Intervista al mezzosoprano Lucia Mastromarino

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“Un concerto non è solo musica ma è un insieme di emozioni”

Ha incantato il pubblico tarantino lo scorso 19 Novembre nell’esecuzione dell’evento “Petite messe solennelle” tenutosi presso la Cattedrale di San Cataldo. Lucia Mastromarino mezzosoprano ionico, ormai di fama internazionale, sarà protagonista in due eventi di notevole spessore artistico. Si tratta de Le Nozze di Figaro presso il Teatro Fusco il 22 e 23 Gennaio e l’Inno alla Gioia di Beethoven sul palco della Concattedrale il prossimo 20 Febbraio. Entrambi gli eventi porteranno la firma del Taranto Opera Festival. Nel corso di una piacevole intervista, Lucia Mastromarino ci spiega le proprie emozioni ed i prossimi progetti.  

Petite Messe Solennelle a Taranto è stato un grande successo. Quali sono le sue emozioni in questo momento?

Come si può facilmente intuire, un concerto non è solo musica ma è un insieme di emozioni che si susseguono l’una dopo l’altra e che contribuiscono a rendere l’evento memorabile e che rimane impresso nella memoria degli interpreti e del pubblico. In questo momento provo soddisfazione e orgoglio per aver vissuto un’esperienza intensa, che nella maggior parte dei casi va a costituire un episodio unico e irripetibile per la sua unicità. 

Quanto lavoro c’è dietro la realizzazione di un evento di questa portata?

Per creare un evento c’è bisogno di un lavoro serio e preciso che talvolta dura mesi. Dalla scelta dei solisti, alla grafica del manifesto, dei libretti di sala e molto altro. Nel caso del video mapping come abbiamo realizzato bella Basilica Cattedrale di San Cataldo è necessario un team di video specialist per la creazione dei contenuti che devono rispecchiare L’ emozione di quello che ha scritto L’ autore e che daranno “volume e forma” alle emozioni. 

Il pubblico ha partecipato in modo massiccio, una risposta importante. È rimasta felice di questo aspetto?

Per un repertorio non facile e destinati a “uditi sopraffini “dire felice è poco. Sono entusiasta per i risultati raggiunti e pronta a nuove sfide.

Nell’esecuzione dell’Agnus Dei lei è stata la principale esecutrice. Lo ritiene il momento più elevato dell’evento?

L’Agnus Dei chiude la petite Messe Solennelle, ed è un momento catartico dove il coro si intreccia amabilmente con il solista in un connubio emozionante. “Agnello di Dio che togli i peccati del mondo “è un riferimento a Lui come sacrificio perfetto e finale per il peccato. Un momento intenso che coinvolge l’anima di chi esegue ma anche di chi ascolta. Ritengo che ogni parte della Petite Messa sia un capolavoro, soprattutto i momenti corali che con il susseguirsi di colori e potenza vocale rendono questa composizione unica. 

Il Duomo di San Cataldo si è rivelata una location eccellente anche per l’acustica da un punto di vista tecnico, è concorde?

Il duomo di San Cataldo ha una magia intrinseca e una storia che da sole basterebbero e bastano ad emozionare chi ha la fortuna di visitare e pregare al suo interno. Devo ringraziare Mons Emanuele Ferro per la sua ospitalità e perchè promuove la preghiera anche attraverso la musica. 

A cura di Maurizio Mazzarella