Dai lavori del ponticello, allo smottamento della parete tufacea. L’iter va a rilento tra colpi di ordinanze.
I lavori al ponticello si spera partano presto anche per evitare il più possibile il doppio sbarramento che rischia di paralizzare più di quanto non lo sia già Ceri e il suo celebre borgo storico. La viabilità dell’area è finita nuovamente sotto accusa dopo l’ennesimo attacco politico, in questo caso dei consiglieri comunali di opposizione, Luigino Bucchi e Luca Piergentili, che con un sopralluogo hanno denunciato ritardi, disagi per gli automobilisti e un’incertezza strutturale che dura ormai da troppi anni.

Al centro delle proteste c’è in primis la situazione del ponticello di via di Ceri, un’infrastruttura fondamentale il cui consolidamento si trascina da oltre un decennio fra rinvii e contestazioni dei residenti.
Sulla vicenda i due esponenti della minoranza denunciano una singolare sforbiciata ai fondi: «Le risorse previste sono passate progressivamente dai circa 700mila euro del 2024 ai 500mila stabiliti per il 2025, fino a scendere agli attuali 400mila euro, mentre l’inizio dei lavori è slittato al 2027. È un paradosso».
A rispondere il Pd chiarendo come i geologi abbiano terminato gli interventi sul campo propedeutici alla realizzazione dell’opera. Conclusa questa fase, l’attenzione si sposta ora sui prossimi passaggi. In particolare, sarebbe necessaria la modifica del Piano Triennale delle Opere Pubbliche, propedeutica al successivo affidamento dei lavori.
La vera emergenza riguarda però il completo isolamento che si potrebbe a creare quando aprirà il cantiere del ponte. Dal 3 ottobre 2024 ci sono ancora le transenne. È il giorno dello smottamento della rupe tufacea in via di Ceri. Da quasi due anni l’arteria è ancora sbarrata e non si sa quando e se tornerà ad essere attiva.
«Forse i cittadini – ironizzano Bucchi e Piergentili – potrebbero utilizzare deltaplani, elicotteri e mongolfiere. C’è poco da scherzare però. Il dissesto interessa una proprietà privata, mentre la strada è comunale. Una situazione per la quale non si è ancora arrivati a una soluzione e sono trascorsi due anni. Abbiamo avanzato una richiesta di accesso agli atti scoprendo che al momento non è stato fatto ancora nulla da parte dell’amministrazione».
L’unica mossa della giunta Gubetti è quella di aver firmato un’ordinanza la scorsa primavera con un ultimatum indirizzato alla proprietà del terreno sovrastante via di Ceri. Privati che avrebbero dovuto mettere in sicurezza l’area al fine di scongiurare nuovi e potenziali crolli della rupe. L’intervento però si preannuncia economicamente straordinario. «Ci sono delle novità – risponde la sindaca Elena Gubetti – e cioè che il proprietario che deve mettere in sicurezza il costone ha inviato una relazione e ora abbiamo predisposto un’altra ordinanza affinché si proceda, fermo restando che dovrà, nel progetto, rispettare anche il nulla osta autorizzativo della Sovrintendenza: è un iter complesso. È chiaro che il privato dovrà procedere, se non lo farà ci attiveremo noi in suo danno».































































