“Ladispoli nel mio cuore”

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Intervista alla scrittrice Silvia Brindisi, autrice del romanzo “Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore”

di Giovanni Zucconi

Mi piace intervistare gli scrittori. Specialmente quando sono giovani e promettenti come Silvia Brindisi. Non è propriamente un’esordiente perché ha già al suo attivo una deliziosa raccolta di favole per bambini, pubblicata nel 2015, intitolata “Amicizie magiche”. A settembre di quest’anno ha fatto il grande salto, pubblicando, con la LFA Publisher, il suo primo romanzo: “Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore”. E’ un romanzo che mi è piaciuto molto. Se dovessi definirlo in una sola parola, direi che è stato scritto in modo “diretto”, senza orpelli narrativi che gonfiano, spesso inutilmente, il numero di pagine di molti romanzi che troviamo sugli scaffali delle librerie. Fin dalla prima pagina, senza inutili preamboli, siamo già entrati nel vivo della storia, che si dipana poi in modo scorrevole ed essenziale. Per questo ho apprezzato molto il suo romanzo. Non ho avuto l’impressione di aver acquistato un volume, ma la piacevole sensazione di avere tra le mani solo una bella storia, e dei messaggi di ottimismo e di solidarietà. Per conoscere meglio Silvia Brindisi, l’abbiamo intervistata.

Iniziamo naturalmente parlando del suo nuovo romanzo, dal titolo molto suggestivo: “Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore”. Chi leggerà la tenera storia dell’incontro di una ragazza e un clochard romano, quale messaggio dovrebbe percepire, secondo lei?

“Ogni lettore percepirà ciò che vuole dopo averlo letto. Spero solo che faccia riflettere di più tutti sul fatto che ognuno di noi vive momenti di difficoltà, ma nessuno può stare da solo, e che tutti possono rialzarsi più forti di prima se ascoltati e aiutati. Basta con l’indifferenza ed con l’egoismo.”

Ha scritto questo romanzo più per raccontare una storia, o per dare uno spunto di riflessione, un messaggio, a chi lo legge?

“Ho voluto innanzitutto scrivere questa storia per raccontare una realtà che esiste, ma che non sempre viene presa nella giusta considerazione. Ovviamente ho anche cercato di trasmettere diversi messaggi a cui tengo particolarmente: l’altruismo, il non avere pregiudizi senza conoscere una persona e, soprattutto, ascoltare di più l’altro, chiunque esso sia.”

Mi permetta una domanda provocatoria. Uno scrittore può essere una persona “normale”?

“Si, uno scrittore o una scrittrice è una persona normale, solo che ha molta voglia di comunicare, e soprattutto, scrivendo, vuole condividere le proprie emozioni, storie, e riflessioni anche con gli altri, senza paura di critiche né di pregiudizi.”

Ma non crede che avere il privilegio di vedere pubblicate le proprie storie e riflessioni possa farlo sentire un gradino più su degli altri?

“No, personalmente, sono sempre me stessa: semplice, vera e sincera. L’unica differenza rispetto agli altri è l’aver pubblicato dei libri, ma ciò mi rende solo molto felice, perché ho potuto far leggere ed emozionare chi ha scelto i miei scritti. E non c’è cosa più bella…”

Nel suo ultimo romanzo, una delle protagoniste è sicuramente la sua Roma. Ma sbirciando nel suo sito ho visto che lei ha anche un legame speciale con un paese in provincia di Salerno, Sicignano degli Alburni. Qual è il suo rapporto con questi luoghi?

“Per me le mie origini e la mia città sono tutto. Mi ricordano sempre da dove vengo, chi sono, dove voglio andare, senza mai farmelo scordare. Ricordarsi sempre il proprio vissuto e da dove si viene, è per me molto importante: fa parte di me, ed è anche grazie a quello che oggi sono arrivata fin qui. Oltre alla mia città, amo anche il paese originario di mio padre. E’ il mio rifugio tra le montagne. Quando sto lì, in ogni momento, riesco a stare più in contatto con me stessa e con le mie emozioni. Lo vivo molto anche perché non ci vado spesso e, quando ci torno, sento la mancanza di quell’aria natia, che condivido anche con gli amici.”

Quali sono i “sacrifici” (o rinunce) che una scrittrice deve accettare per poter scrivere? Immagino che in certi momenti questa attività sia totalizzante

“Per ora non ho fatto né rinunce né sacrifici, perché per me scrivere è una passione. Non mi pesa perché lo faccio solo quando me lo sento, e voglio raccontare al meglio le mie emozioni e i miei pensieri, senza programmare nulla. Scrivere per me è molto importante, e sicuramente non mi fermerò. Ma non vado di corsa.”

In un paese dove ci sono più scrittori che lettori, dove i social network permettono a tutti di esprimere i propri pensieri e le proprie storie, quale è oggi il ruolo dello scrittore “professionista”. Esiste ancora il ruolo dello scrittore?

“E’ vero che tramite i social è più facile trasmettere ciò che si pensa e si sente, ma non per questo tutti possono essere o diventare scrittori: sono convinta che esista ancora il ruolo dello scrittore “professionista “, anche se nel mio caso sono ancora un’emergente. Ma credo anche che bisognerebbe dare ancora più rilievo alla figura dello scrittore. Perché è grazie a lui se ci sono i libri e se, soprattutto, molti lettori possono emozionarsi leggendo ciò che scrive.”

Io conosco molti scrittori che pubblicano sempre a spese proprie. Questo accade soprattutto con gli esordienti, ma non solo. Ormai ci sono decine di case editrici che hanno come modello di business quello della pubblicazione a pagamento di scrittori esordienti, senza che sia poi necessario vendere le copie stampate. Anche collegandoci alla domanda precedente, le sembra sano questo meccanismo? Non sarebbe meglio che ci fosse sempre un filtro critico e severo di un editore che crede nella capacità di uno scrittore?

“Concordo con lei sul fatto che dovrebbero esserci più case editrici no profit, con un filtro critico e con più selezione. Sono felice di far parte di una di queste, la “LFA Publisher” di Napoli, che non mi ha chiesto nessun tipo di contributo per la pubblicazione del mio nuovo libro, e ne sono davvero soddisfatta e contenta. Mi spiace molto vedere che ce ne sono troppe invece che chiedono diversi e onerosi contributi ai vari autori emergenti. E non mi pare giusto.”

Quali sono i suoi sogni e i suoi progetti? Nel futuro si vede come una scrittrice?

“Nel futuro mi piacerebbe molto realizzarmi come scrittrice. I miei sogni e progetti per ora sono quelli di pubblicare altri libri, sperando che siano di successo.”

Supponiamo di vivere in una delle sue favole o in uno dei suoi racconti. Quale trama vorreste che seguisse la sua vita futura?

“La trama che vorrei seguisse la mia vita futura è quella di andare a vivere in una normale casetta sul mare, tra i miei libri, con molti gatti e magari anche con una persona speciale che mi ami e due bambini.”

Mi raccontava prima di un suo legame con Ladispoli

“Ho avuto per molti anni un forte legame con Ladispoli, dove andavo tutte le estati al mare, in vacanza, fino al 1999. Ho avuto la fortuna di avere lì due amiche con cui uscivo sempre, oltre alla nostra solita comitiva del viale. In quegli anni sono stata molto bene: tante risate, tanti bei momenti e ricordi.”