CLAUDIO GENTILE: TRA CAMPO E PANCHINA

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Claudio Gentile

Campione del calcio italiano e ottimo allenatore, il suo nome è finito inspiegabilmente nel dimenticatoio

di Christian Scala

Nato a Tripoli in Libia nel 1952, la sua carriera è legata ai successi con la Juventus e al titolo mondiale del 1982 con la Nazionale Italiana dove durante la partita contro l’Argentina fu protagonista di una storica marcatura a uomo su Diego Armando Maradona, mente la sua carriera di allenatore è legata al titolo europeo vinto con la nazionale Under 21, ma dopo senza un motivo il mondo del calcio sembra essersi dimenticato di lui.

Tra campo e panchina

Claudio Gentile iniziò a giocare a calcio durante la sua infanzia libica, proseguendo nell’attività quando lui e la sua famiglia si trasferirono in Italia, nel 1972 venne acquistato dalla Juventus che lo prelevò dal Varese, furono gli anni migliori della carriera per “Gheddafi” cosi come lo soprannominavano i tifosi, nomignolo che al giocatore non è mai piaciuto a causa degli eventi e azioni del colonnello libico che portarono ad abbandonare il paese tanti italiani. Con il club di Torino Gentile vinse tutto ciò che era possibile, mancando solamente la Coppa dei campioni nel 1983, persa contro l’Amburgo a causa della rete di Felix Magath, con la nazionale fu protagonista ai Mondiali del 1978, dove l’Italia arrivò quarta contando in formazione nove giocatori su undici della Juventus e dove il giocatore fu eletto tra i migliori del torneo, mentre quattro anni dopo fu tra i protagonisti del trionfo. Dopo aver speso gli ultimi anni di carriera a Piacenza, Gentile cercò di iniziare la carriera di allenatore, la grande occasione arrivò nel 2000 quando fu nominato allenatore dell’Italia Under 21, furono anni dove potendo contare sul talento di future stelle come Alberto Gilardino, Antonio Cassano e Andrea Pirlo e tanti altri, la sua formazione arrivò terza agli Europei di categoria, vincendoli nel 2004, anno anche del bronzo alle Olimpiadi di Atene.

Dimenticato dal calcio

Nel 2006 dopo gli Europei Under 21, il nome di Gentile venne accostato alla nazionale maggiore che di li a poco doveva disputare i Mondiali in Germania, visto che molti chiedevano le dimissioni di Marcello Lippi a causa del coinvolgimento del figlio nello scandalo denominato ”Calciopoli”, la situazione rientrò e il tecnico di Viareggio guidò l’Italia alla vittoria finale. Per Claudio Gentile smaltita la delusione, sembrava questione di tempo prima che il suo nome fosse accostato a panchine prestigiose, ma inspiegabilmente il suo nome cadde nel dimenticato, nel 2008 si parlò di un suo arrivo a Frosinone in B, mentre nel 2012 fu accostato alla panchina della Libia, in entrambi i casi non si fece nulla, ma perché Gentile si trova in questa situazione?. Lo stesso ex campione in varie interviste ha dichiarato che il calcio lo ha dimenticato perché durante gli anni in panchina alla guida della nazionale, non accettò nessun tipo di pressioni sui calciatori da convocare, andando contro le raccomandazioni, in particolar modo di chi ci guadagna maggiormente dal rialzo di valore dei giocatori, i procuratori. Questo è il principale motivo, un vero peccato e un paradosso tutto all’italiana, mentre altre nazioni glorificano gli ex campioni, l’Italia li dimentica troppo velocemente

Claudio Gentile: In attesa

Gentile nonostante da anni non venga più chiamato, coltiva sempre il sogno che prima o poi qualche club si ricordi di lui e lo contatti per averlo come guida tecnica, sarebbe un giusto premio per una persona, prima che allenatore, colta e garbata, una rarità nel nostro calcio e nello sport italiano.