Rieti, il progetto fotografico “Randstad 1969”in mostra fino al 18 maggio

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Presso l’associazione Utopia Aps.Il progetto nasce nel 2017, quando l’associazione Civico Zero si è aggiudica in un’asta un pacco contenente 141 rullini dimenticati da cinquant’anni, un lavoro fotografico di fine anni Sessanta di un fotografo olandese.

di Andrea Macciò

È stata inaugurata sabato 4 maggio a Rieti “Randstad 1969” una mostra fotografica itinerante dalla storia molto particolare, che per alcuni versi ricorda la storia di Vivian Maier, fotografa “amatoriale” riscoperta dopo la sua scomparsa in seguito al ritrovamento del suo archivio di immagini.

Anche Randstad 1969 è la storia di una riesumazione accidentale. La mostra è stata esposta per la prima volta a San Salvo, in Abruzzo, e poi ha trovato spazio virtuale tra testate specializzate e non (la sua storia è stata pubblicata internazionalmente da El Pais) e spazio fisico in diverse città italiane, come Genova, Roma, Brescia, Teramo, Campobasso e Ascoli Piceno.

Ora grazie all’associazione culturale Utopia Aps il progetto arriva a Rieti, dove resterà visitabile fino al 18 maggio 2024.

Il progetto nasce nel 2017, quando l’associazione culturale Civico Zero si è aggiudica in un’asta online un pacco contenente 141 rullini di vario formato esposti e dimenticati da cinquant’anni, un lavoro fotografico di fine anni Sessanta di un fotografo olandese sconosciuto.

Le pellicole sono state tutte scattate nella Randstad Holland, un agglomerato urbano che comprende Amsterdam ed altre sedici città dei Paesi Bassi.

I rullini sono arrivati avvolti in un foglio di giornale, il Randstad, datato 31 gennaio 1969 e dal quale prende il nome il progetto.

Le prime fotografie riportate alla luce dopo mezzo secolo danno una dimensione di quello che l’intero archivio, formato da circa 4000 negativi, potrà restituire in termini di memoria sia familiare che di una intera area dei Paesi Bassi che va da Amsterdam al Mare del Nord. Un viaggio per immagini in bianco e nero di un tempo ed uno spazio cristallizzati attraverso paesaggi urbani e scene di vita ordinaria.

Utopia ospita un’esposizione dalle atmosfere sospese, uno sguardo ad un passato non lontanissimo nel tempo, che in un tempo di cambiamenti accelerati come quello che stiamo vivendo ci sembra lontanissimo.

Fotografie dell’inaugurazione: Giorgio Preite e Monica Tarquini