IL CASO DELLA COLLINA FLEMING, CURAA: «PAESAGGIO DETURPATO, TRASPARENZA NEGATA, NUOVE ISOLE DI CALORE CRESCONO”
ROMA – «Abusi, abbattimenti e progetti che non tutelano la flora e la fauna stanno devastando il paesaggio della Collina Fleming». È la denuncia dell’associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e Abitanti – insieme a residenti e cittadini, che ha diffidato il Dipartimento Tutela Ambientale e il Municipio XV.
Ieri, in via Alessandro Fleming, sono stati abbattuti altri tre esemplari di Pinus pinea, nonostante le segnalazioni presentate dai residenti e da CURAA e le rassicurazioni ricevute sul fatto che «non si sarebbero abbattuti alberi a luglio» dal Presidente del Municipio XV (è divieto fino al 31 Agosto). L’associazione contesta l’assenza, a suo avviso, dei necessari presupposti di urgenza per derogare alle norme di tutela. «L’abbattimento di alberi di tale pregio è consentito soltanto in casi eccezionali e documentati -dichiara Jacopa Stinchelli, storica dell’arte e presidente di CURAA- Quanto accaduto in via Fleming è inquietante: il verde che caratterizza la Collina sta scomparendo e ormai si deve parlare più di assenze arboree che di essenze arboree».
«Sulla collina che porta il nome del biologo Alexander Fleming – prosegue Stinchelli – un tempo vivevano personalità del grande Cinema come Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni e Monica Vitti. Oggi manca una vera cultura del paesaggio e chi ne chiede il rispetto viene percepito come un ostacolo. I tre pini appartenenti ad un filare già pesantemente deturpato dalle motoseghe potevano essere risparmiati almeno in periodo di nidificazione, nulla certificava un imminente pericolo per la sicurezza pubblica».
CURAA richiama ora l’attenzione sul progetto di riqualificazione di Piazza Monteleone di Spoleto, dove gli ultimi quattro pini adulti di Pinus pinea sani e rigogliosi sono stati danneggiati dalle ruspe senza le distanze di rispetto delle radici previste dal Regolamento del Verde Capitolino e che vorrebbero abbattere senza trasparenza e documentazione delle relazioni arboree.

«La normativa impone di tutelare gli alberi esistenti e il loro apparato radicale – sottolinea Stinchelli – Questi pini garantiscono da decenni ombra, qualità dell’aria e mitigazione delle temperature. Danneggiarli con gli scavi per poi abbatterli sarebbe un danno enorme per la collettività. L’importanza di questi pini impone una “variante di progetto” che li salvaguardi nel rifacimento della piazza. Perché tengono nascoste le relazioni? Perché in tutta Roma si continua ad abbattere senza tregua? Mente gli inadeguati rimpiazzi muoiono stecchiti?».
«La perdita arborea aggrava ulteriormente il surriscaldamento dell’asfalto e la trasformazione del territorio in una successione di isole di calore, con conseguenze sempre più pesanti per la salute pubblica. Per questo abbiamo diffidato il Dipartimento Tutela Ambientale e il Municipio XV. Gli alberi adulti sono tra i nostri più importanti alleati nella crisi climatica: mentre a Roma si continua ad abbattere e ad asfaltare, a Parigi piantano ovunque alberi e pini».
Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e Abitanti
soci.curaa@libero.it; IG @voxarborum; FB Jacopa Stinchelli

































































