BICICLETTA, COSÌ POCO UTILIZZATA A LADISPOLI

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a Ladispoli la bicicletta si usa poco

Bicicletta, questa sconosciuta!

di Alfonso Lustrino

Ho fatto un piccolo esperimento: per cinque giorni, un’ora al giorno, ho contato le biciclette che passavano in una strada principale di Ladispoli. Parliamo di giornate primaverili ad orari diversi. Il risultato, tutt’altro che statisticamente significativo, ha comunque confermato quelle che erano mie osservazioni quotidiane: a Ladispoli nessuno o quasi usa la bicicletta. La media del mio piccolo esperimento è di 2,3 biciclette all’ora!

La domanda sorge spontanea: perché in una città pianeggiante e con un clima temperato la bicicletta è così poco utilizzata?
Una risposta scontata potrebbe essere la scarsa presenza di piste ciclabili, ma in verità le poche esistenti non sembrano essere così frequentate. Una cosa è certa: se si costruiscono parcheggi si attirano le automobili, se si costruiscono piste ciclabili molti in teoria dovrebbero essere persuasi ad utilizzare le biciclette. Evidentemente, però, il problema è più profondo.

Raramente in giro si vedono ragazzini in bicicletta. Molti nemmeno ce l’hanno. Le poche rastrelliere fuori le scuole giacciono inutilizzate. Confrontando i pareri di alcuni genitori emerge all’unanimità una motivazione: la pericolosità.
Eppure tutti noi da ragazzini scorrazzavamo per le strade già dalle elementari. La bicicletta è da sempre considerata un mezzo di “emancipazione” con cui staccarsi dai genitori per raggiungere la meta desiderata. Oggi, ammettendo che il numero dei veicoli è decisamente aumentato, sembra esserci una percezione del rischio amplificata forse dai social che, in pochi minuti, rendono virale qualsiasi episodio negativo. A conferma di ciò basta dare un’occhiata ai parchi pubblici: nessun genitore (o quasi) si sognerebbe di lasciare un bambino di 8-10 anni da solo. Girando per il quartiere Miami, con diversi parchi recintati a disposizione, di bambini nemmeno l’ombra e, nei pochi casi, sempre sorvegliati dai genitori. Forse oggi è considerato molto più sicuro lasciare il figlio davanti ad una Play Station per 3-4 ore…

Ma torniamo alle biciclette come mezzo di trasporto per tutti.
Anni fa, sono stato a Padova per un corso di formazione; il treno è arrivato alle 5 del mattino e ho atteso l’apertura della scuola su una panchina. In pratica ho assistito al risveglio della città. Gradualmente migliaia di persone in bicicletta si sono riversate nelle strade: uno spettacolo che mi ha lasciato sbalordito. L’uso quotidiano della bicicletta come principale mezzo di trasporto sostenibile in città non è ancora rientrato nelle nostre abitudini, probabilmente per cultura, ma sicuramente anche per pigrizia. Bisogna aggiungere l’atavico odio tra i padroni della strada (gli automobilisti) e i ciclisti.

Quando si parla di pedonalizzazione dei centri città ecco insorgere puntualmente le proteste e le ire dei commercianti. Stando a loro, permettere ai cittadini di riappropriarsi del suolo pubblico sottraendolo al dominio delle automobili metterebbe in crisi le loro attività e i loro redditi. È stato invece dimostrato come sia vero l’esatto contrario. La bicicletta resta in ogni caso il mezzo di trasporto ecosostenibile per eccellenza. Invece le intenzioni attuali sembrano quelle di sostituire l’intero parco automobili con le auto elettriche, sicuramente meno impattanti, ma non certo la soluzione al problema inquinamento.

I vantaggi dell’utilizzo della bicicletta sono evidenti:
• Ecologico: abbattimento delle emissioni nocive;
• Economico: non solo per le famiglie, ma anche in relazione ai costi legati alla manutenzione del manto stradale e al sistema sanitario;
• Energetico: massima efficienza;
• Politico: riduzione della dipendenza energetica.
• Sociale: maggiore benessere grazie ad individui più sani e meno sovrappeso.
• Riduzione della congestione del traffico;
• Miglioramento della qualità della vita in città: inquinamento atmosferico, inquinamento acustico, maggior fruibilità dei luoghi pubblici, sicurezza dei bambini, riduzione dello stress; • Migliore attrattiva abitativa, in particolare per le abitazioni familiari.

Ma allora cosa può fare un’amministrazione pubblica?
Beh, sicuramente cominciare col dare l’esempio: sarebbe bello vedere Sindaco, assessori e consiglieri recarsi al Comune in bicicletta. Più che scontata risulta la necessità di creare più piste ciclabili. Ma si potrebbero organizzare anche giornate a tema, invogliare gli studenti ad andare a scuola in bici, incentivare la vendita delle due ruote. In poche parole: creare una cultura della bicicletta. Una degna conclusione potrebbe essere quella di esortare tutti ad usare le gambe e pedalare, ma mi sento di fare di più: usiamo tutti maggiormente la testa.