I Vigili del fuoco di Cerveteri e Ladispoli danno l’allarme

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Un territorio immensamente vasto, che include Cerveteri, Ladispoli, Santa Severa, Aranova e Focene, con quasi 200mila abitanti di cui gestire la sicurezza, a fronte di un sotto-dimensionamento di uomini e mezzi che non lascia spazio a dubbi: “nel 2016, il dispositivo di soccorso dell’hinterland di Roma non può essere questo”, lancia l’allarme Riccardo Ciofi, segretario regionale di CISL-FNS (Federazione nazionale Sicurezza). “Ogni distaccamento dei Vigili del Fuoco – aggiunge – deve disporre di almeno un mezzo di appoggio”. Mezzo che allo stato attuale in caso critico attualmente deve giungere da Roma.

“Non nascondiamoci. E’ una situazione pericolosa e imprevedibile quella in cui ci siamo scoperti in questi giorni di allerta ad ampio raggio – fa notare Fargnoli Consigliere Comunale a Ladispoli e Caposquadra VVF – a seguito del tornado che ha colpito Ladispoli. A disposizione abbiamo soltanto un APS (cioè un’auto-pompa-serbatoio, ossia il classico camion dei pompieri) predisposto per un primo e rapido intervento – spiega Fargnoli – mentre abbiamo disperato bisogno di un’autoscala,  nel caso di situazioni difficili che richiedano manovre di soccorso particolari, in luoghi elevati oltre i 10 metri. In realtà però l’allarme di Ciofi e Fargnoli è strutturale, in quanto non sembra necessario che debba verificarsi un devastante ciclone, come nei giorni scorsi,  per stressare il distaccamento VVF locale al limite delle sue possibilità; “è più che sufficiente che due distinte operazioni di soccorso  si presentino allo stesso tempo in luoghi diversi – aggiunge il Consigliere  Fargnoli – e ci troviamo di fatto in stato di emergenza, in quanto alle forze in campo.” Se quindi a Ladispoli e nello stesso tempo a Focene si richiede l’intervento degli uomini della 26-A “noi siamo obbligati a chiedere rinforzi a Roma – osserva ancora Gabriele Fargnoli – a tutto scapito della rapidità del soccorso che prestiamo. L’area di competenza della nostra base di Cerenova è talmente grande da rendere proibitivo il quadro tattico, e oltre a ciò è la densità abitativa del territorio in questione ad imporci di sollevare questo problema in sede ministeriale.” E non è tutto. anche un incendio ad un piano alto di un palazzo  si presenta complesso e pericoloso. “La mancanza di un’autoscala – indica il Consigliere – può rivelarsi fatale nel caso in cui si renda impellente il salvataggio di chi abita ad un attico, e comunque fuori della portata di un mezzo operativo standard. La richiesta di  una autoscala è vitale per i cittadini e per la qualità del nostro lavoro. Ci stiamo impegnando ad ogni livello per ufficializzare la nostra istanza e chiediamo il consenso e il sostegno dei residenti e degli amministratori locali”.   Tecnicamente, quello di Cerenova è denominatoDistaccamento monopartenza, ossia una base operativa che risponde alla richiesta di intervento, ma che poi dipende – in caso di complicazione – o di più esigenze in contemporanea da appoggi esterni.  “Uno stato di cose – concludono Ciofi e Fargnoli – che data la quantità di residenti per ampiezza di territorio è ormai ingestibile”.

Gabriele Fargnoli    Consigliere Conunale indipendente Ladispoli

Riccardo Ciofi Segr. Regionale CISL F.N.S. (Federazione Nazionale Sicurezza)