“Sedici anni di galera sono pochi”

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L’amarezza dei genitori di Chiara Insidioso dopo la condanna definitiva per Maurizio Falcioni

di Patrizia Bettinelli

Il 16 dicembre la Corte di Cassazione di Roma ha emesso la sentenza definitiva per Maurizio Falcioni, l’uomo che il 3 febbraio 2014 ha ridotto in fin di vita Chiara Insidioso, massacrandola di botte. Maurizio Falcioni dovrà scontare 16 anni di carcere dopo di che sarà libero di ritornare alla sua vita: sarà un uomo libero! Aveva avuto uno sconto di pena in primo grado  di dieci anni, da trenta a venti, accettando il rito abbreviato. Quindi uno sconto di pena in secondo grado, di quattro anni, da venti a sedici e  aveva chiesto una revisione della sentenza alla cassazione nella speranza di avere un ulteriore riduzione di pena,  mentre Chiara resterà per tutta la vita prigioniera del suo corpo costretto su una carrozzella, ridotta ad uno stato di disabilità permanente. Chiara che ama gli animali, non potrà più portare a correre sui prati la sua Molly. Chiara che ama la Lazio, non potrà più esultare di gioia, saltando ed urlando allo stadio. Chiara non potrà più abbracciare un ragazzo che la ama. Non potrà più avere la vita che tutte le ragazze di vent’anni sognano. Guardando Chiara oggi, di lei riconosco solo il bellissimo sorriso, lo stesso sorriso della ragazzina quattordicenne che ogni giorno entrava nella classe  e restava seduta nel suo banco. Una ragazza tranquilla e timida. Sì perché Chiara sorride ancora nonostante tutto e la mia speranza è che lei non abbia alcun ricordo di quel giorno terribile in cui un uomo che diceva di amarla ha infierito bestialmente su di lei, martoriando il suo corpo,distruggendo per sempre il suo desiderio d’amare,di vivere! A Chiara non è stata concessa nessuna riduzione del suo calvario, nessuna speranza! Una ragazza indifesa a causa della sua leggera insufficienza mentale, inesperta ed ingenua che ha creduto di incontrare un amore in un uomo sbagliato e crudele che ha saputo abilmente individuare in lei la sua  facile vittima. Sognava di camminare con il suo amore  in un giardino di rose fiorite, ma presto ha dovuto capire che stava percorrendo una strada sporca e polverosa e quando l’ha capito ha tentato inutilmente di fuggire.  Hanno  fatto di tutto e i genitori per aiutarla, non hanno potuto  era ormai maggiorenne, nulla hanno fatto le istituzioni bloccate per lo stesso motivo o per un’inerzia burocratica assurda.

 La mamma dopo la sentenza definitiva si espressa chiaramente e con grande delusione e amarezza.

“Per chi ha commesso un delitto tanto disumano sedici anni sono veramente pochi, doveva restare in galera tutta la vita,proprio come mia figlia che è condannata a vita su una carrozzella senza colpa. Non si deve applicare il rito abbreviato per questo genere di reati. Quell’uomo è un pericolo per la società”

Ora  Chiara vive in una casa di cura per lungodegenti, con altre persone  che vivono in stato vegetativo, ma lei lotta ancora per migliorare, ogni giorno fa  una piccola conquista e presto si spera possa incominciare la fisioterapia presso il Centro Adelphi, una struttura specializzata nella riabilitazione, là potrà interagire con altre persone, meno gravi di lei e socializzare anche con ragazzi della sua età che la possono stimolare a migliorare il suo stato, la mamma è convinta che Chiara possa migliorare ancora e che prima o poi possa cominciare a parlare. Ora dovrà subire un intervento per chiudere la trachea   e solo dopo potrà iniziare il percorso presso il centro. I tempi sono lunghi e sembra che anche la burocrazia non abbia pietà  e comprensione.  Inoltre lo stato che non le ha dato alcun indennizzo, perché la legge prevede che siano indennizzate solo le vittime di violenza e non i sopravvissuti come lei, non copre neppure tutte le spese per le sue cure, nonostante sia stata dichiarata invalida totale. Chiara non può bere acqua in forma liquida deve prendere acqua in gel, ne deve prendere quindici confezioni al giorno, per un costo di 20 euro al giorno, della spesa si fa carico la famiglia, essendo parafarmaci la sanità non li passa. Questa è solo una delle spese che  si devono affrontare, tra queste anche i pasti  quotidiani. I genitori sono molto attivi nella raccolta  di fondi.

Ultima iniziativa in ordine di tempo  da parte di Danielle, la mamma, la pubblicazione di un calendario che ritrae Chiara con i suoi amati amici cani. La vendita continua, i calendari possono essere spediti anche per posta e  chi fosse interessato può dare il proprio contributo anche  solo con una donazione. La mamma di Chiara vive solo per lei, la sua vita e accanto alla figlia tornata bambina e non vuole che ci si dimentichi di ciò che le è accaduto, perché si parli sempre della violenza che distrugge la vita delle persone, vuole mostrare Chiara al mondo perché è convinta che la disabilità non si debba nascondere. Non si deve avere paura dei disabili, né tanto meno vergognarsi di loro, hanno molto da insegnarci anche solo che siamo fortunati ad essere normodotati e che dobbiamo apprezzare la vita in ogni istante. Chiara sorride ancora, Chiara combatte ogni giorno dalla sua stanza  e vive una vita che non aveva scelto, che non avrebbe mai voluto, ma vive, testimone inconsapevole della forza e del coraggio.          

Per ricevere il calendario si deve effettuare un versamento di 12 euro sulla post pay intestata a

Danielle Conjarts

Iban  IT38R0760105138260920760925

c.f CNJDLL71D66Z126P

causale a beneficio di Chiara Insidioso

Fatto il versamento inviare un sms al n. 00393403012546 comunicando nome , indirizzo e cap.

Potete inoltre trovarlo presso : Padroni Caterina Agenzia Unipol Sai (sopra ufficio postale Cerveteri) oppure Graffi e coccole via Fontana Morella 58 Cerveteri tel. 0664000613, oppure Hobby Garden Zoot, via Manzoni 34, Cerveteri ,tel. 069941414.