Arriva l’Influenza

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arriva l'influenza

Arriva l’Influenza

A cura del Dottor Professor Aldo Ercoli

Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

L’influenza è una malattia virale che riguarda principalmente le prime vie respiratorie. I virus di questa virosi acuta appartengono alla famiglia degli Orthomyxoviridae, sono molto contagiosi e si diffondono periodicamente durante il periodo invernale (quest’anno è previsto poco prima delle feste natalizie).

Quali sono le manifestazioni cliniche?

Un inizio brusco con elevato aumento della temperatura con brividi, mal di testa, dolori ossei e/o muscolari diffusi a tutto il corpo, astenia. Contemporaneamente, o il giorno dopo, compaiono sintomi respiratori: tosse secca stizzosa, mal di gola, starnuti, rinorrea. Nella forma senza complicazioni la malattia acuta si risolve generalmente in 2-5 giorni, al massimo entro una settimana. Particolare attenzione va rivolta alle complicanze, la più comune delle quali è la broncopolmonite secondaria ad sovrainfezione batterica. In questi casi la tosse da secca stizzosa diventa grassa, catarrale, con un espettorato giallo o gialloverdastro (forma più grave). E’ basilare eseguire le manovre semeiologiche polmonari classiche, soprattutto la percussione (sia in fase in che espiratoria) e l’auscultazione di entrambi gli emitoraci. Altre complicanze, più o meno severe, sono la tonsillite, l’otite, la sinusite (più frequente nei soggetti già sofferenti), la pleurite e la meningite. Altra caratteristica della polmonite batterica secondaria è la ricomparsa della febbre dopo qualche giorno di assenza, accompagnata, come detto, da tosse produttiva e segni obiettivi di “epatizzazione” alla percussione. Gli anziani, i soggetti con malattie polmonari, i cardiopatici sono più a rischio per questa complicanza. I germi patogeni più comuni della sovrainfezione sono lo streptococcus pneumoniae, lo staphylococcus aureus e al’ haemophilus influenzae.

L’influenza ha un periodo di incubazione di 1-3 giorni. E’ necessario il riposo a letto, dieta leggera, assumere bevande calde, una semplice terapia antiflogistica (paracetamolo) e mucolitica (sciroppi fluidificanti la tosse o antitussivi). E’ importante non somministrare acido acetilsalicilico (aspirina) nei bambini con infezione virale perché è stata segnalata un’associazione epidemiologica con la sindrome di Reye. E’ questa una complicanza grave dell’influenza sostenuta dal tipo B (meno frequente da virus A). La sindrome esordisce con un paio di giorni di nausea e vomito seguiti da sintomi neurologici del sistema nervoso centrale che vanno dalla compromissione dello stato mentale sino al coma, con possibili attacchi epilettici o episodi deliranti. Chiaramente nelle complicanze batteriche dell’influenza occorre utilizzare gli antibiotici. La profilassi si basa sull’ isolamento, evitando i luoghi chiusi ed affollati.

In quali soggetti è consigliata la vaccinazione? Individui sopra i 65 anni di età; negli adulti e bambini con malattie croniche cardiache e polmonari, ospiti di case di cura o in lungodegenza; pazienti affetti da malattie metaboliche (es. diabete); malattie ematologiche; insufficienza renale; connettivopatie.

Tutti coloro che lavorano accanto a malati (medici, paramedici, segretarie di studi sanitari, impiegati di ospedale); badanti o altre persone che prestino assistenza domiciliare a malati od anziani allettati. In tutti questi casi il SSN (Sevizio Sanitario Nazionale) consente la vaccinazione gratuita. Chiunque però, a pagamento, può vaccinarsi al fine di evitare di ammalarsi di influenza. La protezione vaccinale (ottenuta con virus inattivati, sia interi o subvirionici) offre una protezione annuale perché i caratteri antigenici, indicati dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) presentano annualmente nuovi caratteri. L’immunoterapia con vaccino antinfluenzale diretto verso ceppi epidemici specifici è l’intervento più efficace per la riduzione di morbilità e mortalità. Il vaccino antipneumococcico nei pazienti con ripetuti episodi di polmonite è molto utile mentre nei soggetti anziani affetti da BPCO è ancora controverso.

Che stagione influenzale ci aspetta? Fabrizio Pregliasco, virologo del Dipartimento di Scienze Biomediche degli Studi di Milano, è del parere che sarà di media intensità sulla scorta di quanto si sta concludendo in Australia e Nuova Zelanda. Qui è circolato il virus AH1N1 ma resta il dubbio di una comparsa finale del virus B. La cautela su una stagione più mite è doverosa anche perché molto dipenderà dal tempo.

Quando inizia la protezione del vaccino e per quanto tempo perdura? Inizia circa due settimane dopo la vaccinazione e perdura per diversi mesi (6-8, ma ho qualche dubbio). Premesso che la vaccinazione è un ottimo presidio per i soggetti a rischio va detto che non sono pochi i casi in cui non evita del tutto la malattia pur attenuandone i sintomi e il rischio di complicanze. Quello che non sempre va chiarito è che oltre al virus influenzale previsto ve ne saranno, come sempre, altri più di 200 virus parainfluenzali. Aumentare il nostro sistema immunitario con rimedi naturali (echinacea, propoli, etc) è sempre raccomandabile.

L’Omeopatia e la Fitoterapia nelle virosi, senza sovra infezione batterica, sono per me consigliabili anche perché gli antibiotici sono controindicati.