Gli amici degli Aristogatti

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a cura di Barbara e Cristina Civinini*

 

Fonte: Dossier LAV (grafico e tabella) Colonie feline e sterilizzazioni

ARRIVA IL NUOVO RAPPORTO LAV SUL RANDAGISMO
A distanza di 10 anni dall’ultimo Rapporto nazionale sul randagismo pubblicato dal ministero della Salute, è ancora emergenza. A fare il punto della situazione con un dossier dettagliato questa volta è la LAV. Un fenomeno complesso da monitorare – sostiene l’associazione – a causa della difficoltà di trovare dati ufficiali aggiornati e omogenei, e che si dimostra in apparente flessione, ma ancora troppo diffuso. “Una carenza informativa grave: senza queste informazioni non è possibile fare un’analisi e mettere in atto politiche e strategie efficaci per contrastare un fenomeno che causa gravissime sofferenze agli animali e rappresenta un ingente costo per la collettività”, spiega Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali Familiari.

Fonte: Dossier LAV (grafico e tabella) Colonie feline e sterilizzazioni

Il numero dei cani randagi oscillerebbe tra 500 e 700 mila, secondo l’ultima stima diffusa dal Ministero della Salute nel 2012. L’ultimo dato ufficiale sul numero presunto di gatti liberi risale ancora al 2006, quando sarebbero stati ben 2.604.379. Secondo il dossier i gattili sarebbero 122, concentrati nel nord Italia, mentre al Sud si rileva una scarsa attenzione per le colonie feline e per la sterilizzazione dei gatti (v.tab.). L’aspetto più interessante che emerge dall’analisi della LAV è la stima dei costi delle strutture di assistenza (v.tab.). Un cane in un canile costa mediamente 1.277,50 euro l’anno, che salgono a 8.942,5 se consideriamo che il tempo medio di permanenza, in assenza di adozione, è di 7 anni. Se moltiplichiamo questa stima per le presenze nei canili del 2016 si raggiungono cifre davvero esorbitanti, a carico della collettività.

Il primo prototipo della cuccia cucciolotta – Fonte: ENPA Santa Marinella

Fonte: Dossier LAV
AL CASTELLO ARRIVANO LE CUCCE CICCIOLOTTE
L’ENPA nazionale ha donato otto cucce cucciolotte alla colonia felina del castello di Santa Severa. Le cucce rientrano nel progetto di solidarietà che la Pizzardi Editore porta avanti da oltre 10 anni insieme all’Ente Nazionale Protezione Animali, che ha permesso di accudire e soccorrere gli oltre 25 mila animali che ogni anno approdano ai rifugi. Il progetto di quest’anno consentirà di consegnare 5 mila cucce cucciolotte nelle oasi e nei rifugi che ne hanno fatto richiesta.

Una delle nuove cucce donate dall’ENPA – Fonte: ENPA Santa Marinella

La sezione di Santa Marinella si farà carico delle porte e dei materassini che è possibile avere solo su ordinazione. Insomma, gli amici degli Aristogatti dovranno fare ancora un piccolo sforzo per assicurare un inverno più confortevole ai molti gatti che popolano l’antico plesso portuale di Pyrgi. I volontari si augurano che almeno questa volta le cucce rimangano al loro posto e non siano portate via, com’è già successo in passato, da cittadini privi di senso civico. Rubare ai randagi, dice il presidente, è veramente un fatto grave e inaccettabile.

Logo ISPRA – Fonte: Sito ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

FERMATE LA CACCIA

Le associazioni ambientaliste e lo stesso ISPRA chiedono dei provvedimenti cautelativi per la prossima stagione venatoria. Già due anni fa l’UE aveva aperto una procedura nei confronti del nostro Paese per aver violato la Direttiva Habitat. Il fuoco in questa estate roventissima ha divorato il nostro paese, i suoi boschi e gli animali che lipopolavano. Sono 11 le Regioni più colpite dagli incendi e dalla siccità che hanno chiesto lo stato di calamitànaturale, compreso il Lazio. Finora sono andati a fuoco 117.579 ettari di boschi, a fronte dei 38.310 ettarimedi coinvolti ogni anno tra il 2008 e il 2016. Dunque, per la fauna selvatica si tratta di una vera e propria emergenza e per di più alla vigilia dell’apertura della caccia. 650 mila “baionette” stanno per arrivare nelle nostre campagne. Le vittime ordinarie sono calcolate in 100 milioni di prede.  Il bracconaggio da solo ogni anno stermina 6 milioni di uccelli. A fronte della grave situazione del nostro territorio, ENPA, LAV, LIPU e LNDC hanno chiesto al Governo di cancellare la stagione venatoria. Siamo nel pieno di un vero e proprio disastro ambientale – sostengono le associazioni – che mette a rischio gli equilibri ecologici della fauna e dell’ambiente, con gravi ripercussioni anche sulla nostra vita quotidiana. Per questo motivo, proseguono, è necessario attivare un vero e proprio “piano Marshall” per l’ambiente e la fauna selvatica, una serie d’interventi straordinari che consentano di uscire da questa gravissima fase. Lo stesso ISPRA, l’istituto di ricerca del Ministero dell’Ambiente, in una nota inviata a tutte le Regioni sostiene che ”in occasione della prossima apertura della stagione venatoria, vadano assunti provvedimenti cautelativi atti a evitare che popolazioni in condizioni di particolare vulnerabilità possano subire danni”. Fra l’altro, già due anni fa la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea avviò un’indagine nei confronti del nostro Paese per violazione della “Direttiva Habitat” (92/43/CEE). Per sollecitare una risposta positiva delle istituzioni, l’ENPA ha lanciato attraverso la propria pagina Facebook, un ‘mail bombing’ per chiedere di bloccare sia l’imminente preapertura della caccia che l’intera stagione venatoria.
DIDE
Bracconaggio in Sardegna (foto L.Sarzi) – Fonte: LIPU
Logo ISPRA – Fonte: Sito ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

* ENPA Santa Marinella
Colonia felina del castello di Santa Severa
https://gliaristogatti.wordpress.com/
FB Gli Aristogatti di Santa Severa
santamarinella@enpa.org