Marini rilancia: “La Asl nasconde la verità sul Pit della via Aurelia”

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A colpi di annunci, smentite e contro smentite, prosegue la battaglia tra il consigliere comunale del Partito democratico di Cerveteri, Juri Marini e l”Asl Rm 4 del nostro territorio. 

Marini aveva annunciato il depauperamento del posto di primo intervento di Ladispoli e Cerveteri, la Asl aveva smentito tutto, ora è arrivata la contro replica dell’esponente del Pd. Ecco il testo inviato dal consigliere Juri Marini alla stampa:

La smentita dell’Asl Rm 4 non smentisce proprio nulla. Ciò che davvero sbalordisce è la protervia con cui l’azienda sanitaria continua a propinare mezze verità, utili solo a difendere le loro scelte organizzative, che di fatto penalizzano in modo gravissimo e inaccettabile il nostro territorio.

L’Asl afferma che non sarebbe stato predisposto alcun atto di chiusura del PPI di Ladispoli. Ma nessuno ha mai detto che il PPI sarebbe stato fisicamente “murato” o demolito. Come invece correttamente riportato da Terzobinario, la nostra preoccupazione, che confermiamo, sta nel fatto che l’azienda sarebbe in procinto di riconvertire il PPI di Cerveteri e Ladispoli in una specie di ambulatorio di cure primarie.

E che roba sarebbe? Per capire la differenza fra un Punto di Primo Intervento e un ambulatorio di cure primarie, è sufficiente evidenziare che un ambulatorio non può affrontare le urgenze e le emergenze. Un PPI invece sì. L’ennesimo ambulatorio rappresenterebbe quindi una spesa del tutto inutile. Un PPI che funzioni come ha sempre funzionato rappresenta invece un presidio indispensabile per il nostro territorio. La differenza, o il problema, sta tutta qui.

Il fatto che l’Asl nella sua nota, sostenga che un “Punto di primo Intervento, non gestisce le urgenze”, è davvero incomprensibile. Che le urgenze rientrino tra le sue competenze, insieme alla prima stabilizzazione dei pazienti di più alta complessità, lo dice la legge. Sta scritto nel Decreto ministeriale n. 70 del 2015.

Straordinariamente fantasiosa, oltre che contraddittoria con la frase precedente, è poi l’affermazione che il PPI affronterebbe le urgenze “oggi come da sempre”. Magari. Fino a ieri, e per quarant’anni, il nostro territorio ha potuto fare affidamento su una struttura aperta 24 ore su 24, con due infermieri per turno e medici ospedalieri competenti ed esperti, con accesso per codice colore (a seconda della gravità), in grado di affrontare ogni tipo di emergenza e urgenza. Il PPI di oggi invece non ha più medici ospedalieri. Sono stati spostati tutti, uno ad uno, in altre strutture, gli ultimi tre proprio in questi giorni. Sono stati sostituiti da altri medici non ospedalieri, non si sa con quale esperienza e quale preparazione. Gli infermieri sono nominalmente ancora due per turno, ma di fatto uno di loro spesso viene impiegato in altre strutture della Casa della Salute. Adesso smentiscano questo, se possono.

La verità è che tutto ciò rappresenta di fatto un pesante impoverimento del servizio.Mentre affermare pubblicamente che non è cambiato nulla, è falso, oltre che irresponsabile. Confido che i due nuovi Sindaci di Cerveteri e di Ladispoli sapranno difendere in modo concreto l’unico fondamentale presidio per le urgenze e le emergenze del nostro territorio, informando puntualmente la popolazione sulle attuali effettive condizioni del servizio.