Pesticidi, donne in gravidanza e bambini: il nemico nel piatto

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di Alfonso Lustrino

Recentemente sulla rivista Environmental Health Perspectives è stato pubblicato lo studio più completo mai realizzato sull’associazione tra consumo di cibo ed esposizioni ai contaminanti ambientali. Un pool di ricercatori ha infatti misurato la relazione tra dieta e livelli di 33 contaminanti ambientali per donne in gravidanza e per i loro figli. Nella frutta e nella verdura viene evidenziata la presenza di quattro metaboliti dei pesticidi (pesticidi organofosfati OP) misurati nei campioni di urina sia per le donne in gravidanza che per i bambini. E in questo caso, ha sottolineato lo studio, chi mangia più di due porzioni di frutta “convenzionale” ogni giorno ha livelli più alti di metaboliti nelle urine. Donne in gravidanza e bambini dovrebbero dunque ignorare quanto da sempre ripetono diverse generazioni di nutrizionisti, cioè mangiare più frutta e verdura?
Certamente no, ma possono evitare di fare incetta di sostanze particolarmente pericolose per la loro salute mangiando alimenti biologici, quindi privi di qualsiasi sostanza tossica. A dirlo, ancora una volta, i risultati dello studio: i bambini monitorati che mangiavano alimenti biologici più di una volta alla settimana, infatti, hanno mostrato i livelli più bassi di metaboliti OP (quelli derivanti dai pesticidi organofosfati) e il contenuto minore di ftalato nelle urine, rispetto a quelli che non mangiavano alimenti biologici.
Lo studio è stato condotto nell’ambito del progetto Human Early Life Exposome, uno studio multidisciplinare che comprendeva 1.000 donne in gravidanza e che ha seguito i loro bambini fino all’età di 6-10 anni in Francia, Grecia, Lituania, Norvegia, Spagna e Regno Unito.
I fitofarmaci usati nell’agricoltura intensiva ogni giorno avvelenano i nostri piatti.
Bisogna rendersi conto una volta per tutte che i pesticidi sono intorno a noi e dentro di noi, nel sangue delle donne in gravidanza, ma anche nel miele, sui ghiacciai e nello sterco degli orsi.
Il problema interessa tutto il nostro Paese, da Nord a Sud e riguarda tutti: consumatori, produttori e istituzioni. Purtroppo, pur essendo i pesticidi consentiti dalla legge, non viene calcolato l’effetto del mix di questi prodotti sulla salute delle persone.
Ma cosa possiamo fare?
Prima ancora che il governo riesca a fare di più, è importante che i consumatori abbiano percezione del proprio potere decisionale.
Prima di rimuovere gli ostacoli politici, sia nazionali sia a livello europeo possiamo partire da noi stessi, prendendo consapevolezza del fatto che ogni volta che scegliamo qualcosa al supermercato è come se votassimo.
Decidiamo noi cosa il mercato offrirà domani. Scegliendo prodotti biologici si decide da che parte stare: a favore della salute e contro ogni sostanza tossica negli alimenti; a favore dell’ambiente e contro l’inquinamento di terra, acqua e aria; a favore della Vita e contro chi della Vita se ne frega.