LA TORMENTATA STORIA DEL MONUMENTO AI CADUTI A CERVETERI

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monumento ai caduti cervetri

UNA VICENDA CHE SI ISCRIVE IN UN’EPOCA DI PASSAGGIO TRA SPERANZE DI SOCIALISMO RADICALE E VENTENNIO FASCISTA.

di Angelo Alfani

La storia si snoda attraverso un complesso reticolato, in cui, come scrive il filosofo Federico Ferrari: «vi sono epoche finali, ed epoche di apertura. Vi sono, poi, epoche di passaggio». La tormentata storia del Monumento ai caduti di guerra cervetrani si iscrive in una epoca di passaggio: breve ed intensa, tra speranze di socialismo radicale ed il ventennio fascista, tra visioni opposte su quale società postbellica costruire.

Utilizziamo alcuni documenti per ripercorrerne le fasi. Il giorno 17 di Settembre del 1921 il Segretario Comunale Scipio Girolamo consegnò al sindaco Pietro Alfani una comunicazione del Comitato Monumento ai caduti in guerra che, ricordando l’incontro avvenuto tra il vicepresidente Lucarini S., il Cassiere Belardinelli A., Marchili F. e Guastini A., il Sindaco stesso alla presenza dell’Assessore Brini Primo, precisava:
«1) Che il Comitato, in via transitoria, cooperi col Comune alla scelta del luogo ove dovrà sorgere il Monumento.
2) Che pure in via transitoria, e per non creare ulteriori ostacoli, il Comitato possa addivenire anche con l’intervento del Comune alla scelta del soggetto tra i vari bozzetti finora pervenuti o che pervengano in seguito a questo Comitato…»

monumento caduti cerveteriIl 22 dello stesso mese il sindaco Pietro Alfani, eletto dalla sinistra nel 1919, rispose ribaltando i ruoli: il Comune propone ed il Comitato coopera. In modo deciso invita il Comitato stesso ad addivenire ad un accordo, altrimenti l’Amministrazione avrebbe messo in atto le decisioni già comunicate.
Il 24 di ottobre si raggiunse una mediazione controfirmata: estrazione di cinque tra i venti migliori scultori tra cui la Commissione tecnica avrebbe scelto il migliore bozzetto e la destinazione della località dove dovrà sorgere il monumento. Per coprire il costo che “dovrebbe aggirarsi tra le trentacinque e le quarantamila lire”, alle ventidue già raccolte dal Comitato con sottoscrizione pubblica, l’Amministrazione si impegnava a coprire il restante: «beninteso venendo a trattative con lo scultore esecutore, versando in più rate e, se sarà del caso, versando gli interessi legali».
I due prescelti per la Commissione furono l’ingegnere Pro’Adriano per il Comune e l’ingegner Mengarelli Raniero per il Comitato. Il tentativo del Sindaco di far presiedere la Commissione dal famoso scultore Enrico Tadolini, pronipote di artisti che avevano lavorato col Canova, non ebbe esito. La nota concludeva: «Tanto il Comune quanto il Comitato dovranno accettare il deliberato della Commissione tecnica suindicata, deliberato che per le due parti sarà assolutamente inappellabile».
Dopo estrazione a sorte dei cinque scultori la realizzazione dell’opera venne assegnata al marchigiano Giuseppe Tonnini, autodidatta ed autore di altri pregevoli Monumenti ai Caduti e, fatto probabilmente del tutto casuale, realizzatore di un modesto busto del garibaldino, nato a Cerveteri e battezzato dal prete tombarolo Regolini, Giacinto Bruzzesi al Gianicolo. Tutto insomma sembrava procedere. Poi il silenzio, non comprensibile, sovrastò tutto.

La problematica relativa al Monumento la ritroviamo nella relazione del 10 novembre 1923, del Commissario Achille Compagnucci, inviato a Cerveteri a sistemare le cose dopo che il Regime si era tolto di mezzo gli scomodi rossi.
Scrive il camerata: «Mi adoperai a portare a termine la pendenza relativa alla erezione del Monumento ai caduti ma, nuovi disaccordi sorti tra il Comitato e lo scultore Giuseppe Tonnini circa la esecuzione ed il costo dell’opera, sospesero ogni decisione». Finalmente domenica 11 Maggio 1924 , in un clima di profonda partecipazione, avvenne la tanta sospirata inaugurazione.
Riporto cronaca dell’avvenimento: alla presenza del Prosindaco Giulio Rossi, qualche Sindaco del circondario, reparti della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.), combattenti, mutilati, famiglie dei caduti, insegnanti e alunni delle scuole. Presenti anche il Ministro G. Gentile, l’On. Bottai, ed alte cariche militari e civili. La banda di Camicie Nere della 117^ Legione Ordinaria “del Mare” di Civitavecchia suona l’inno reale. Alle ore 15.30 circa un corteo di auto entra in Cerveteri: S.A. Reale, il ventenne Principe Umberto di Savoia, in uniforme da Ufficiale dei Granatieri. Viene scoperto il monumento in bronzo. L’arciprete di Cerveteri benedice il monumento. L’on. Bottai pronuncia il suo discorso. Il Prosindaco riceve in consegna il monumento. Alla fine della cerimonia il Principe Umberto e il suo seguito partecipano ad un rinfresco al Palazzo Civico. Alle 17.00 il Principe riparte per Roma.

CADUTI NELLA GUERRA 1915 – 1918
Sol. Cavalieri Carlo, sol. Proietti Torreggiani Giovanni, sol. Leombruni Domenico, sol. Merlini Giuseppe, sol. Ammazzalamorte Domenico, sol. Battilocchi Luigi, sol. Pampanini Emilio, sol. Baldinelli Giovanni, sol. Sestili Saverio, sol. Graziani Giuseppe, cap.m. Previati Mario, sol.Marini Pietro, sol. Pica Giuseppe, sol. Mercuri Domenico, brig.Valeri Giulio,sol. Tacchetti Paolo, sol. Iocchi Attilio, r.g.f. Fiorini Costanzo, cap. mag. Castello Giovanni,sol. Ferretti Silvio, sol. Consalvi Antonio, ser.m. Bruschi Adorno, cap. Attili Pompilio, cap. Chiani Andrea, r.g.f. Di Candeloro Enrico, sol.Silvestri Giuseppe, sol. Lucci Costantino, sol. Iaffei Luigi, sol. Spadoni Domenico, sol. Donnini Armando, sol.Tronca Sabatino, sol. Passarelli Giuseppe, capr. Donnini Filippo, capr.m. Ferretti Francesco, r.g.f. Marini Sante, sol. Marini Angelo, sol. Pulcinelli Luigi, cap. Badini Emanuele, sol. Marini Vitaliano, sol. Agrestini Antonio, sol. Bonaventura Giulio.

A quelle che, nei vaniloqui discorsi dei potenti, sarebbero dovuto essere le ultime pietre della memoria se ne aggiunsero, appena vent’anni dopo, di nuove, a ricordo di altri 38 giovani cervetrani.