Gli amici degli Aristogatti

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Fonte: Rapporto LEAL sul maltrattamento degli animali in Italia

a cura di Barbara e Cristina Civinini*

E’ ONLINE IL DOSSIER LEAL SUI MALTRATTAMENTI
La sperimentazione su animali – come sosteneva George Bernard Shaw – è un male sociale perché anche se comportasse un avanzamento del sapere umano, lo otterrebbe a spese dell’umanità delle persone.

Fonte: Rapporto LEAL sul maltrattamento degli animali in Italia

Proprio per questo la Lega Antivivisezionista (LEAL) da oltre 40 anni si batte in loro difesa. L’associazione – completamente apolitica – ha iniziato la sua attività con borse di studio per i ricercatori che non usassero il modello animale, portando avanti il tema dei metodi sostitutivi insieme alla lotta contro lo sfruttamento del popolo abusato. Quello che fa la differenza, dicono in associazione, è proprio la gente. Dunque, l’informazione, in questa partita, riveste un ruolo molto importante, e la LEAL, come ogni anno, ha pubblicato online il suo Dossier sui maltrattamenti, più di mille pagine. Il Rapporto dopo l’introduzione firmata dal presidente e dai suoi vice, riporta la normativa di riferimento, e un’accurata analisi statistica dei maltrattamenti, seguita da una vasta casistica.

Fonte: Rapporto LEAL sul maltrattamento degli animali in Ital

Il 18% degli animalicidi e maltrattamenti è dovuto a sevizie e percosse, il 14% ad avvelenamento e impiego di prodotti chimici, il 31% a incuria e abbandono, il 17% a sfruttamento e il 3% a omissione di soccorso. Non possiamo considerare un animale alla stregua di uno dei tanti oggetti che riempiono le nostre case: non possiamo gettarlo, o romperlo a nostro piacere. E non continuiamo a dire che a essere tutelato è il nostro “sentimento per gli animali” – spiega l’avvocato David Zanforlini, che da anni combatte questa battaglia – perché i diretti titolari della tutela devono essere loro. Solo quando riconosceremo loro il diritto al rispetto, alla vita e alla giustizia potremo pensare di essere vicini alla liberazione animale.

Fonte: Rapporto LEAL sul maltrattamento degli animali in Italia

Purtroppo, questo libro degli orrori cita solo una piccola parte degli abusi, lasciando fuori non solo gli infiniti casi che avvengono senza denunce o testimoni, ma soprattutto quelli riguardanti gli animali da reddito.

KEDI, I GATTI DI ISTANBUL AL CINEMA
Dopo l’anteprima al cinema Farnese, nel cuore di Roma, il film, probabilmente, sarà in programmazione soltanto nei giorni 22 e 23 maggio. Arriva anche in Italia il film firmato della giovane Ceyda Torun dedicato ai gatti di Istanbul – la splendida e fascinosa Costantinopoli, conosciuta anche come la Seconda Roma, conquistata dagli ottomani nel 1453 – dove la regista è rimasta fino all’età di 11 anni.

Kedi – in lingua turca gatto – racconta la storia di sette degli innumerevoli piccoli felini che popolano l’antica megalopoli, con oltre 15 milioni di abitanti, affacciata sul Bosforo, lo stretto che divide l’Europa dall’Asia e unisce il Mar Nero al Mar di Marmara.

Fonte: Wanted

I mussulmani amano questi animali perché la leggenda vuole che il profeta Maometto sia stato salvato dal serpente proprio dalla sua gatta soriana, Muezza. I protagonisti, dunque, sono Sari, Bengu, Psikopat, Deniz, Aslan Parcasi, Duman e Gamin, ognuno con le proprie abitudini e la sua personalità. Sono cresciuta a Istanbul e credo che la mia infanzia sia stata infinitamente meno solitaria di quanto sarebbe stata se non ci fossero i gatti, e senza di loro non sarei la persona che sono oggi, ha detto la Ceyda.

Fonte: Wanted

Sono i miei amici, i miei confidenti, e mi è mancata la loro presenza nelle altre città in cui ho vissuto. Questo film, prosegue, è una lettera d’amore a quei gatti e alla città, ed entrambi stanno cambiando in modo imprevedibile. La pellicola, che negli States ha incassato quasi 3 milioni di dollari, è distribuita dalla Wanted.
Il video: https://youtu.be/I6DKmXrC7YE

PRESTO IL PRIMO RIFUGIO PER I DELFINI NEI MARI ITALIANI
In cantiere da diversi anni, entra in fase operativa il progetto della Lega Antivivisezione (LAV) per dare un rifugio ai delfini nel Mediterraneo. Il progetto è stato portato avanti da un pool di esperti con il sostegno della Fondazione Brigitte Bardot, che lo cofinanzia.

L’ingresso della 32a conferenza della Società europea per i cetacei – Fonte: LAV

In Europa ci sono più di 300 delfini tursiopi in cattività e nel nostro Pese, tutti quelli che si trovano negli acquari, appartengono a questa specie. Non è raro assistere a degli spiaggiamenti. In Italia fra il 2012 e il 2015 ce ne sono stati ben 528. Anche sulla nostra costa pyrgense, a Santa Marinella, lo scorso gennaio, sono stati trovati due piccoli delfini morti. Dopo lo studio preliminare di fattibilità portato avanti con Marevivo e il Tethys Institute, adesso si è passati alla ricerca di un sito idoneo, e la posizione geografica dei nostri mari è davvero ideale per poterlo realizzare. Quando questi mammiferi marini – percepiti come animali carismatici, con relazioni sociali e familiari intense – si spiaggiano, oppure sono sequestrati dalle autorità, o devono abbandonare il delfinario perché dismesso, è impossibile trovargli un alloggio temporaneo o permanente in un ambiente vicino alle loro esigenze etologiche naturali.

Locandina della 32a conferenza – Fonte: Centro Europe Direct provincia della Spezia

Il futuro rifugio, dunque, potrà accogliere, in un’area semi confinata a mare, i delfini che hanno bisogno di ospitalità, prima del ritorno in mare aperto. Il mese scorso alla Spezia, con il contributo dell’Autorità Portuale, si è svolta la 32a conferenza della Società europea per i cetacei, dove si sono confrontati quasi 600 scienziati. La Società promuove la tutela dei mammiferi marini dal 1987.

 

 

* ENPA Santa Marinella

Colonia felina del castello di Santa Severa
https://gliaristogatti.wordpress.com/
FB Gli Aristogatti di Santa Severa
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