LA CIVETTA A CACCIA DI CIBO SUL VIALE ITALIA

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DOPO LUPI E CINGHIALI SONO I RAPACI AD AVVICINARSI IN CITTÀ. PER GLI ESPERTI L’ECOSISTEMA STA MUTANDO.

Lupi e cinghiali sempre più vicini in città. Persino un cerbiatto la scorsa estate apparse nel bosco di Palo Laziale a Ladispoli finendo poi per essere travolto da un treno regionale. E poi i rapaci, avvistati sulle chiome degli alberi del cuore urbano. Covid o non Covid lì, fuori dalle nostre case, c’è un nuovo equilibrio naturale che si sta formando. E secondo molti studiosi del settore, più restrizioni ci sono (specialmente di sera), più è facile che gli animali si approprino di spazi e luoghi precedentemente inavvicinabili. Eloquente il caso del Granaretto, nei pressi di Palidoro, quando durante il lockdown di aprile 2020 una famiglia di cinghiali si insediò nel quartiere con gli abitanti che non potevano far altro che osservarli dalle loro finestre. Una signora venne anche rincorsa da un esemplare ritrovandosi al pronto soccorso.

Torniamo ad oggi. Suscita attenzione la presenza costante di una civetta (o allocco) nel desertico viale Italia di Ladispoli. L’ospite attende con calma fino alle 22, quando il corso principale è spettrale e le auto stanno transitando per l’ultima volta. Poi entra in azione e soddisfa i suoi bisogni primordiali andando a caccia di uccellini. I volatili tentano la fuga ma è inutile perchè il rapace notturno li raggiunge e riesce ad avere la meglio. Quelle scene da documentario di Quark non sfuggono ai pochi passanti ancora presenti che tentano di filmare tutto con proprio telefonino. Al massimo, parlando di animali in centro, ci si può imbattere in un gatto che rincorre un topo diretto in un tombino. Eppure per gli esperti una spiegazione c’è. «Tutto ciò potrebbe dipendere dalle restrizioni stabilite nei Dpcm – interviene Antonio Pizzuti Piccoli, biologo e gestore dell’oasi naturalistica di Palo Laziale a Ladispoli – e poi è anche i cittadini stanno di più a casa ultimamente. Questa situazione favorisce esemplari come le civette che si appollaiano in centro perché hanno capito che possono disporre di una grande risorsa di cibo, senza essere disturbate dall’uomo, dalle macchine e dai rumori della città. Per le sue ali grandi potrebbe essere un allocco più che una civetta. È una notizia curiosa, noi stavamo studiando le civette nella zona del bosco, non di certo nel cuore pulsante di Ladispoli». Pochi dubbi invece su chi siano le malcapitate prede, quasi certamente si tratti di passerotti proprio perché sono piccolini. «Se fossero storni sarebbero grandi e il rapace non riuscirebbe ad afferrarne più di uno».

Cerveteri. E che dire di un gufetto ferito e denutrito trovato di giorno in un parcheggio di Parco Leonardo? Di tutto ci si aspetterebbe tranne che di trovarlo di fronte ad un centro commerciale a Fiumicino. È stato un automobilista di Cerveteri a recuperarlo e a portarlo alle guardie zoofile di Fare Ambiente che a loro volta hanno attivato la Lipu. I volontari etruschi gli hanno dato il nome, pensando ad Anacleto e pubblicando la sua foto nella pagina Facebook ufficiale. «Magari il gufo, – scrive il Gruppo di Fare Ambiente Cerveteri – immaginando di essere ancora bambini e usando la fantasia, avrà perso l’equilibrio dopo aver assistito Merlino in uno dei suoi incantesimi per il giovane Semola. Quel tempo però è passato e tornando con i piedi per terra possiamo dire che questo simpatico rapace è stato recuperato, grazie alla segnalazione di un cittadino responsabile. Il personale della Lipu ci ha rassicurato sulle sue condizioni: non risultano essere presenti traumi o lesioni, pertanto appena riacquisterà le forze potrà tornare libero di volare».

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