Tromba d’aria, occhio alle false aspettative

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Ci sono notizie che vanno interpretate. E che rischiano di creare false illusioni se non sono accompagnate da riscontri reali che concretizzino le legittime aspettative dei cittadini.

E’ ovvio che stiamo parlando dei danni alle abitazioni ed alle strutture private di Ladispoli e Cerveteri causate dal devastante tornando del 6 novembre dello scorso anno. Una tromba d’aria che ha sconquassato il litorale, provocato due morti a Ladispoli e Cesano, messo in ginocchio centinaia di famiglie che hanno visto la casa, l’automobile, il negozio e le aziende agricole essere spazzati via in pochi tragici istanti. Da cinque mesi ci sono cittadini che aspettano di essere risarciti dallo Stato, finora gli unici soldi che sono arrivati dalla Regione Lazio sono stati destinati ai comuni per le opere pubbliche come scuole, pali della luce e caserma dell’Arma danneggiate dalla furia del vento. Ora dal Consiglio dei ministri è arrivata una notizia che, pur non essendo risolutiva, apre comunque uno spiraglio di speranza per le famiglie che da oltre 160 giorni attendono di conoscere il proprio destino, visto che ci sono persone che si sono indebitate per riparare i danni del tornado. Il Governo ha infatti deliberato lo stato di emergenza per i Comuni di Anguillara, Campagnano, Castelnuovo di Porto, Cerveteri, Fiumicino, Ladispoli, Morlupo e Sacrofano, le città dove l’eccezionale ondata di maltempo ha provocato profonde devastazioni. Non è ancora chiara l’entità della somma stanziata dal Consiglio dei ministri, nemmeno si conoscono bene le modalità tramite cui le amministrazioni comunali potranno richiedere il risarcimento per i danni subiti. Il fatto più importante è che nella delibera dovrebbero essere state inserite anche delle risorse da destinare ai privati cittadini che hanno subito danni dalla tromba d’aria. E qui il discorso diventa delicato ed occorre usare molta prudenza per non creare false aspettative a centinaia di nuclei familiari che hanno già sofferto molto quel maledetto 6 novembre. I soldi per i risarcimenti ci potrebbero essere ma non è ancora sicuro. Inutile propalare che il denaro arriverà a fiumi perché in questo momento non ne abbiamo certezza. E’ ovvio che è giusto e sacrosanto che i cittadini debbano essere risarciti per un danno di cui non hanno responsabilità, purtroppo sovente la burocrazia non si coniuga con il buon senso, come troppe storie italiane insegnano da decenni. Il passo successivo, secondo quanto ha fatto sapere l’amministrazione di Ladispoli, dovrebbe essere un decreto attuativo da parte del Governo con cui saranno rese note le modalità di attivazione del sostegno finanziario. E’ evidente che ora serve una pressione fortissima da parte dei Comuni di Ladispoli e Cerveteri affinchè il Consiglio dei ministri mantenga l’impegno che nel computo dei danni siano inseriti anche i privati danneggiati dall’evento. Nulla è perduto, dunque, ma occhi bene aperti e niente false aspettative prima che la vicenda giunga a conclusione. Con la disperazione della gente non si scherza.