Si arricchisce il patrimonio culturale di Cerveteri

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L’artista internazionale Gisella Meo ha donato alla città l’opera “La memoria e il futuro”di Giovanni Zucconi

Da sabato scorso, il patrimonio culturale di Cerveteri, quello su cui si basa la nostra Identità, può vantare un’opera d’arte in più. E’ quella donata dall’artista internazionale Gisella Meo, e che era stata precedentemente esposta nella mostra che si intitolava “La memoria e il futuro: Euphronios-Gisella Meo, immagine riflessa in un labirinto di trame”. Vi ricordiamo che le opere di Gisella Meo sono state esposte nelle Biennali di Venezia e di San Paolo del Brasile, al MoMA di New York e al Paul Getty Museum di Los Angeles, tanto per fare alcuni esempi. Vi ricordiamo anche che Gisella Meo ha un legame profondo con la nostra città. Nel 1984 e nel 1986 ha realizzato nella nostre aree archeologiche due importanti installazioni. Nella seconda, realizzata all’interno della Necropoli della Banditaccia, furono coinvolti 50 bambini delle scuole di Cerveteri, e un certo numero di nostri concittadini chiamati a “vivere”, letteralmente, l’evento artistico. Usiamo le parole dell’artista per descrivere quell’installazione: “Li ho messi in tondo intorno al tumulo, a braccia aperte, in modo da formare un anello umano. Ho poi lavorato una maglia intorno alle loro mani. Con questa ho imbrigliato l’intera tomba, tirando le corde elastiche dall’alto del tumulo, come se fossero delle redini di un antico carro, di una biga”. Di questa suggestiva installazione, di cui esistono ormai solo le foto, abbiamo trovato un testimone diretto, un Cerveterano, Raniero Anselmi, che ci ha raccontato la sua esperienza in una piccola intervista. Prima di farvi leggere le interviste a Lorenzo Croci, Assessore alla Promozione e allo Sviluppo Sostenibile del Territorio, che ha organizzato la mostra che ha fatto da premessa al prestigioso dono della Meo a Cerveteri, e a Raniero Anselmi, vi vogliamo riproporre la descrizione dell’opera d’arte donata, con le parole dell’artista che l’ha realizzata: “Ho inizialmente fotografato il Cratere di Eufronio e ho ingrandito questa riproduzione fino a farla diventare di un metro e dieci centimetri. Poi l’ho posta in un tondo, e ho aggiunto una parte specchiante, in modo che il vaso si rifletta sullo specchio. Ho poi imbrigliato il tutto in un modulo di plastica trasparente, una maglia molto leggera. Simbolicamente, in segno di protezione del reperto antico.

Signor Anselmi, come si è ritrovato ad essere un protagonista di quell’importante installazione del 1986, realizzata da Gisella Meo all’interno della Necropoli della Banditaccia?

“Fui contattato dal Comune di Cerveteri. Gisella Meo cercava qualcuno che disponesse di una piattaforma mobile per fare riprese dall’alto. Io, per lavoro, ne avevo una. E così mi sono presentato.”

Però poi ha partecipato anche all’installazione. Lo possiamo vedere immortalato, nelle foto dell’epoca, sopra il tumulo

“Si, abbiamo dato tutti una mano. Ma non ricordo molti particolari di quei momenti. Sono passati ormai 32 anni.”

Era cosciente di partecipare a un importante evento artistico?

“No. In quel momento non mi rendevo bene conto che stavamo realizzando un’opera d’arte. Solo in seguito mi sono reso conto dell’importanza del momento, e di che cosa volesse esprimere l’artista.”

Che effetto le ha fatto ritrovare Gisella Meo dopo tutti questi anni?

“Mi ha fatto un enorme piacere. E credo anche a lei. Io pensavo ce fosse ormai una cosa passata e chiusa. Invece quando ho visto le foto su L’Ortica, mi sono molto emozionato. Quando ci siamo rivisti, eravamo veramente emozionati tutti e due. Siamo tutte e due contenti di esserci ritrovati dopo tutto questo tempo, e ci siamo promessi di rivederci molto più spesso. Prima era solo una conoscenza. Adesso sono sicuro che sarà una bella amicizia. Gisella Meo è una donna veramente eccezionale.”

Passiamo a lei, Assessore Lorenzo Croci. Come ha conosciuto Gisella Meo, e come è riuscita a farla esporre a Cerveteri?

“Io ho conosciuto Gisella Meo proprio a Sala Ruspoli, circa due anni fa. In quell’occasione c’era la mostra di un artista importante, e Gisella mi raccontò la storia del suo rapporto con Cerveteri e delle due sue installazione alla Necropoli. Mi innamorai subito di questa storia, che non conoscevo minimamente. In questi due anni abbiamo ragionato spesso come celebrare i 30 e passa anni da quella installazione. Alla fine, dopo diversi progetti, abbiamo deciso di fare una mostra, ed esporre una sua opera dedicata proprio a Cerveteri.”

Gisella Meo ha poi deciso di donare questa opera al Comune di Cerveteri

“Si. Le sono molto grato per questo. Questo suo gesto è il segno indelebile della grandezza della donna e dell’artista Gisella Meo. Ogni volta che ho avuto la fortuna di incontrare grandi artisti, ho sempre avuto a che fare con uomini e donne estremamente generosi. Per noi è una grandissima soddisfazione poter arricchire il patrimonio culturale della nostra città con una nuova opera d’arte. Un opera che parla della nostra Storia, ma con uno sguardo verso il futuro. Un futuro fatto di tutela e di protezione del nostro immenso patrimonio storico e culturale.”

Dove pensate di esporre l’opera che ci ha donato?

“Non abbiamo ancora deciso. Le ipotesi sono tre. O a Case Grifoni, o in qualche sala del Granarone o, più probabilmente, nello studio del Sindaco. Ma faremo scegliere a Gisella Meo.”