“Non è facile per una donna fare politica”

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2030

Intervista col vice presidente del Consiglio comunale, Federica Battafarano, che annuncia la ricandidatura alle elezioni comunali del prossimo anno

di Giovanni Zucconi

Ho incontrato Federica Battafarano, la vice Presidente del Consiglio Comunale di Cerveteri, in un ufficio del Palazzo del Granarone. L’avevo conosciuta, un paio di anni fa, alla Marcia della Pace di Assisi. Da allora, l’avevo sempre rivista, anche se a volte solo virtualmente, in tutte le iniziative di carattere sociale e umanitario che si sono svolte nel nostro territorio. Da Assisi, non avevo più avuto l’occasione di parlare con lei, e quindi ho accolto con molto piacere il compito del mio Direttore di intervistarla, e di approfondire il suo ruolo di giovane donna all’interno dell’Amministrazione di Cerveteri. Nella lunga intervista, abbiamo parlato molto dei molteplici impegni che Federica Battafarano ha svolto nel sociale nel comprensorio di Cerveteri e Ladispoli, e del suo lavoro presso la Croce Rossa. Abbiamo parlato delle sue battaglie a favore dei diritti umani, dell’ambiente e a tutela del castello di Santa Severa. Vi assicuro che l’elenco delle attività che ha svolto sul territorio su questi temi è veramente impressionate. Ma oggi non vi parleremo di queste, ma vi racconteremo di come una giovane donna possa impegnare la sua vita nella pubblica amministrazione, e i sacrifici e le difficoltà che inevitabilmente deve affrontare.

Vice Presidente Battafarano, vorrei iniziare questa intervista chiedendole come giudica la sua esperienza di Consigliera donna all’interno dell’Amministrazione di Cerveteri. Ma ha ancora senso fare una domanda del genere nel 2016?

Si, ha senso ed è necessaria, perché io trovo sempre giusto valorizzare il ruolo della donna nelle Amministrazioni. Io quando mi presento dico sempre: Federica, amministratrice e giovane donna. Dico questo perché io credo che oggi non sia per niente facile essere una giovane donna impegnata in una Amministrazione comunale o, in senso lato, in politica.

Dice questo perché ha subito delle discriminazioni?

Assolutamente no. Però io credo che vada valorizzato il fatto che una donna giovane scelga di sacrificare il tempo che potrebbe dedicare a curare una famiglia o dei figli, o a crearsi una famiglia e a fare figli, per impegnarsi in prima persona in una Amministrazione comunale o in politica.  Sicuramente oggi questo impegno è difficilmente conciliabile con una vita privata, Parlo per me.  Io sto tutti i giorni a Roma. La mattina mi alzo alle 6.30, e vado al lavoro. Torno alle 18.00 da Roma e vado a lavorare in Comune. Spesso ci sono le Commissioni, i Consigli, le riunioni di maggioranza, o i direttivi del proprio gruppo. Poi, soprattutto, ci sono gli eventi sul territorio a cui sono sempre presente. Quest’ultimo tipo di impegno ci tengo a sottolinearlo perché la presenza sul territorio significa occuparsi delle persone e dei cittadini. Per me la presenza in ogni occasione è indispensabile. Per quanto mi riguarda, anche a costo di saltare pranzi o cene, cerco di essere sempre presente ovunque, naturalmente insieme al Sindaco quando è possibile.

Quindi lei mi sta dicendo: “anche se mi trovo in una Amministrazione dove non c’è nessuna problematica legata all’essere una donna, io, in quanto donna, mi sacrifico lo stesso. Io come donna sto perdendo qualcosa.”

Credo di sì. Non è facile sacrificare completamente la propria vita di donna. Per vocazione naturale, la donna mira a costruirsi una famiglia e a fare figli. Onestamente io oggi non avrei tempo di farlo. Io ho 28 anni, e anche se ho il desiderio di formare una famiglia, se proseguirò con la mia intenzione di collaborare ancora per i prossimi 5 anni con questa Amministrazione, e se naturalmente sarò rieletta, sicuramente non avrò tempo di farmi una famiglia.

Lei cosa consiglia alle giovani donne che vogliono entrare in politica?

Dico che ci vuole un grande spirito di sacrificio e di devozione alla causa. Ma dico anche che si possono avere delle grandi soddisfazioni personali. Per me amministrare è la cosa più bella che si possa fare. Quindi in realtà ne vale la pena, ma non bisogna mai nascondersi la verità, e prendere atto che poi si annulla tutto il proprio spazio personale.

Lei conferma la sua partecipazione alle prossime elezioni?

Sicuramente sì.

Mi domando perché, con tutto l’impegno di cui è capace, non ha avuto un ruolo da Assessore

C’è un motivo. Quando Alessio Pascucci mi propose di diventare Assessora, purtroppo dovetti fare i conti con quella che era la mia carriera lavorativa in quel momento. Anche adesso, se decidessi di fare l’Assessora, non avrei tempo da dedicare al mio lavoro in Croce Rossa. Le due cose sono per me inconciliabili. Questo perché, per me, essere Assessora e dedicarmi a Cerveteri come mi piacerebbe, significherebbe stare in Comune 24 ore al giorno.

Se venisse rieletta, accetterebbe di fare l’Assessora?

Ci rifletterò. Magari potrei ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio. E poi c’è anche da dire che se sei una persona particolarmente attenta a determinate tematiche, si possono portare avanti i progetti in cui credi anche solo affiancando l’Assessore. Io ho spesso affiancato le Assessore Pulcini e Cennerilli in progetti in ambito culturale o sociale.

Secondo lei, a Cerveteri e a Ladispoli, le donne hanno la giusta rappresentanza?

Secondo me sì. Sia nel Consiglio, che nella Giunta di Ladispoli e di Cerveteri, c’è una buona rappresentanza femminile. Ma io auspico che nei prossimi Consigli Comunali ci siano ancora di più giovani donne. Io credo che essere donna, giovane e capace, significa avere una marcia in più, e che questo viene sicuramente riconosciuta dai cittadini.

Secondo lei, sul nostro territorio, è ancora presente la piaga della violenza sulle donne?

Purtroppo qualcosa ancora c’è. Ma è nascosto. Lo capisci, per esempio, alla fine di una telefonata che ti possono aver fatto per parlarti di un problema. Capisci che ti vogliono dire che hanno una violenza in casa, ma non hanno il coraggio di denunciarla, anche solo per vergogna. Dalle esperienze e dalle testimonianze che ho avuto, la violenza sulle donne a Cerveteri è sicuramente ancora molto presente, anche se viene spesso nascosta, nonostante la creazione dello “Sportello contro la volenza sulle le donne”. Questo dipende dal fatto che Cerveteri è ancora un paese, non è Roma. E’ un paese piuttosto piccolo, dove tutti si conoscono. Ed è difficile per una persona, la cui famiglia è conosciuta, soprattutto se ci sono dei figli di mezzo, fare un certo tipo di denunce. Quando le violenze succedono nella propria famiglia si alza un muro di omertà, spesso invalicabile. Il nostro compito come Amministratori è creare le condizioni affinché quel muro venga abbattuto.