Alessandro Gnazi: “Chi si autonomina nel Pd è la nostra ultima preoccupazione”

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di Giovanni Zucconi

Nel Circolo del Partito Democratico di Cerveteri continuano gli scontri, a suon di regolamento e di statuto, che hanno avuto, fino a questo momento, il solo risultato di spaccare sempre di più il partito e di creare confusione ed imbarazzo tra i simpatizzanti e gli iscritti.

Solo una settimana fa, all’interno del Circolo è stata autoconvocata una riunione dove, nel pieno rispetto dello statuto e dei regolamenti, come è stato dichiarato dagli organizzatori della votazione, è stato eletto un nuovo coordinatore del Circolo, Maurizio Falconi, due vice-coordinatori, Ilario Filottrani e Pietro Zaccagnino e un nuovo Presidente, Sergio Marini. La legittimità di queste nomine è stata smentita, il giorno dopo, dal delegato provinciale Marco Catalini, che ha affermato: “…Soltanto al termine di un percorso congressuale, …, verrà eletto un legittimo direttivo politico ed un coordinatore di circolo.”. Ieri abbiamo poi avuto la successiva replica di Maurizio Falconi che, appellandosi allo statuto, ha confermato la legittimità della sua nomina, e dell’iniziativa politica che l’ha prodotta. Per completezza di informazione abbiamo chiesto ad Alessandro Gnazi, che a questo punto non sappiamo più se definire l’ultimo o il penultimo coordinatore del Circolo del PD di Cerveteri, una sua dichiarazione su queste nomine così contestate.Questa è stata la sua risposta:

“Guardi, in queste settimane, io ed altri, siamo impegnati a spiegare la riforma costituzionale ai cittadini, organizzando banchetti ed iniziative. E, se mi permette, colgo l’occasione di annunciare che il Comitato Futuro Democratico per il SI ha contributo in maniera sostanziale ad organizzare un’importante iniziativa che si terrà domenica prossima, e che vedrà la partecipazione di diversi Deputati e Consiglieri Regionali. Ma credo che questi appuntamenti siano l’ultima preoccupazione di chi si dedica esclusivamente alle assurde pantomime a cui stiamo assistendo. Comunque né a me, né agli elettori del PD, interessa chi si auto convoca e chi si auto nomina. Quanto alle questioni regolamentari, condivido la linea del delegato provinciale Marco Catalini. In ogni caso il comportamento fuori controllo di alcuni non è un mio problema, ma del partito a livello superiore e penso che sarà risolto dopo il Referendum del 4 dicembre. Comunque voglio ribadire che il mio sforzo è concentrato altrove. Certamente però ritengo sia grave che un gruppetto di persone molto navigate non colga l’importanza di questo appuntamento referendario.”