Fiumicino, Montino rimuove Roberto Tasciotti dall’incarico di garante

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Roberto Tasciotti

Il Garante per l’Infanzia e Adolescenza di Fiumicino viene allontanato dopo aver espresso perplessità in merito all’uso indiscriminato della mascherina al banco. La replica di Roberto Tasciotti: “Il Garante non è il servo sciocco del padrone”.

Il Garante per l’Infanzia e Adolescenza del Comune di Fiumicino è stato rimosso dal suo incarico. Il sindaco Esterino Montino ha disposto tale provvedimento. Roberto Tasciotti pochi giorni prima ha scritto una lettera al coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, tal Dr. Miozzo, per esporre le sue perplessità sull’uso indiscriminato della mascherina sui banchi di scuola. Pura coincidenza o conseguenza di una differente opionione? Non sembra avere dubbi Tasciotti che risponde al sindaco elencando “i veri motivi che ti hanno spinto a revocare l’incarico…” in questo articolo l’elenco.

Con l’entrata in vigore del DPCM del novembre, dai sei anni in su a scuola è necessario indossare la mascherina sempre, anche in situazione statica, con distanziamento, dunque anche al banco durante le lezioni. Una misura che desta preoccupazione nei genitori e non solo, Tasciotti non è l’unico Garante “scomodo” in Italia a sottolineare i “troppi effetti negativi fisici e psicologici” dell’indossare la mascherina a scuola. Anche CReLDiS, il Coordinamento Regionale Lombardia Diritti e Salute, che attraverso il proprio team legale ha messo a disposizione di tutti i genitori una lunga lettera da inviare alla dirigenza scolastica. Un documento ben argomentato e con mero spirito collaborativo, che non lascia spazio a fraintendimenti citando protocolli e linee guida anti-contagio.
Regione Toscana, Camilla Bianchi: “Preoccupata degli effetti negativi sui bambini, in particolare per stati di malessere collegati a stress respiratorio”, la garante ha scritto al premier Giuseppe Conte, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e agli assessori alla Sanità e all’Istruzione Simone Bezzini e Alessandra Nardini “perché vengano adottati provvedimenti a tutela della salute fisica e psicologica di alunne e alunni”.
E prosegue – “I genitori esprimono forte dissenso e profonda preoccupazione per l’uso obbligatorio delle mascherine a scuola. A loro dire, infatti, non sarebbero stati adeguatamente valutati gli effetti negativi che l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali delle vie respiratorie possono produrre sul piano sia fisico che psicologico. La continua presenza delle mascherine sul volto “può inibire la libera espressività e la piena socializzazione, determinando effetti negativi nella crescita di bambine e bambini, ragazze e ragazzi” conclude la garante.

Riportiamo qui parte della lettera inviata al Dr. Miozzo:

«Le esprimo le mie perplessità in merito all’obbligo della mascherina anche quando si sta al banco. Possono bambini e ragazzi sopportare la mascherina per 6 od 8 ore?
Le linee guida del 6 giugno 2020 dell’OMS, nell’enunciare gli svantaggi delle mascherine elencano:

  • possibile rischio di auto-contaminazione se le mascherine mediche non vengono cambiate quando sono umide o sporche:
  • possibile insorgenza di mal di testa e difficoltà respiratorie;
  • possibile sviluppo di lesioni, dermatiti o peggioramento dell’acne sul viso;
  • difficoltà nel comunicare chiaramente».

Anche la neo Garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti, Magistrato dal 1986, attualmente presidente del Tibunale per i minori di Trieste, pensa che “i bambini sono gli ultimi a essere tutelati” in questo periodo di crisi sanitaria, lo ha dichiara in un’intervista durante la quale espresse forte perplessità sui limiti per i bambini durante la prima ondata: “Avevo fatto notare che trovavo assurdo si potessero portare i cani a passeggio e non consentire a un bambino di poter fare neppure il giro dell’isolato.  Apriti cielo, tutti a venirmi contro. Mi hanno quasi aggredita dicendo che, invece, era giustissimo. Io non ho cambiato idea: era ed è un scelta incomprensibile. Quella dei bambini non è certo la prima categoria, che viene in mente quando si parla di tutele. Mi domando chi, ad esempio, abbia pensato ai figli di genitori separati, che i lockdown allontanano magari per mesi da quello non convivente. Forse qualcosa, però, si sta finalmente muovendo“.