Ladispoli, riceviamo e pubblichiamo
La costanza è la perseveranza del cittadino attivo rappresentano, nel contesto sociale e civile, una virtù fondamentale che trasformano l’impegno individuale in bene comune, permettendo la gestione condivisa dello Stato e la relativa partecipazione attiva.
I Tre Amici al Bar comunicano che queste qualità si manifestano non solo in grandi imprese, ma nella continuità quotidiana delle azioni, come la cura degli spazi condivisi e il rispetto delle regole civili.
Gli aspetti chiave della perseveranza civile, difatti rientrano nella c.d. “Partecipazione attiva”, ovvero in una democrazia matura, i cittadini non si limitano a delegare, ma partecipano attivamente alla gestione dei beni comuni e alla progettazione del futuro della Comunità.
In merito alla c.d. “costanza nel bene”, la perseveranza viene definita come la stabilità nel buon proposito, una “costanza nel bene” che richiede impegno per non cadere nella c.d. rassegnazione. Proseguendo, poi abbiamo la c.d. “resistenza alle difficoltà”. Difatti storicamente, la perseveranza permette di superare le avversità, unendo le persone e mantenendo unito così il relativo tessuto sociale. A tal proposito, occorre evidenziare, altresì il c.d. “impegno quotidiano”, difatti la cittadinanza attiva si nutre di piccole azioni, come la cura del territorio o la partecipazione alle decisioni.
Occorre poi evidenziare la c.d. distinzione tra costanza e ostinazione, perché la perseveranza viene talvolta vista come una “costanza in una buona causa”, distinguendosi dall’ostinazione che è invece un accanimento sterile o dannoso.
Il ruolo del cittadino, quindi è fondamentale sempre, perché la perseveranza è anche intesa come la capacità di un cittadino di perseverare nelle proprie buone idee e azioni per ottenere cambiamenti positivi nel tempo, anche di fronte a un ambiente che potrebbe ignorarlo. In tale contesto però la vigilanza del bene comune, specialmente nel contesto amministrativo e demaniale, implica il dovere dell’ Ente Locale di preservare, mantenere e controllare i beni pubblici, ad esempio strade, parchi, infrastrutture ecc. per evitare danni ai terzi, perché l’ ente proprietario è responsabile della custodia e deve garantire la sicurezza.
Coloro che gestiscono il Potere istituzionale, ovvero i Consiglieri Comunali, la Giunta e il Sindaco, hanno l’ obbligo morale di promuovere la crescita della comunità, avviare iniziative atte a favorire quel sentimento di appartenenza che spinge il Cittadino ad interessarsi del suo paese e delle dinamiche sociali. Chi riceve la delega della gestione del bene comune, deve promuovere la crescita dei residenti per renderli corresponsabili dello sviluppo del territorio, più persone si interessano delle dinamiche socio-culturali e politiche- economiche e maggiore è l’ identificazione con la propria Città. La partecipazione del cittadino deve essere costruita e facilitata dall’ Ente, perché maggiore è il coinvolgimento della base e migliore è il clima sociale. L’ Ente non deve essere chiuso in se, un organismo astratto della gestione amministrativa, ma deve essere il fulcro delle iniziative finalizzate alla crescita equa e democratica. Il cittadino attivo collabora con tutti i partiti e fazioni presenti in Comune, perché la realizzazione dei programmi di ogni gruppo politico-sociale- di categoria rispecchia l ‘esigenze dei singoli ceti e dei loro appartenenti. Crescere insieme nella diversità degli interessi personali e di classe favorisce il vero sviluppo ed evoluzione di tutti.
I Tre Amici al Bar ringraziano tutti coloro che si adoperano per la salvaguardia del c.d. bene comune, affinché la speranza nutra sempre la società civile, perché rimanere indifferenti di fronte al degrado può apparire connivenza etica.
Quanto sopra, ai sensi dell’articolo 118, quarto comma, della nostra Costituzione della Repubblica Italiana che recita: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
Tutto ciò, sempre a difesa della libertà di ognuno, occorre sempre assicurare l’effettività dei diritti civili e sociali, il rispetto delle libertà garantite dalla nostra Costituzione Italiana e della dignità delle persone è sempre la precondizione per la realizzazione di una vera democrazia”.
I Tre Amici al Bar
Raffaele Cavaliere Diego Corrao


































































