SPID, MAI PIÚ SENZA

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OBBLIGO DI IDENTITÀ DIGITALE: COSA CAMBIA PER I CITTADINI

Vi sarete accorti che ormai senza SPID non si può fare nulla o quasi, l’identità digitale è divenuta obbligatoria per parlare con la Pubblica Amministrazione dal primo ottobre 2021. Dal pagamento del bollo auto alla richiesta di servizi, fino alla possibilità di esprimere il consenso sulla donazione degli organi. Ma quanti lo conoscono?
Ai dati di ottobre lo SPID è stato rilasciato a 25 milioni di persone, siamo ancora anni luce dunque dal coprire la massa, secondo uno dei massimi esperti di innovazione in Italia, William Nonnis, essendo una nazione anziana, anagraficamente parlando è normale un riscontro poco positivo dall’utenza legato alle procedure di attivazione macchinose.

Il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) è la conservazione anagrafica e personale di quello che noi siamo e facciamo nella nostra vita sia a livello professionale che privato.
É un’identità digitale composta da una coppia di credenziali (username e password), strettamente personali, con le quali è possibile accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti. Uno strumento utilizzabile da qualsiasi dispositivo: computer, tablet e smartphone ogni volta che, su un sito o un’App di servizi trovi il pulsante “Entra con SPID”.
Per ottenerlo hai bisogno di un documento di riconoscimento: carta di identità, passaporto, patente in corso di validità; della tessera sanitaria o del tesserino del codice fiscale; di un indirizzo e-mail e di un cellulare ad uso personale.
Ti devi rivolgere a uno dei gestori di identità accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID). Al momento i gestori d’identità sono 9: Aruba PEC SpA, In.Te.S.A. SpA, InfoCert SpA, Lepida ScpA, Namirial SpA, Poste Italiane SpA, Register SpA, Sielte SpA e TI Trust Technologies Srl. Ogni gestore offre diverse modalità per richiedere e ottenere SPID da scegliere in base alle proprie esigenze. Per l’attivazione esiste sia la modalità gratuita che a pagamento.
Una volta in possesso dell’identità digitale, ogni volta che trovi “entra con SPID” clicchi sul pulsante, si apre una tendina con l’elenco dei gestori, selezioni quello scelto dopodiché basterà inserire le credenziali personali per procedere alla ricerca/o servizio desiderato.

Una novità di poche settimane fa è l’introduzione per le persone meno avvezze all’uso della tecnologia, di una delega che si può dare al figlio o nipote ma necessità porre attenzione. Può risultare pericoloso dare in mano a un terzo i propri dati, risulta importante comprendere quale strumento rappresenti davvero lo SPID e tutte le sue infinite potenzialità.

Uno strumento utile se usato correttamente
Ma i servizi pubblici dei singoli comuni sono pronti ad usare SPID? Si direbbe ancora di no, ad oggi tolti INSP, Regione o Agenzia delle Entrate, nel 60% dei siti istituzionali mancano i servizi correlati. Eppure la pubblica amministrazione prima di erogare l’identità digitale al singolo cittadino dovrebbe dargli un servizio correlato all’identità digitale. Inutile entrare con SPID nel sito del Comune di appartenenza per trovare solo gli orari di apertura allo sportello e prendere un appuntamento, per fare un esempio.
“La transizione digitale che sta trasformando il nostro Paese, ha la necessità di essere prima compresa, e poi assimilata da tutte le maglie del tessuto sociale, perché esiste vero progresso solo se esso è alla reale portata di tutti. Ma siamo sicuri che i nostri anziani, a cui dobbiamo il massimo del rispetto, familiare e comunitario, abbiano le stesse opportunità di lettura e di decifrazione delle innovazioni digitali, che già oggi sono parte integrante della nostra quotidianità, che possono avere i nativi digitali? Per fare in modo che nessuno sia escluso è necessario informare e formare”, il parere dell’esperto che rincuora le persone grandi “non è l’età che fa il problema, è di chi ha creato il meccanismo SPID, lo Stato deve dare dei servizi accessibili a tutti”.
Da considerare come una chiave che apre ogni porta, almeno in Italia, infatti come la Pec è solo nazionale. In Europa non siamo riconosciuti!