalli di urato monosodico (MSV) circondati da una reazione infiammatoria a base di cellule giganti. Queste patologiche formazioni sono chiamate “tofi”. Si riscontrano anche al di fuori delle articolazioni, un po’ ovunque: elice ed antielice delle orecchie, borsa olecranica, tendine di Achille, superficie ulnare degli avambracci. I tofi (MSU), nell’interstizio e nelle piramidi renali, possono comportare una nefrosi da urati tale da determinare una insufficienza renale cronica.

Nei soggetti neoplastici, trattati con farmaci citotossici, si può anche instaurare un’insufficienza renale acuta dovuta dall’ingorgo di urati nei tubuli renali. La gotta, patologia metabolica e infiammatoria, può essere dovuta sia ad un aumento di produzione di acido urico, da una diminuzione della sua escrezione oppure ancora da un’associazione di entrambe. I valori di acido urico superano i 6,9 mg/ dl? A farne le spese sono le articolazioni.

Trovo strano che, seppur l’iperuricemia sia un fattore che predispone necessariamente alla gotta, la maggior parte dei soggetti con iperuricemia non andrà mai incontro a questa patologia. Strano fino ad un certo punto perché ognuno di noi è diverso, metabolicamente e geneticamente non siamo tutti uguali, sia nella formazione di MSU (cristalli di urato masiosodico) che nelle risposte antinfiammatorie.

Un’articolazione arrossata e dolente, tumefatta specie se a livello della prima articolazione metatarso – falangeo (la padagra del “pollicione”) deve subito far pensare alla gotta. Non sempre è cosi, anche il carpo – metacarpo delle mani, può essere colpito per primo cosi come un attacco unilaterale a carico dell’articolazione del tarso (mani).

Gotta cronica e crisi gottose che si susseguono a ripetizione con deformazione articolari, presenza di tofi non solo a livello metatarso falangeo dell’alluce ma anche a carico delle caviglie, borse sinoviali. E aggiungiamoci anche i tofi extra – articolari a livello del padiglione auricolare e del gomito.

Che fare?

Innanzitutto occhio alla dieta. E’ indispensabile ridurre l’assunzione di purine evitando del tutto sardine, acciughe, aringhe, crostacei, fegato, interiore di animali, selvaggina, oca. E’ anche importante ridurre il vino e abolire i superalcolici.

Gli alimenti da introdurre in maniera moderata sono il pollame, gli insaccati, i pesci, i legumi,gli spinaci, gli asparagi, i cavolfiori ed i funghi. Fortemente consigliati sono il latte, i formaggi, le uova, il riso, i cereali, la pasta, la verdura e la frutta. E’ necessario bere molto, almeno due litri di acqua al giorno (specie bicarbonato alcalina) ed alcalinizzare le urine portando, con il bicarbonato di sodio o la citrosodina granulare, il ph a 7 – 7,5 al fine di rendere solubile l’acido urico ionizzato.

Per quanto concerne la terapia farmacologica è bene misurare i livelli di acido urico e di creatinina nel siero e nelle urine al fine di distinguere i pazienti che producono troppo acido urico (più di 800 mg/24 nelle urine) da quelli lo espellano poco (meno di 600 mg/24 nelle urine). I farmaci utilizzati sono soprattutto l’allopurinolo (150 mg die) ed il febuxostat (80 mg die). Nell’attacco gottoso acuto con forte dolore, tumefazione e rossore oggi si fa molto ricorso ai cortisonici sia per infiltrazione locale che per via orale o intramuscolare.

Personalmente in tanti anni di professione, non li ho utilizzati. E’ stato sufficiente qualche fiala i.m. di ketoprofene o ibuprofene per porre fine in pochi giorni all’attacco acuto. Solo dopo prescrivo giornalmente i farmaci sopracitati per via orale per almeno due – tre mesi.